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I marmi

Nero Marquina

Il Nero Marquina è un marmo nero compatto estratto nei Paesi Baschi spagnoli, nella zona di Markina, attraversato da vene bianche di calcite nette e irregolari. Poco poroso per un marmo, prende una lucidatura profonda ed è fra i neri più usati per piani di cucina, bagni, lavabi monolitici, scale e pavimenti da interno, in contrasto con legno, ottone e marmi bianchi.

Che cos'è il Nero Marquina

Il Nero Marquina è un marmo nero profondo estratto nei Paesi Baschi, in Spagna, nella zona di Markina, da cui prende il nome. Il fondo è di un nero pieno, quasi assoluto; lo attraversano vene bianche di calcite nette e irregolari, ora sottili come fili, ora larghe come lampi nel cielo. Compatto e a grana fine, prende una lucidatura a specchio intensa ed è fra i neri più usati al mondo per piani di cucina, bagni, lavabi scolpiti, scale e pavimenti da interno. Lo trovate nel catalogo dei marmi del laboratorio di Aprilia.

Caratteristiche: composizione, colore, venatura, durezza

Composizione. È una pietra calcarea di origine marina, classificata nel commercio come marmo: carbonato di calcio, con minuti frammenti fossili. Come ogni marmo teme gli acidi, che lo opacizzano, e va protetto con l'impregnante.

Colore e venatura. Il nero è omogeneo e profondo, senza le sfumature grigie di altri marmi scuri. Le vene bianche non seguono uno schema: corrono in diagonale, si ramificano, si aprono in macchie. La loro quantità è la vera differenza fra una lastra e l'altra. La venatura si valuta sulla lastra intera, mai sul campione.

Durezza e porosità. La porosità è bassa per un marmo: assorbe meno dei bianchi apuani e molto meno del travertino. Resta però un marmo, non un granito: un coltello senza tagliere lo graffia e l'acido lo corrode. La durezza basta per piani, gradini e pavimenti di casa, ma non è quella del quarzo o della pietra sinterizzata.

Dove usarlo in casa

Cucina

Il Nero Marquina è il marmo delle cucine scure: sull'isola centrale o sulla grande lastra a parete, le vene bianche corrono come firme di un calligrafo. Regge il contrasto con il legno scuro e soprattutto con l'ottone, che vi si specchia e ne accende il nero. Sui piani di lavoro di uso quotidiano consigliamo la finitura levigata o spazzolata, perché sul nero lucido ogni graffio e ogni goccia d'acqua calcarea si vedono.

Bagno

In bagno veste pareti intere, piani lavabo e lavabi monolitici scavati nel pieno. Con la rubinetteria d'ottone disegna ambienti da albergo di lusso; con il Bianco Carrara compone il contrasto classico del bianco e nero. La finitura levigata scivola meno del lucido ed è la più sicura per il piatto doccia e il pavimento.

Scale e pavimenti

Sulle scale dà gradini di grande carattere, spesso con l'alzata nella stessa pietra; sui pavimenti da interno si posa in grandi formati, a scacchiera con il Bianco Carrara o a losanghe bordate da filetti d'ottone.

Esterno: sì o no?

Per l'esterno non è la prima scelta: il nero assorbe il calore del sole, il lucido perde il riflesso con pioggia e gelo, gli acidi della tavola lo segnano. Come spieghiamo nella guida alle pietre per la cucina da esterno, all'aperto il marmo si usa levigato e protetto, preferibilmente chiaro; per i piani delle cucine da esterno conviene un granito nero o una pietra sinterizzata.

Le finiture: lucida, levigata, spazzolata

  • Lucida. Il nero come la notte, la vena bianca che brilla, l'ottone che vi si riflette. Massima profondità del colore, ma graffi, aloni da acido e impronte si notano subito: per pareti, fianchi di isole, lavabi e bagni.
  • Levigata. Liscia ma non riflettente; il nero si fa un poco più tenue, verso l'antracite, e i segni dell'uso quasi scompaiono. È la finitura che consigliamo più spesso per un piano di cucina in Nero Marquina.
  • Spazzolata. Le spazzole abrasive danno alla pietra una pelle leggermente mossa, morbida al tatto, che ammorbidisce il nero e nasconde l'usura meglio di ogni altra finitura.

Nella pagina delle finiture le spieghiamo una per una; ad Aprilia le toccate con mano.

Spessori e lavorazioni Michelessi

I piani in Nero Marquina si realizzano di norma in 2 o 3 centimetri. Il 2 cm è più leggero; il 3 cm regge meglio gli sbalzi e i lavelli sottopiano. Un bordo alto si ottiene con una fascia incollata a 45 gradi, con la vena continua sullo spigolo.

