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Cucine in marmo da interno

Schienale cucina in marmo: paraschizzi in lastra, tagli e cura

Lo schienale cucina in marmo, o paraschizzi, è la lastra che protegge la parete fra il piano e i pensili: può essere un'alzatina di pochi centimetri oppure una lastra intera da 2 centimetri, tagliata attorno a prese e mensole. Dietro i fuochi il marmo regge un calore moderato; dietro il lavello conviene levigato. Per chi vuole meno pensieri, la stessa parete si fa in Laminam o Dekton.

Alzatina o schienale in lastra intera

Lo schienale cucina in marmo, che molti chiamano paraschizzi, è la pietra che protegge la parete dietro il piano di lavoro. È anche la superficie che si guarda di più, perché sta all'altezza degli occhi: per questo conviene deciderlo insieme al piano cucina in marmo, non a cucina finita.

L'alzatina è una fascia della stessa lastra del piano, alta in genere fra i 3 e i 10 centimetri: chiude la fuga fra piano e parete, ferma l'acqua che corre verso il muro e lascia il resto della parete alla pittura lavabile o alle piastrelle. Lo schienale in lastra intera è un altro progetto: una lastra che sale dal piano fino ai pensili o alla cappa, senza fughe in cui si fermi l'unto, con la vena che prosegue quella del piano.

SoluzioneFin dove saleQuando sceglierlaDa sapere
AlzatinaUna fascia di 3-10 cm sopra il pianoPareti dipinte o piastrellate; quando la pietra deve restare sul pianoStessa lastra del piano; non protegge la parete dietro i fuochi
Mezza altezzaFino a una mensola o al davanzale della finestraPareti senza pensili, cucine con mensole a giornoIl bordo superiore resta a vista e si rifinisce come quello del piano
Lastra interaDal piano al filo dei pensili o della cappaQuando lo schienale deve essere il quadro della cucinaPrese, cappa e pensili vanno rilevati prima del taglio
Cucina con schienale in lastra di marmo bianco dal piano ai pensili in legno scuro e basi laccate bianche
Lo schienale in lastra intera sale dal piano al filo dei pensili, senza fughe.

La vena che sale dal piano e la macchia aperta

Uno schienale ben fatto continua il piano: la vena sale dalla superficie orizzontale alla parete nello stesso verso, come se la lastra fosse stata piegata. Per ottenerlo lo schienale si ricava dalla porzione di lastra accanto a quella del piano, non da un avanzo; e la parte più ricca del disegno si mette dove cade lo sguardo, non sotto la cappa né dietro il rubinetto.

La macchia aperta è il passo successivo. Due lastre consecutive dello stesso blocco si aprono come le pagine di un libro e si accostano a specchio: il giunto cade al centro, di solito in asse con il piano cottura, e le vene disegnano una figura simmetrica. Le due lastre si riservano con il progetto, prima del taglio. La macchia aperta rende con i marmi a vena larga, come nella cucina in marmo Calacatta; con la vena fitta e sottile di una cucina in marmo di Carrara l'effetto è una parete calma e luminosa, senza un centro.

Spessore, giunti e finitura

Lo schienale in lastra si taglia in 2 centimetri. A parete la pietra non porta carichi: uno spessore maggiore aggiungerebbe solo peso e toglierebbe profondità al piano. L'alzatina, che nasce dalla stessa lastra del piano, ne ha lo spessore, 2 o 3 centimetri.

Ogni lastra ha una lunghezza propria: quando la parete è più lunga, i giunti si decidono nel disegno. Si mettono in un angolo, in asse con i fuochi o dove un pensile li copre, e si chiudono con resina nel colore della pietra. Fra piano e schienale resta invece un giunto sigillato ed elastico, perché l'acqua non scenda dietro le basi.

