I marmi
Calacatta
Il Calacatta è un marmo bianco delle Alpi Apuane, estratto in poche cave sopra Carrara: fondo bianco caldo e venature ampie, grigie o dorate. È fra i marmi più pregiati al mondo e il più scelto per isole di cucina a macchia aperta, piani e pareti di bagno, purché protetto dagli acidi con l'impregnante e una finitura adatta.
Caratteristiche del Calacatta
Il Calacatta è una roccia metamorfica: nasce dal calcare, ricristallizzato nei millenni dal calore e dalla pressione della terra, ed è composto quasi per intero di carbonato di calcio sotto forma di calcite. Le cave che lo producono sono poche e stanno sulle Alpi Apuane, sopra Carrara; la quantità estratta ogni anno è limitata, ed è questa rarità, insieme al disegno, a farne uno dei marmi più pregiati al mondo.
- Colore. Il fondo è bianco caldo, quasi latteo, più candido di quello del Bianco Carrara, che tende al grigio.
- Venatura. Vene larghe, rade e decise, che attraversano la lastra con andamento libero: grigie nel Calacatta classico, dorate nel Calacatta Oro e nel Calacatta Vagli Oro, violacee nel Calacatta Viola. Il disegno si legge da lontano e ogni lastra è diversa dall'altra.
- Durezza. È un marmo tenero rispetto al granito e alla quarzite: la punta di un coltello lo può segnare, ma per questo si scolpisce e si lucida a specchio con facilità, e un graffio si toglie con una nuova levigatura.
- Porosità. Media, come negli altri bianchi apuani: assorbe olio e vino se non è protetto, e un trattamento impregnante lo rende idrorepellente e oleorepellente.
Dove usarlo in casa
Cucina
Il Calacatta è il marmo delle cucine da interno di rappresentanza: isole, penisole, piani e schienali dove la venatura è la protagonista della stanza. Chi cucina ogni giorno con acidi e vino può affiancargli, nello stesso progetto, un piano in Dekton o in quarzo attorno ai fuochi e al lavello, riservando il Calacatta all'isola e agli schienali.
Bagno
Nel bagno il Calacatta veste pareti, pavimenti, piatti doccia e piani lavabo, e i lavabi scolpiti nel massello sono fra i pezzi più belli che escono dal laboratorio. L'unica regola: niente anticalcare, che è acido e opacizza la pietra in pochi secondi.
Scale e pavimenti
Sulle scale e sui pavimenti interni il Calacatta si posa da sempre, in lastre di grande formato o in gradini con bordo bisellato. Conviene la finitura levigata, che scivola meno e mostra meno i segni del passaggio.
Esterno: no
Per le terrazze e le cucine da esterno il Calacatta non è la scelta giusta: la pioggia è leggermente acida, il gelo apre le microfessure e il sole ingiallisce i bianchi con il tempo. All'aperto proponiamo granito, quarzite e pietra sinterizzata, che reggono sole, pioggia e gelo senza cambiare aspetto; il Calacatta resta il marmo degli interni.
Le finiture
- Lucida. La lastra è portata a specchio: il bianco diventa profondo, l'oro e il grigio delle vene si accendono, la superficie assorbe un poco meno. È la più adatta a bagni, schienali e piani più ammirati che sfruttati; sul lucido, però, un alone da acido si nota subito.
- Levigata. Liscia, opaca, con il colore un poco più chiaro: nasconde gli aloni e i micrograffi, e per un piano di cucina usato ogni giorno è la finitura che consigliamo più spesso.
- Spazzolata. Leggermente mossa, vellutata al tatto: la più indulgente con il tempo, adatta ai piani vissuti e ai rivestimenti che si vogliono caldi.
Le spieghiamo tutte, una per una, nella pagina delle finiture.
Spessori e lavorazioni Michelessi
I piani in Calacatta si realizzano in due o tre centimetri di spessore. Il due centimetri è più leggero e si accoppia bene alle cucine componibili; il tre centimetri regge meglio gli sbalzi delle penisole e i lavelli sottopiano e permette bordi modanati scolpiti nel pieno. Sulla lastra scelta si eseguono le lavorazioni che decidono la qualità del piano:
- Macchia aperta (a libro). Due lastre consecutive dello stesso blocco, una lucidata sul dritto e l'altra sul rovescio, affiancate così che la vena si specchi sul giunto in un disegno a farfalla. Il Calacatta, con le sue vene larghe, è il candidato naturale: sull'isola, sulla parete del bagno, sul camino.
- Cascata. La vena del piano scende lungo il fianco dell'isola senza interruzioni, fino a terra: i pezzi si scelgono sulla stessa lastra perché il disegno prosegua sullo spigolo.
