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Cucine in marmo da interno

Cucina in marmo Statuario: isola, macchia aperta, finiture

Una cucina in marmo Statuario si riconosce dal fondo bianco puro e da poche vene grigie decise: è il più raro dei bianchi apuani e dà il meglio sull'isola e sullo schienale a macchia aperta. Teme gli acidi come ogni marmo; levigato regge l'uso quotidiano, e attorno a fuochi e lavello gli si può affiancare una pietra sinterizzata dello stesso tono. Michelessi lavora il marmo ad Aprilia dal 1976.

Che cosa distingue una cucina in marmo Statuario

Una cucina in marmo Statuario si riconosce da due cose: il fondo bianco puro, pieno e luminoso, e poche vene grigie nette, che attraversano la lastra come tracciate a pennello. Lo Statuario è un marmo delle Alpi Apuane, estratto in poche cave sopra Carrara; è calcite quasi pura, a grana minuta e uniforme, ed è questa grana ad averne fatto, da Michelangelo in poi, il marmo degli scultori. In cucina dà una superficie che rimanda la luce più di ogni altro bianco: non vira al grigio come il Bianco Carrara e non ha il tono latteo del Calacatta.

Con lo Statuario non serve riempire la cucina di pietra: una vena sola, ben collocata, basta a disegnare un'isola intera, e il bianco attorno regge bene il contrasto con il legno scuro, l'ottone e il nero. La scheda completa della pietra è nella pagina del marmo Statuario.

Isola in marmo bianco con larghe vene grigie sul fronte, pavimento in legno, sgabelli chiari e parete di pensili bianchi
Marmo bianco a vene grigie nette: lo stesso segno che lo Statuario porta su un fondo più puro

Perché lo Statuario è raro, e che cosa cambia per il progetto

Lo Statuario esce da pochissime cave e in quantità limitate: fra i bianchi apuani è il più raro e il più variabile. Sotto lo stesso nome commerciale si trovano fondi più o meno puri e vene più o meno fitte, secondo la bancata e l'anno di estrazione. Nello Statuario Venato le vene sono più fitte e marcate; nello Statuario Extra il fondo è il più puro. Per questo non si compra un nome: si compra una lastra, dopo averla guardata.

La rarità ha tre conseguenze pratiche. La lastra va scelta e riservata insieme al progetto, perché quella che vedete oggi può non esserci più quando la casa è pronta. Per la macchia aperta servono lastre consecutive e numerate dello stesso blocco, da comprare insieme. E conviene decidere dove la pietra conta davvero: poco Statuario nel punto giusto vale più di molto Statuario nascosto dietro gli elettrodomestici.

Dove dà il meglio: l'isola e lo schienale a macchia aperta

Il posto dello Statuario è l'isola. Sul piano la vena grigia corre per il lungo e accompagna chi si siede; con la cascata scende lungo il fianco fino al pavimento, e il giunto a 45° fa cadere la linea d'incontro sullo spigolo, così che il volume sembri un blocco solo. Queste lavorazioni sono spiegate nella pagina dell'isola cucina in marmo.

Il secondo posto è lo schienale a macchia aperta: due lastre consecutive dello stesso blocco aperte come le pagine di un libro, con la vena che si specchia sul giunto e disegna una figura simmetrica, a farfalla. Sullo Statuario l'effetto è particolarmente netto, perché le vene sono poche e il fondo non le confonde: la parete dietro i fuochi diventa il quadro della cucina. Misure, giunti e prese sono trattati nella pagina dello schienale cucina in marmo.

Completano il disegno il lavello scolpito nella stessa lastra e l'alzatina che prosegue la vena del piano.