Sulla finitura la parete è più libera del piano, perché non riceve pentole né coltelli. Il lucido dà la massima profondità alla vena, ma specchia la barra luminosa sotto i pensili e mostra gli aloni; il levigato, opaco e setoso, è la scelta che consigliamo dietro i fuochi e il lavello.

I tagli per prese, rubinetti e mensole

Una lastra intera incontra tutto ciò che sta sulla parete. Le prese e gli interruttori si rilevano sul posto con la dima; i fori si tagliano a controllo numerico con gli angoli raggiati, perché nello spigolo vivo di un foro la pietra tende a creparsi. Lo spessore della lastra si somma al muro: le scatole elettriche vanno portate a filo della nuova superficie dall'elettricista, prima della posa. Dove si può, conviene allineare le prese in una sola fascia, lontano dalla vena più bella, oppure spostarle sotto i pensili: la lastra resta intera.

Il rubinetto a parete chiede due fori precisi e un impianto già fissato alla quota giusta. Le mensole nella stessa pietra poggiano su staffe d'acciaio fissate al muro e nascoste nello spessore. Davanti alla finestra la stessa pietra può girare nel vano e farsi davanzale; una nicchia si riveste su fondo, fianchi e ripiano, con giunti a 45 gradi che fanno sparire lo spessore.

Dietro il piano cottura e dietro il lavello

Dietro il piano cottura il marmo si comporta bene, a patto di conoscerlo. Regge un calore moderato: con l'induzione la parete resta fredda; con il gas la fiamma non deve lambire la pietra e le pentole dei fuochi posteriori non vanno appoggiate alla lastra, rispettando la distanza dal muro indicata dal costruttore del piano cottura. Più del calore contano gli schizzi: l'unto, che il trattamento protettivo tiene in superficie finché non lo asciugate, e il sugo di pomodoro, il vino, il limone, che sono acidi e opacizzano una superficie lucida.

Dietro il lavello il tema è l'acqua. Le gocce che asciugano lasciano calcare, e l'anticalcare, che è un acido, sul marmo non si usa: basta passare un panno dopo aver lavato i piatti. Qui contano il giunto sigillato fra piano e schienale e, ancora, la finitura levigata. Se la vasca è nella stessa pietra, come nel lavello in marmo scolpito, piano, vasca e parete diventano una superficie sola.

Piano e schienale in granito grigio e beige dietro il lavello, con miscelatore cromato e luci sotto i pensili
Qui la lastra dietro il lavello è in granito: la stessa posa vale per il marmo levigato.

L'alternativa sottile: Laminam e Dekton

Chi cucina ogni giorno con olio, pomodoro e vino, e non vuole pensarci, può scegliere per lo schienale una pietra sinterizzata. Laminam è un gres porcellanato in grandi lastre, con spessori a partire da 3 millimetri; Dekton è la superficie ultracompatta di Cosentino, fatta di quarzo, porcellana e vetro, che lavoriamo in 2 centimetri e, dove serve alleggerire, in 1,2. Nessuna delle due assorbe i liquidi, teme gli acidi o si segna con il calore dei fuochi.

A parete la lastra sottile pesa poco, non toglie profondità al piano e copre grandi superfici con pochi giunti. In cambio la vena è riprodotta e torna uguale di lastra in lastra; la macchia aperta è un motivo disegnato, non una pietra che si specchia davvero; e una lastra danneggiata si sostituisce, mentre il marmo si rileviga sul posto. Molti progetti uniscono le due strade: marmo vero dove si guarda, superficie tecnica nello stesso tono dietro i fuochi. Il confronto completo è nella guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix.

Cucina lineare bianca con ante a telaio, schienale effetto marmo grigio con barra portautensili e cappa nera
Schienale effetto marmo grigio su una cucina componibile: qui la vena è riprodotta.