- Giunto a 45°. Le lastre si tagliano in diagonale lungo lo spessore e si uniscono sullo spigolo, che mostra la superficie lucida da entrambi i lati e la linea d'incontro quasi invisibile. Così un piano da due centimetri mostra un fronte da sei, otto o dodici, e la cascata sembra un blocco unico.
- Lavello scolpito. Il lavello si ricava nella stessa lastra del piano, con i gocciolatoi fresati, e il piano cottura si incassa a filo.
Cura e manutenzione
Un piano in Calacatta si mantiene con poche abitudini, che raccontiamo per esteso nella guida alla manutenzione:
- pulizia con acqua tiepida, sapone neutro e panno morbido, asciugando per non lasciare aloni;
- asciugare subito limone, aceto, vino, pomodoro e bibite: contano i minuti, non le ore;
- mai anticalcare, disincrostanti, candeggina né spugne abrasive;
- tagliere e sottopentola sempre;
- impregnante rinnovato con regolarità: se una goccia d'acqua sul piano si allarga e scurisce la pietra, è il momento di ripetere il trattamento;
- un graffio, un alone o un'opacità diffusa si tolgono con una nuova levigatura o lucidatura, in laboratorio o sul posto.
Calacatta o Statuario? Calacatta o Bianco Carrara?
Sono i tre grandi bianchi delle Alpi Apuane. Il Bianco Carrara ha un fondo più freddo e una venatura fine e diffusa: la lastra resta calma, adatta a cucine intere e bagni, ed è il più disponibile. Lo Statuario è il più puro: fondo luminoso quasi senza macchie, poche vene grigie nette, il marmo degli scultori. Il Calacatta sta in mezzo per candore e in cima per scenografia: fondo caldo, vene larghe grigie o dorate.
| Marmo | Fondo | Venatura | Rarità | Dove rende meglio |
|---|---|---|---|---|
| Calacatta | bianco caldo, latteo | larga, rada, grigia o dorata | alta, poche cave | isole a macchia aperta, schienali, pareti di bagno |
| Statuario | bianco puro, luminoso | poche vene grigie nette | alta | piani e pareti luminosi, lavabi nel massello |
| Bianco Carrara | bianco-grigio, freddo | fine, diffusa, tenue | media, il più disponibile | cucine complete, bagni, pavimenti |
Chi ama la vena del Calacatta ma non le attenzioni del marmo può guardare alla quarzite bianca, durissima e indifferente al limone, o a Dekton: ne parliamo nella guida ai piani cucina.
Come lavora Michelessi
Nel laboratorio di Aprilia, sulla Pontina fra Roma e Latina, lavoriamo il marmo su misura dal 1976. Le lastre di Calacatta le scegliamo una per una, dal vivo con voi o in videochiamata, perché la venatura si sceglie sulla lastra e non su un campione. Il progetto tridimensionale vi mostra dove cadrà ogni vena prima che la sega tocchi la pietra. Il taglio è a controllo numerico, i bordi, i lavelli scolpiti e i giunti a 45° si chiudono e si lucidano a mano, e il piano parte già trattato con l'impregnante.
Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; i tempi di consegna si definiscono con il preventivo. La posa la fa la nostra squadra, in Italia e nei progetti all'estero, come nel progetto di Dubai. Leggete anche la guida alla scelta del marmo per la cucina e il catalogo dei marmi.
Domande frequenti
Domande frequenti
Il Calacatta va bene per il piano della cucina?
Sì, ed è il marmo più scelto per le isole di rappresentanza. È un marmo calcareo, quindi teme gli acidi e va protetto con l'impregnante; in finitura levigata gli aloni si notano poco. Chi cucina molto può affiancargli Dekton o quarzo attorno ai fuochi e al lavello, nello stesso progetto.
Che differenza c'è fra Calacatta e Bianco Carrara?
Vengono dalle stesse montagne, ma il Calacatta ha il fondo più candido e caldo e vene larghe e rade, grigie o dorate; il Carrara ha un bianco più freddo e una venatura fine e diffusa. Il Calacatta è più raro e scenografico, il Carrara più disponibile e discreto.
Si può usare il Calacatta in una cucina da esterno?
No: pioggia, gelo e sole opacizzano e ingialliscono i marmi bianchi con il tempo. All'aperto proponiamo granito, quarzite e pietra sinterizzata, che non cambiano aspetto; il Calacatta resta il marmo degli interni.
Come si sceglie la lastra di Calacatta?
Dal vivo, mai su un campione: ogni lastra ha un disegno diverso. Nel laboratorio di Aprilia la scegliete con noi o in videochiamata, e per la macchia aperta compriamo insieme le due lastre consecutive; il progetto tridimensionale mostra dove cadrà ogni vena prima del taglio.