I marmi
Travertino
Il travertino è una pietra calcarea sedimentaria depositata dalle acque termali, riconoscibile dai vacuoli e dalle bande parallele di colore, dal bianco avorio al noce; il più celebre viene da Tivoli, vicino a Roma. Stuccato e protetto è adatto a piani di cucina e bagno, scale e pavimenti; a poro aperto veste facciate, bordi piscina e cucine da esterno.
Che cos'è il travertino
Il travertino è una roccia calcarea sedimentaria: nasce dove le acque termali, ricche di carbonato di calcio, lo depositano strato dopo strato. Da qui i suoi due segni di riconoscimento: i vacuoli, i piccoli vuoti naturali che ne punteggiano la superficie, e le bande parallele di colore che raccontano le stagioni del deposito. Il più celebre è il travertino romano delle cave di Tivoli, la pietra del Colosseo e del colonnato di San Pietro.
Il colore va dal bianco avorio al beige caldo, fino al noce e al grigio. La venatura non è la vena del marmo: è una stratificazione. Tagliato «in falda» mostra le bande parallele; tagliato «contro falda», detto anche fiorito, rivela una nuvolatura più morbida e uniforme. Quanto a durezza è una pietra tenera, paragonabile ai marmi: si lavora e si scolpisce bene. Come tutte le pietre calcaree teme gli acidi ed è assorbente, più dei marmi compatti: per questo, sui piani, va stuccato, cioè con i pori riempiti, e protetto con un impregnante.
I colori: classico, noce, Silver
- Travertino classico (o romano, Navona): fondo avorio con bande appena più calde. Il più luminoso e versatile.
- Travertino noce: toni bruni e ambrati, più caldi; nasconde meglio i segni dell'uso e dà profondità a scale, bordi e pavimenti.
- Travertino Silver (argento): fondo grigio con bande chiare e scure alternate, il più contemporaneo; sta bene con l'acciaio, il rovere scuro e il nero.
Dove usarlo in casa
- Cucina: è il piano tradizionale della nostra cucina in muratura da interno Francesca, dove il travertino massello dà corpo ai piani e il bordo in travertino noce ne disegna il perimetro. Sul piano di lavoro va stuccato, levigato e trattato.
- Bagno: docce rivestite con giunti misurati al millimetro, lavabi scolpiti nel massello come il nostro lavabo Obi, pareti che vestono la stanza in un tono continuo.
- Scale e pavimenti: in falda, con le bande che corrono lungo il gradino, o contro falda per un campo più calmo. Sui pavimenti interni si posa levigato o lucidato, sulle scale in finitura opaca.
- Esterno: sì. Facciate, soglie, bordi piscina e cucine da esterno in massello: il travertino è nato all'aperto. Nelle varietà più compatte, con finitura antiscivolo e trattamento protettivo, regge sole, pioggia e gelo. Nella zona in cui si taglia e si versa conviene affiancargli granito, quarzite o pietra sinterizzata (guida alla cucina da esterno).
Le finiture: stuccato o a poro aperto
La prima scelta non riguarda la finitura, ma i pori. Stuccato: i vacuoli vengono riempiti in laboratorio con uno stucco in tinta, o a contrasto, e la superficie diventa continua, facile da pulire, adatta ai piani di cucina e di bagno. A poro aperto: i vuoti restano visibili e la pietra mostra la sua natura; è la scelta per facciate, pareti e rivestimenti esterni. Poi viene la finitura vera e propria:
- Levigata: opaca e liscia, la più adatta al travertino. I pori chiusi restano leggibili come una trama e i segni dell'uso quasi scompaiono.
- Lucida: possibile sullo stuccato, satura il colore ma è meno naturale e mostra gli aloni degli acidi.
- Spazzolata: pelle mossa e vellutata, apre leggermente i pori; scalda i beige e i noce ed è antiscivolo.
Sabbiatura e bocciardatura, ruvide e antiscivolo, sono per gradini e bordi piscina: tutte le finiture le spieghiamo, una per una, nella pagina dedicata.
Spessori e lavorazioni Michelessi
I piani in travertino si realizzano in lastre da 2 o 3 centimetri: il 2 cm accompagna le cucine componibili, il 3 cm regge meglio gli sbalzi e i lavelli sottopiano. Da lì partono le lavorazioni del laboratorio:
- Macchia aperta: due lastre consecutive del blocco aperte a libro, con le bande che si specchiano sul giunto. Nel travertino il disegno è più sobrio che nel Calacatta, ma su una parete di bagno fa la differenza.
- Fianco a cascata: il piano scende a terra sui lati dell'isola e la stratificazione prosegue senza interruzione.
- Giunto a 45°: due lastre tagliate a quartabuono si incontrano sullo spigolo e l'occhio legge un massello di 6, 8 o 12 centimetri; così nascono i bordi alti e le isole monolitiche.
Lavelli ricavati nel piano, fori a filo, bordi a bisello o a toro: ogni pezzo si taglia a controllo numerico e si rifinisce a mano nel nostro laboratorio (le parole del mestiere sono nel glossario).