Penisola in marmo bianco venato di grigio con fianco a tutta altezza, piano cottura, lavello e luci puntiformi nello zoccolo
Marmo bianco venato sulla penisola: la vena scende dal piano lungo il fianco, fino a terra

Finiture e spessori: lucido, levigato, 2 o 3 centimetri

La stessa lastra cambia voce con la finitura. Lucida, chiude i pori, rende la vena più contrastata e il bianco più profondo: è la scelta per lo schienale, per i fianchi dell'isola e per i piani più ammirati che sfruttati, perché su un piano lucido l'alone di una goccia di limone si vede subito. Levigata, la superficie è opaca, morbida come la seta e un poco più chiara: attenua aloni e graffi leggeri, ed è la finitura che consigliamo più spesso su uno Statuario usato ogni giorno. Una soluzione che adottiamo spesso le unisce: piano levigato e fianchi dell'isola lucidi.

Gli spessori sono due. Il 2 centimetri è più leggero e si presta al bordo raddoppiato; il 3 centimetri è massiccio per natura e regge meglio lo sbalzo di una penisola e il vano del lavello scolpito.

La cura di un piano in Statuario

Lo Statuario è un bianco a grana fine: mostra le macchie più di altri marmi e chiede poche abitudini, ma costanti. Come ogni marmo ha una resistenza al calore moderata, quindi le pentole roventi vanno sul sottopentola, ed è sensibile agli acidi: limone, aceto, vino, pomodoro e bibite non lo macchiano, lo corrodono, e lasciano un alone opaco che solo una nuova levigatura o lucidatura toglie. Vanno asciugati subito.

Per il resto bastano un panno morbido, acqua tiepida e poche gocce di sapone neutro. Niente anticalcare, candeggina né spugne abrasive; il tagliere sempre. Il piano esce dal laboratorio già trattato con l'impregnante, che rallenta l'assorbimento di olio, vino e caffè e si rinnova in genere una volta l'anno, quando una goccia d'acqua non resta più perlata. Una macchia d'olio assorbita si tratta con un impacco di bicarbonato e acqua, coperto per ventiquattro ore. E resta il vantaggio del marmo vero: un alone o un graffio si levigano via, in laboratorio o sul posto, senza sostituire nulla.

Statuario, Calacatta e Carrara a confronto

I tre grandi bianchi apuani si somigliano da lontano e si distinguono da vicino: in cucina la differenza decide quanta pietra usare e dove.

MarmoFondoVenaturaIn cucina
StatuarioBianco puro, luminoso, quasi senza macchiePoche vene grigie netteIsole luminose, schienale a macchia aperta, lavello scolpito; il più raro dei tre
CalacattaBianco caldo, latteoVene larghe, grigie o dorateIsole scenografiche e schienali; raro, con più disegno e più colore
Bianco CarraraBianco freddo, grigio perlaFine, diffusa, grigio tenueCucine intere e piani lunghi; il più disponibile e il più equilibrato nel costo

In breve: luce pura, Statuario; disegno, Calacatta; equilibrio e disponibilità, Bianco Carrara. Chi ama le vene dorate e una stanza calda troverà la sua pietra nella cucina in marmo Calacatta; chi vuole piani e schienali lunghi in una pietra calma, nella cucina in marmo di Carrara. Lo Statuario è per chi cerca il bianco più pulito e un segno solo, e accetta di sceglierlo lastra per lastra.

La pietra sinterizzata effetto Statuario per le zone operative

Chi cucina ogni giorno con limone, vino e pomodoro non deve rinunciare allo Statuario: può metterlo dove si guarda e affidare a una pietra sinterizzata le zone dove si lavora. È una soluzione molto richiesta: isola e schienale in marmo, e il piano lungo la parete, attorno ai fuochi e al lavello, in una lastra tecnica dello stesso tono. Dekton è una superficie ultracompatta di quarzo, porcellana e vetro, pressati e cotti in lastre senza pori e senza resina: non teme calore, graffi, macchie né acidi, e si lavora in lastre da 2 centimetri. Fra le superfici Dekton che tagliamo ad Aprilia ci sono bianchi venati che riprendono i grandi marmi: Natura 18B2, che porta il disegno dello Statuario su un fondo appena scaldato d'avorio; Kairos, bianco luminoso con vene grigie finissime; Olimpo, con venature grigie morbide.

