I marmi
Statuario
Lo Statuario è il più puro dei marmi bianchi delle Alpi Apuane, estratto in poche cave sopra Carrara: fondo bianco luminoso, poche venature grigie nette e una grana finissima che ne ha fatto il marmo degli scultori. È adatto a piani e isole di cucina, pareti e piani di bagno, scale e pavimenti interni; all'esterno è sconsigliato.
Che cos'è lo Statuario
Lo Statuario è un marmo bianco delle Alpi Apuane, estratto in poche cave sopra Carrara, in Toscana. Deve il nome all'uso: da Michelangelo in poi gli scultori lo cercavano per la grana finissima e omogenea, che si presta allo scalpello senza sfaldarsi. Oggi è piano di cucina, isola, parete di bagno e pavimento, ed è fra i marmi bianchi più rari al mondo.
Caratteristiche: composizione, colore, venatura, durezza
Composizione. Come tutti i marmi apuani, lo Statuario è una roccia metamorfica di calcite quasi pura, a grana minuta e uniforme, «saccaroide»: è questa struttura a dargli una luminosità che nessun altro bianco raggiunge.
Colore. Il fondo è un bianco pieno e luminoso, che non vira al grigio come il Bianco Carrara né al latteo del Calacatta, quasi privo di macchie e di nuvolature.
Venatura. Poche vene grigie, nette e decise, che attraversano la lastra come tracciate a pennello. Nella varietà Statuario Venato le vene sono più fitte e marcate; nello Statuario Extra il fondo è il più puro.
Durezza. È un marmo calcareo, quindi più tenero del granito e delle quarziti: un oggetto d'acciaio trascinato sul piano può segnarlo, e gli acidi ne opacizzano la superficie. In compenso regge bene il calore moderato e, con l'impregnante rinnovato, l'uso quotidiano della cucina.
Dove usarlo in casa
- Cucina. Piani, isole e schienali: lo Statuario illumina la stanza e regge il contrasto con legno scuro, ottone e nero. Il lavello scolpito nella stessa lastra e l'alzatina che prosegue la vena lo valorizzano di più. Guardate le nostre cucine in marmo da interno.
- Bagno. Pareti di doccia a macchia aperta, piani lavabo, vasche e lavabi scolpiti nel massello: in bagno lo Statuario dà il meglio, perché luce e acqua ne esaltano il bianco. Scoprite i bagni in marmo.
- Scale. Gradini e alzate in Statuario danno solennità a un ingresso; consigliamo la finitura levigata e un bisello leggero. Vedete le scale in marmo.
- Pavimenti. In lastre grandi o a formato, lucido o levigato, per soggiorni e ingressi; dove si passa molto il levigato mostra meno i segni. Sfogliate i pavimenti in marmo.
- Esterno: no. All'aperto il bianco fine dello Statuario ingiallisce con il sole, si macchia con la pioggia e soffre il gelo. Per le cucine da esterno consigliamo granito, quarzite o pietra sinterizzata.
Le finiture
La stessa lastra cambia voce con la finitura, come mostriamo nella pagina delle finiture.
- Lucida. Chiude i pori, rende la vena più contrastata e il bianco più profondo. Chiede più cura, perché un alone di limone si vede subito.
- Levigata. Opaca, morbida come la seta, un poco più chiara: la più pratica per i piani di cucina, perché attenua aloni e graffi leggeri. È quella che consigliamo più spesso sullo Statuario usato ogni giorno.
- Spazzolata. Superficie leggermente ondulata, satinata al tatto, che nasconde i segni dell'uso; sullo Statuario è meno frequente, ma dà a un pavimento un carattere antico.
Spessori e lavorazioni Michelessi
I piani di cucina e di bagno in Statuario si realizzano in lastre da 2 e 3 centimetri. Il 2 cm è più leggero e si presta al bordo raddoppiato; il 3 cm è massiccio per natura e regge gli sbalzi delle penisole e il vano del lavello scolpito.
- Macchia aperta (a libro). Due lastre consecutive dello stesso blocco, aperte come le pagine di un libro: la vena grigia si specchia sul giunto e disegna una farfalla simmetrica. Sull'isola o sulla parete della doccia è il gesto più teatrale che lo Statuario permette.
- Cascata. Il piano scende lungo il fianco dell'isola senza interruzioni: la vena prosegue dal piano al pavimento e l'isola diventa un monolite di luce.
- Giunto a 45°. Due lastre tagliate in diagonale lungo lo spessore, perché lo spigolo mostri la superficie lucida da entrambi i lati e la linea d'incontro resti quasi invisibile: un piano da 2 cm può presentare un fronte da 6 o 10 cm, ed è con questo giunto che si costruisce la cascata.
Ogni lavorazione nasce nel progetto tridimensionale, come raccontiamo nella pagina della lavorazione: vedete la lastra tagliata prima che la sega tocchi il marmo.