  • Macchia aperta. Due lastre consecutive dello stesso blocco si aprono come le pagine di un libro e le vene bianche si specchiano sul giunto in un disegno a farfalla. Sul fianco di un'isola o sulla parete del bagno diventa il centro della stanza.
  • Fianco a cascata. Il piano piega sullo spigolo e scende a terra nella stessa lastra: l'isola diventa un monolite nero.
  • Giunto a 45°. Le lastre si tagliano in diagonale lungo lo spessore e si chiudono a mano con collanti in tinta nera: la linea d'incontro resta quasi invisibile.
  • Lavelli e dettagli. Lavelli scolpiti nella stessa lastra, fori a filo per il piano cottura, bordi lucidati a mano.

Cura e manutenzione

Si mantiene come ogni marmo: acqua tiepida, sapone neutro, panno morbido, e si asciuga subito ciò che cade. Limone, aceto, vino e anticalcare corrodono il carbonato di calcio e lasciano un alone opaco. Sul nero valgono tre attenzioni in più:

  • l'acqua calcarea lasciata asciugare forma un velo bianco che sul nero si vede: asciugate il piano attorno al lavello;
  • le spugne abrasive lasciano micrograffi che sul lucido tolgono profondità al riflesso: solo panni morbidi;
  • l'impregnante va rinnovato quando la goccia d'acqua non resta più perlata, in genere una volta l'anno.

Il marmo si rigenera: un graffio o un alone si tolgono con una nuova levigatura o lucidatura, in laboratorio o sul posto. Il resto è nella guida alla manutenzione del piano in marmo.

Nero Marquina o Portoro? Nero Marquina o granito nero?

Il Portoro è il marmo nero ligure con le vene dorate: più raro e più pregiato, dà il meglio lucido su pareti e camini, ma è ancora più delicato nell'uso quotidiano. Il granito nero, come il Nero Assoluto, non ha vene: è uniforme, indifferente agli acidi, adatto anche all'esterno, ma non ha il disegno del marmo. Il Nero Marquina sta nel mezzo: la vena bianca che il granito non ha, una porosità bassa che il Portoro non ha.

PietraOrigineColore e venaturaPorositàAcidiFinitura consigliataDove rende meglio
Nero MarquinaPaesi Baschi, Spagnanero profondo, vene bianche di calcitebassa per un marmosensibilelevigata sui piani, lucida su pareti e bagnicucine scure, bagni, lavabi, scale, pavimenti interni
PortoroLiguria, Italianero con vene oro e bianchebassasensibilelucidapareti, camini, piani di rappresentanza
Granito nero (Nero Assoluto)Zimbabwe o Indianero uniforme, senza venemolto bassaresistentelucida o fiammatapiani di lavoro, cucine da esterno

Come lavora Michelessi il Nero Marquina

Nel laboratorio di Aprilia, sulla via Pontina fra Roma e Latina, lavoriamo il marmo dal 1976. Le lastre di Nero Marquina le scegliamo una per una, per l'intensità del fondo e la distribuzione delle vene. Il progetto tridimensionale vi mostra il risultato prima di tagliare; poi taglio a controllo numerico, finitura a mano e posa con la nostra squadra, come raccontiamo nella pagina della lavorazione. Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; consegniamo e installiamo anche all'estero. Scriveteci: vi diremo quale lastra fa per voi.

Domande frequenti

Domande frequenti

Il Nero Marquina va bene per il piano della cucina?

Sì, è fra i marmi più compatti e meno porosi, quindi assorbe poco. Resta però un marmo: teme gli acidi e i graffi. Per un piano usato ogni giorno consigliamo la finitura levigata o spazzolata, in 2 o 3 centimetri, con l'impregnante rinnovato con regolarità.

Meglio lucido o levigato?

Lucido per la profondità del nero e per le pareti, i fianchi delle isole e i bagni di rappresentanza; levigato per i piani di lavoro e i pavimenti, perché sul nero lucido ogni graffio, ogni impronta e ogni goccia d'acqua calcarea si vedono, mentre sul levigato quasi scompaiono.

Si può usare il Nero Marquina all'esterno?

Non è la prima scelta: il nero si scalda al sole, il lucido perde il riflesso con pioggia e gelo e gli acidi della tavola lo segnano. All'aperto conviene un granito nero o una pietra sinterizzata; il Nero Marquina all'esterno si limita a elementi decorativi levigati e protetti, in ombra.

Come si pulisce il Nero Marquina?

Con acqua tiepida, sapone neutro e un panno morbido, asciugando subito ciò che cade e il velo d'acqua attorno al lavello. Niente limone, aceto, anticalcare né spugne abrasive. Un graffio o un alone si tolgono con una nuova levigatura o lucidatura, in laboratorio o sul posto.

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