Cura e manutenzione, dentro e fuori
In casa vale la regola del marmo: acqua tiepida, sapone neutro e panno morbido; asciugare subito limone, aceto, vino e pomodoro; niente anticalcare né detergenti acidi. L'impregnante applicato in laboratorio si rinnova quando la goccia d'acqua smette di restare perlata, in genere una volta l'anno: i dettagli nella guida alla manutenzione del piano in marmo.
All'aperto le attenzioni cambiano. Il poro aperto trattiene polvere e, in ombra, il verde: si pulisce con acqua e spazzola morbida, senza idropulitrici forti, che scavano i vacuoli. Le superfici piane si posano con una leggera pendenza, perché l'acqua che ristagna è la prima causa di macchie e di danni da gelo; il trattamento si rinnova a fine stagione e la finitura resta opaca, perché la lucidatura sotto sole e pioggia si spegne in pochi anni. Così il travertino invecchia come le pietre di Roma: prende patina, non si consuma.
Travertino o Botticino? Travertino o pietra sinterizzata?
Travertino o Botticino? Il Botticino, marmo bresciano a grana fitta, è più compatto, assorbe meno e non ha vacuoli: sul piano di cucina chiede meno attenzioni e resta uniforme. Il travertino ha più carattere, più calore e una stratificazione che il Botticino non conosce; all'aperto è più a suo agio.
Travertino o pietra sinterizzata? Dekton e le superfici ultracompatte «effetto travertino» non hanno pori, non temono acidi, calore né gelo e non chiedono impregnante: sono la scelta della zona di lavoro e delle cucine da esterno più sfruttate. Ma la trama è disegnata e si ripete. Spesso la soluzione più elegante sta nello stesso progetto: isola e fianchi in travertino massello, piano di lavoro attorno ai fuochi in pietra sinterizzata dello stesso tono.
| Pietra | Aspetto | Assorbimento | Acidi | Esterno | Finitura consigliata | Dove rende meglio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Travertino | bande e vacuoli, dall'avorio al noce e al grigio | alto: va stuccato e trattato | sensibile | sì, nelle varietà compatte | levigata, spazzolata | bagni, scale, facciate, isole in massello, cucina Francesca |
| Botticino | beige uniforme, vene sottili | basso per un marmo | sensibile | con cautela | levigata, lucida | piani di cucina, pavimenti, bagni |
| Pietra sinterizzata | trama disegnata, colori costanti | nullo | indifferente | sì | opaca di fabbrica | zona di lavoro, cucine da esterno sfruttate |
Come lavora Michelessi il travertino
Dal 1976 lavoriamo il travertino romano nel laboratorio di Aprilia, sulla via Pontina fra Roma e Latina. Il percorso: sopralluogo e preventivo gratuiti a Roma, Latina e in tutto il Lazio; lastre scelte una per una, perché due lastre di travertino non sono mai uguali; progetto tridimensionale che mostra l'opera finita prima del taglio; taglio a controllo numerico e finitura a mano; posa con squadra propria in Italia. Per i progetti all'estero organizziamo spedizione e installazione, come per il nostro progetto di Dubai; i tempi si definiscono con il preventivo. Scriveteci: vi diremo con franchezza dove il travertino dà il meglio e dove conviene affiancargli un'altra pietra.
Domande frequenti
Domande frequenti
Il travertino va bene per il piano della cucina?
Sì, a tre condizioni: stuccato, cioè con i vacuoli riempiti in laboratorio; levigato o spazzolato anziché lucido, così gli aloni degli acidi si confondono con la trama; protetto con un impregnante da rinnovare in genere una volta l'anno. È il piano tradizionale della nostra cucina in muratura da interno Francesca. Dove si taglia il limone ogni giorno si può affiancare granito, quarzite o pietra sinterizzata nello stesso progetto.
Il travertino si può usare all'esterno? Regge il gelo?
Sì: è la pietra delle facciate, delle terme e dei palazzi di Roma. Nelle varietà più compatte, posato con una leggera pendenza perché l'acqua non ristagni, con finitura opaca o antiscivolo e trattamento protettivo rinnovato a fine stagione, regge sole, pioggia e gelo. Nelle cucine da esterno lo proponiamo per isole in massello, fianchi e piani d'appoggio; per la zona di lavoro consigliamo granito, quarzite o pietra sinterizzata.
Meglio il travertino stuccato o a poro aperto?
Dipende dall'uso. Stuccato, con i pori riempiti in tinta o a contrasto, la superficie è continua e facile da pulire: è la scelta per piani di cucina e bagno, pavimenti e scale interne. A poro aperto la pietra mostra i suoi vuoti naturali: è la scelta per facciate, pareti, rivestimenti esterni e per chi ama la materia com'è. Vi mostriamo entrambi nell'esposizione di Aprilia.
Che differenza c'è fra travertino classico, noce e Silver?
Cambia il colore, non la pietra. Il classico, o romano, ha fondo avorio e bande appena più calde: è il più luminoso e versatile. Il noce ha toni bruni e ambrati, più caldi, e nasconde meglio i segni dell'uso. Il Silver ha fondo grigio con bande chiare e scure alternate ed è il più contemporaneo. Tutti e tre si tagliano in falda, con le bande in vista, o contro falda, con una nuvolatura più uniforme.