Rarità e scelta della lastra
Lo Statuario esce da pochissime cave e in quantità limitate: fra i bianchi apuani è il più raro e il più variabile. Sotto lo stesso nome commerciale si trovano fondi più o meno puri e vene più o meno fitte, secondo la bancata e l'anno di estrazione: non si compra un nome, si compra una lastra. Ad Aprilia le lastre di Statuario si scelgono una per una, dal vivo o in videochiamata, guardando la purezza del fondo, la direzione della vena rispetto al progetto e l'assenza di fratture che il taglio potrebbe aprire. Per la macchia aperta servono lastre consecutive e numerate, comprate insieme. Il metodo completo è nella guida alla scelta del marmo per la cucina.
Cura e manutenzione
Lo Statuario è un bianco a grana fine: mostra le macchie più di altri marmi e chiede poche abitudini, ma costanti.
- Pulizia quotidiana con panno morbido, acqua tiepida e poche gocce di sapone neutro; risciacquate e asciugate.
- Asciugate subito limone, aceto, vino, pomodoro e bibite: gli acidi non macchiano, corrodono, e lasciano un alone opaco che solo la rilucidatura toglie.
- Niente anticalcare, candeggina né spugne abrasive; tagliere e sottopentola sempre.
- Impregnante rinnovato una volta l'anno: rallenta l'assorbimento di olio, vino e caffè. I nostri piani escono già trattati.
- Per una macchia assorbita, un impacco di bicarbonato e acqua coperto per ventiquattro ore; un lucido consumato lo ripristina il laboratorio.
Tutti i rimedi sono nella guida alla manutenzione del piano in marmo.
Statuario o Calacatta? Statuario o Bianco Carrara?
I tre grandi bianchi apuani si somigliano da lontano e si distinguono da vicino. Il Calacatta ha un fondo più latteo e vene larghe, grigie o dorate: è il marmo delle isole che vogliono farsi guardare. Il Bianco Carrara ha un bianco più freddo e una venatura fine e diffusa: è il più disponibile e il più equilibrato nel costo. Lo Statuario ha il fondo più puro di entrambi, poche vene decise, ed è il più raro dei tre.
| Marmo | Fondo | Venatura | Rarità | Dove rende meglio |
|---|---|---|---|---|
| Statuario | bianco luminoso, quasi senza macchie | poche vene grigie nette | alta | isole e piani luminosi, pareti di bagno, vasche nel massello |
| Calacatta | bianco caldo, latteo | vene larghe, grigie o dorate | alta | isole scenografiche, macchia aperta, schienali |
| Bianco Carrara | bianco-grigio freddo | fine e diffusa | media | cucine complete, bagni, pavimenti |
Luce pura: Statuario. Disegno: Calacatta. Equilibrio e disponibilità: Bianco Carrara. Li trovate nel catalogo dei marmi e nel glossario.
Come lavora Michelessi
Dal 1976 il laboratorio di Aprilia, sulla via Pontina fra Roma e Latina, lavora i marmi apuani con lo stesso metodo: lastra scelta una per una, progetto tridimensionale, taglio a controllo numerico e finitura a mano di bordi, lavelli e pezzi curvi. La posa la esegue la nostra squadra, in Italia e all'estero, come a Dubai. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti a Roma, Latina e in tutto il Lazio; altrove lavoriamo su rilievo e videochiamata, e consegniamo e installiamo dove serve. Scriveteci dai contatti con le misure del piano o la pianta del bagno: vi diremo se lo Statuario è la lastra giusta per voi.
Domande frequenti
Domande frequenti
Lo Statuario va bene per il piano della cucina?
Sì, se accettate la cura che ogni marmo bianco chiede: finitura levigata o lucida, impregnante rinnovato una volta l'anno, acidi asciugati subito, tagliere e sottopentola. In cambio avete il piano più luminoso che la pietra naturale possa dare, in lastre da 2 o 3 cm con lavello e alzatina ricavati dalla stessa lastra.
Lo Statuario si può usare all'esterno?
No. All'aperto il suo bianco a grana fine ingiallisce con il sole, si macchia con la pioggia e soffre il gelo. Per le cucine da esterno consigliamo granito, quarzite o pietra sinterizzata; lo Statuario resta un marmo da interni.
Qual è la differenza fra Statuario e Calacatta?
Il fondo e la vena. Lo Statuario ha un bianco più puro e poche vene grigie nette; il Calacatta ha un fondo più latteo e vene larghe, grigie o dorate, più scenografiche. Entrambi sono rari marmi delle Alpi Apuane: lo Statuario è la scelta di chi cerca la luce, il Calacatta di chi cerca il disegno.
Come si sceglie una lastra di Statuario?
Guardandola, non leggendone il nome: lo stesso nome commerciale copre fondi più o meno puri e vene più o meno fitte. Nel laboratorio di Aprilia scegliamo le lastre una per una, dal vivo o in videochiamata, controllando la purezza del fondo, la direzione della vena rispetto al progetto e l'assenza di fratture; per la macchia aperta servono lastre consecutive e numerate.