Su una cucina che avete già: come lavora Michelessi

Per avere lo schienale in marmo non serve cambiare cucina. Michelessi lavora la pietra ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976, e posa lo schienale anche su una cucina già montata, di qualunque marchio. Si parte dal sopralluogo e dal preventivo, gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio: i nostri tecnici rilevano con la dima il piano, la parete e i suoi fuori squadra, le prese, la cappa e il filo dei pensili. Se il piano resta, lo schienale vi si appoggia sopra; se cambiate anche il piano, i due pezzi nascono dalla stessa lastra. Nel sopralluogo si decide anche se togliere le vecchie piastrelle e se la cappa va smontata per la posa.

Il progetto tridimensionale mostra la parete finita, con vene, giunti e fori al loro posto, prima del taglio. Le lastre si scelgono una per una in laboratorio, con voi, dal vivo o in videochiamata. Il taglio è a controllo numerico, la finitura di bordi e fori a mano. La posa è della squadra Michelessi, che incolla la lastra alla parete e sigilla i giunti nel colore della pietra. Consegniamo e installiamo in tutta Italia e all'estero, come per il progetto di Dubai; i tempi vengono definiti con il preventivo, che potete chiedere dalla pagina del preventivo per la cucina in marmo.

La cura dello schienale in marmo

Lo schienale chiede meno del piano, perché nessuno ci taglia né ci appoggia nulla. Bastano acqua tiepida, sapone neutro e un panno morbido; gli schizzi di sugo, limone, vino e aceto si asciugano subito. Niente anticalcare, niente sgrassatori aggressivi, niente spugne abrasive. Il trattamento protettivo si rinnova quando l'acqua non resta più in gocce sulla superficie e la pietra si scurisce al bagnato. Un alone o un'opacità non sono per sempre: si tolgono rilevigando e rilucidando sul posto. Il dettaglio è nella guida alla manutenzione del piano in marmo.

Per continuare

Lo schienale è un capitolo della cucina: il quadro completo, con piani, isole, superfici tecniche e i modelli componibili Domina, Noè, Era 02 e Volo 01, è nella pagina delle cucine in marmo da interno. Con una fotografia della parete e qualche misura vi diamo un primo consiglio: il preventivo è gratuito.

Domande frequenti

Domande frequenti

Che differenza c'è fra alzatina, schienale e paraschizzi?

L'alzatina è una fascia bassa, in genere fra 3 e 10 centimetri, che chiude la fuga fra piano e parete; lo schienale è la lastra che sale fino ai pensili o alla cappa. Paraschizzi è il nome d'uso di entrambi, più spesso dello schienale intero. L'alzatina nasce dalla stessa lastra del piano; lo schienale si taglia in 2 centimetri.

Il marmo dietro i fuochi si rovina con il calore e gli schizzi di unto?

No, se è levigato e trattato: il marmo regge un calore moderato e a parete non riceve pentole. Con il gas la fiamma non deve lambire la lastra e le pentole non vanno appoggiate alla pietra. L'unto si toglie con un panno e sapone neutro; sugo, vino e limone vanno asciugati subito, perché sono acidi e opacizzano il lucido.

Si può mettere lo schienale in marmo sopra le piastrelle che ci sono già?

Spesso sì, se le piastrelle sono ben attaccate e in piano: lo verifichiamo nel sopralluogo. Lo spessore però si somma: prese e interruttori vanno portati a filo della nuova superficie e la parete avanza sul piano. Per questo sulle piastrelle esistenti si preferisce una lastra sottile in Laminam, oppure si tolgono le piastrelle prima di posare il marmo.

Lo schienale in marmo si può fare in un pezzo solo, senza giunti?

Sì, finché la parete sta dentro la lunghezza della lastra scelta, che verifichiamo in laboratorio prima del progetto. Per pareti più lunghe o ad angolo i giunti si decidono nel disegno 3D: in un angolo, in asse con i fuochi o dietro un pensile, chiusi con resina nel colore della pietra. Con la macchia aperta il giunto centrale diventa parte del disegno.

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