Cucine da esterno
Cucina da esterno a bordo piscina: pietre, finiture e ombra
Una cucina da esterno a bordo piscina convive con cloro, sale, schizzi e piedi bagnati: per questo Michelessi la costruisce in granito, quarzite, travertino compatto o pietra sinterizzata, con finiture spazzolate o bocciardate mai lucide, su struttura in pietra refrattaria, e la lavora nella stessa pietra del bordo vasca, nel laboratorio di Aprilia, dal 1976.
Cloro, sale e piedi bagnati: che cosa cambia a bordo piscina
Una cucina in giardino riceve pioggia, sole e gelo. Una cucina a bordo piscina riceve anche l'acqua della vasca, e quell'acqua non è neutra: contiene cloro, oppure sale se l'impianto è a elettrolisi, e arriva sul piano a schizzi, con i tuffi e con i piedi bagnati. Cloro e sale lasciano aloni biancastri quando asciugano e, con gli anni, corrodono la ferramenta e opacizzano le superfici trattate. Intorno alla vasca, poi, si cammina scalzi: la pietra deve restare ruvida e fresca anche a mezzogiorno. Il progetto parte da qui: prima una pietra che non assorbe e non scotta, poi la finitura, infine la posizione del banco rispetto all'acqua.
Le pietre che reggono l'acqua della piscina
Quattro materiali sono i più adatti a una cucina a bordo vasca. Il granito, compatto e poco assorbente, non teme il cloro né il sale: è la scelta più tranquilla per il piano dove si cucina davvero. La quarzite aggiunge la venatura chiara, vicina al marmo, con una resistenza che il marmo non ha. Il travertino compatto, stuccato e protetto, è la pietra storica dei bordi piscina: non scotta, non scivola con la sua grana naturale e lega la cucina al bordo della vasca con lo stesso colore caldo. La pietra sinterizzata (Dekton, Laminam) chiude l'elenco: non assorbe, non si graffia e consente piani sottili su strutture leggere, come nella nostra Cucina Bordo Piscina con il piano scuro in Laminam. Il marmo bianco lo riserviamo ai fianchi, ai piani d'appoggio e alle zone sotto tettoia, con finitura levigata e trattamento rinnovato ogni stagione.
| Pietra | Cloro e sale | Calore al sole | Finitura a bordo vasca |
|---|---|---|---|
| Granito | Indifferente | Scalda se scuro | Fiammata o spazzolata |
| Quarzite | Indifferente | Fresca se chiara | Spazzolata |
| Travertino compatto | Buona, con stuccatura e protezione | Fresca | Spazzolata o bocciardata |
| Pietra sinterizzata | Indifferente | Dipende dal colore | Opaca |
Finiture antiscivolo e mai lucide
A bordo piscina la lucidatura è esclusa: una superficie lucida bagnata è una lastra di ghiaccio, e il cloro la opacizza a chiazze nel giro di poche estati. Per i piani e i fianchi della cucina usiamo la finitura spazzolata, morbida al tatto e con una leggera increspatura che trattiene il piede; per gli scalini, le pedane e i bordi che si calpestano la bocciardata o la sabbiata, più ruvide, le stesse che lavoriamo per i bordi a sfioro delle nostre piscine; per il granito la fiammata, ottenuta con il calore, che apre la superficie e la rende opaca e sicura. La levigata resta ammessa sul piano di lavoro, purché non arrivi a specchio. Lo spessore tipico del piano è di 2 o 3 cm; i bordi li arrotondiamo a mezzo toro o li smussiamo, perché a bordo piscina nessuno spigolo deve restare vivo.
Cucina e bordo vasca nella stessa pietra
Il vantaggio di affidare a un solo laboratorio cucina e piscina è la continuità. Michelessi realizza i bordi a sfioro, le scale romane, i solarium immersi e i rivestimenti delle piscine in pietra naturale, e può tagliare nello stesso blocco di travertino, di Carrara o di grigio Carnico anche il banco della cucina, i fianchi e la pedana su cui poggia. Il disegno diventa unico: quota del bordo, fuga, verso della venatura e finitura si ripetono dalla vasca alla zona del fuoco, senza la rottura di materiale che si vede quando piscina e cucina arrivano da due fornitori. Dove la piscina esiste già, campioniamo la pietra del bordo e scegliamo una lastra che le vada incontro per colore e grana, oppure cerchiamo il contrasto voluto: un banco in granito nero su un bordo chiaro.
Ombra, pergola e distanza dall'acqua
Una cucina a bordo piscina si usa nelle ore in cui il sole picchia: la copertura non è un vezzo. La pergola in legno o in alluminio, la tettoia o la vela ombreggiante tengono fresca la pietra, riparano barbecue e frigorifero dalla pioggia e, sotto di loro, il marmo torna possibile. La posizione conta quanto l'ombra: la zona del fuoco si tiene lontana dal bordo vasca, fuori dagli schizzi e dal passaggio di chi esce dall'acqua, con il banco che fa da schermo fra la piscina e la griglia; il bancone con gli sgabelli, invece, può guardare la vasca. Il pavimento intorno alla cucina si posa con una leggera pendenza, così l'acqua non ristagna ai piedi dei mobili.