La differenza con il marmo vero resta. Nello Statuario la vena attraversa lo spessore: si legge sul bordo, dentro il lavello scolpito, lungo la cascata. Nelle lastre tecniche il disegno sta per lo più in superficie e si ripete da una lastra all'altra, e una lastra segnata in profondità si stucca o si sostituisce. Per questo le due materie si dividono i compiti: il marmo sull'isola, la lastra tecnica sul piano di lavoro, accostate a filo e alla stessa altezza. Il tono si accorda mettendo il campione accanto alla lastra di Statuario scelta.

Dettaglio di un piano effetto marmo bianco con venature grigie sottili su base bianca a telaio, con una ciotola chiara
Piano effetto marmo bianco venato: una superficie tecnica può riprendere il tono della pietra

Come lavora Michelessi

Michelessi lavora il marmo ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976. Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; da più lontano vi guidiamo nel rilievo a distanza. Le lastre si scelgono una per una, dal vivo o in videochiamata, guardando la purezza del fondo, la direzione della vena rispetto al progetto e l'assenza di fratture che il taglio potrebbe aprire. Il progetto tridimensionale mostra dove cadrà ogni vena prima che la sega tocchi la pietra.

Il taglio è a controllo numerico; bordi, giunti a 45° e lavelli scolpiti si rifiniscono a mano. La posa è della nostra squadra, che mette in bolla i piani e sigilla i giunti. Consegniamo e installiamo in tutta Italia e all'estero, come nel progetto di Dubai; i tempi si definiscono con il preventivo. Per cominciare bastano una pianta o una fotografia della stanza: chiedete il preventivo per la vostra cucina in marmo.

Per continuare

Questa pagina riguarda un solo marmo; il quadro completo, con i piani tecnici e le cucine componibili Domina, Noè, Era 02 e Volo 01, è nella pagina delle cucine in marmo da interno. Per scegliere con metodo fra i bianchi leggete la guida su come scegliere il marmo per la cucina; per le macchie, l'impregnante e la lucidatura, la guida alla manutenzione del piano in marmo.

Domande frequenti

Domande frequenti

Perché lo Statuario costa più del Bianco Carrara?

Perché è più raro: lo Statuario esce da pochissime cave sopra Carrara e in quantità limitate, mentre il Bianco Carrara è il più disponibile dei bianchi apuani e il più equilibrato nel costo. Sul prezzo di una cucina pesano poi il numero di lastre, lo spessore e le lavorazioni, come la cascata e la macchia aperta. La cifra esatta arriva con il preventivo, che è gratuito.

Che differenza c'è fra Statuario Venato e Statuario Extra?

Cambiano il fondo e la quantità di vene: nello Statuario Venato le vene grigie sono più fitte e marcate, nello Statuario Extra il fondo è il più puro. Sono nomi commerciali, e fra una bancata e l'altra la pietra varia: per una cucina conta la lastra che avete davanti, scelta dal vivo ad Aprilia o in videochiamata, non la sigla.

Quante lastre di Statuario servono per un'isola e uno schienale a macchia aperta?

Per la macchia aperta servono almeno due lastre consecutive e numerate dello stesso blocco, comprate insieme, perché la vena si specchi sul giunto. Il numero totale dipende dalle misure di piano, fianchi e schienale e dalla lunghezza delle lastre disponibili: lo stabilisce il progetto tridimensionale, che mostra dove cadrà ogni vena prima del taglio.

Si può abbinare lo Statuario vero a un piano in Dekton effetto marmo nella stessa cucina?

Sì, ed è una soluzione molto richiesta: Statuario sull'isola e sullo schienale, Dekton dello stesso tono sul piano di lavoro attorno a fuochi e lavello. Le due materie non si mescolano sullo stesso piano: si accostano a filo, alla stessa altezza, ognuna sul suo volume. Il tono si accorda confrontando il campione con la lastra di marmo scelta, nella luce della stanza.

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