Lavello, frigorifero e ferramenta che reggono il cloro
Gli elementi incassati soffrono l'aria della piscina più della pietra. Il lavello e la rubinetteria sono in acciaio inossidabile AISI 316, quello detto marino, che non arrugginisce con il sale e il cloro; le cerniere, le guide dei cassetti e le maniglie seguono lo stesso criterio. Il frigorifero e la cantinetta sono modelli da esterno, con anta in vetro e isolamento adatto al caldo, inseriti nella pietra con la ventilazione necessaria. Il barbecue a gas o a carbone, BeefEater o Bull, si incassa nel piano sopra la struttura in pietra refrattaria; il forno a legna, se c'è, va nell'angolo più lontano dall'acqua. Acqua, scarico, gas e corrente arrivano sotto il banco prima della posa, con i quadri elettrici protetti dagli spruzzi.
La cura, stagione dopo stagione
Una cucina a bordo piscina chiede poche attenzioni, ma regolari. Dopo l'uso si sciacqua il piano con acqua dolce, così cloro e sale non asciugano sulla pietra, e si passa un panno con detergente neutro; gli anticalcare e i prodotti acidi restano nel magazzino della piscina, perché travertino e marmo sono calcarei. Il trattamento idrorepellente si rinnova all'inizio dell'estate; granito e pietra sinterizzata quasi non lo richiedono. In autunno si copre il barbecue e si svuotano le tubature del lavello contro il gelo. Con queste abitudini il banco resta quello del primo giorno, e un'eventuale ripresa della finitura si fa in opera, come su un pavimento in marmo.
Come lavora Michelessi
Michelessi lavora il marmo ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976, e costruisce cucine da esterno e piscine in pietra nello stesso laboratorio. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio: misuriamo il bordo vasca e verifichiamo gli allacci. Il progetto in 3D vi mostra cucina e bordo insieme, prima del primo taglio. Le lastre si scelgono una per una dal vivo; il taglio è a controllo numerico e la finitura è a mano; la posa è della nostra squadra, che collega gli elementi e lascia la cucina pronta per la prima sera. Per il resto d'Italia vi guidiamo nel rilievo a distanza; all'estero prepariamo e numeriamo ogni lastra e seguiamo spedizione e posa, come per il nostro progetto di Dubai.
Per continuare
Questa pagina approfondisce un caso particolare delle cucine da esterno in marmo e pietra, dove trovate modelli, configurazioni e la struttura in pietra refrattaria. Per vasca, scale e bordi a sfioro vi rimandiamo alle piscine rivestite in pietra; per le pietre, alle schede del travertino, del Dekton e del Laminam; per il confronto fra i materiali all'aperto, alla guida quale pietra scegliere, e per la pulizia alla manutenzione del piano in marmo. Se il banco sarà in granito, leggete anche la pagina sulla cucina da esterno in granito; se la vasca è su un attico, quella sulla cucina da esterno sul terrazzo. Per un preventivo, scriveteci con una fotografia della piscina.
Domande frequenti
Domande frequenti
Il marmo si può usare in una cucina a bordo piscina?
Sì, ma non sul piano dove si cucina e non in piena esposizione: lo consigliamo per i fianchi, i piani d'appoggio e le zone sotto pergola, con finitura levigata o spazzolata, mai lucida, e trattamento idrorepellente rinnovato ogni estate. Per il banco di lavoro a bordo vasca sono più adatti granito, quarzite, travertino compatto e pietra sinterizzata.
Il cloro o il sale della piscina rovinano la pietra?
Il granito, la quarzite e la pietra sinterizzata non ne risentono. Il travertino e il marmo, calcarei, vanno stuccati e protetti, e sciacquati con acqua dolce dopo gli schizzi, così cloro e sale non asciugano in superficie. La ferramenta e il lavello devono essere in acciaio inossidabile AISI 316, quello detto marino.
Potete fare la cucina nella stessa pietra del bordo piscina?
Sì. Realizziamo bordi a sfioro, scale romane e rivestimenti delle piscine in pietra, e tagliamo nello stesso materiale anche il banco della cucina, i fianchi e la pedana: travertino, Carrara, grigio Carnico, con la stessa finitura antiscivolo. Se la piscina esiste già, campioniamo il bordo e scegliamo la lastra che gli va incontro.
Quale finitura evita di scivolare intorno alla cucina?
Spazzolata per i piani e i fianchi, bocciardata o sabbiata per scalini e pedane calpestate, fiammata per il granito; la levigata è ammessa solo sul piano di lavoro e la lucida è esclusa. Scegliamo pietre chiare che non scottano a mezzogiorno e arrotondiamo o smussiamo ogni bordo.