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Cucine in marmo da interno

Lavello in marmo per la cucina: massello, lastre e cura

Il lavello in marmo per la cucina si realizza in due modi: scavato nel massello oppure costruito con lastre unite a 45°, e può essere scolpito nella stessa lastra del piano, montato sottopiano oppure sporgente. Il fondo è in pendenza verso lo scarico e la pietra riceve un trattamento impregnante; si pulisce con sapone neutro, mai con anticalcare. Michelessi lo realizza su misura ad Aprilia dal 1976.

Scavato nel massello o costruito con lastre a 45°

Un lavello in marmo per la cucina nasce in due modi. Il primo è il lavello scavato nel massello: si parte da un blocco della pietra scelta e la vasca viene svuotata, prima a controllo numerico e poi a mano, finché pareti e fondo restano in un pezzo solo. Non ci sono giunti, gli angoli interni sono arrotondati e la vena attraversa lo spessore: si legge sul bordo e dentro la vasca. È la lavorazione più lunga e il pezzo più pesante, spesso lasciato con il fronte a vista sul mobile.

Il secondo è il lavello costruito con lastre: fondo e pareti si tagliano dalla stessa lastra del piano, da 2 o 3 centimetri, e si uniscono con giunti a 45° chiusi con resina nel colore della pietra. Pesa meno, permette vasche grandi e squadrate e continua il disegno del piano. Chiede più precisione che materia: quei giunti stanno sott'acqua ogni giorno e devono essere pieni, senza un vuoto.

Cucina con basi blu, piano in marmo di Carrara e lavello sporgente in marmo bianco sotto la finestra, rubinetto in ottone
Il lavello sporgente: il fronte della vasca resta in vista e avanza rispetto alle basi

Sottopiano, a filo, scolpito nel piano o sporgente

Resta da decidere come la vasca incontra il piano: quattro strade, che cambiano l'aspetto, la pulizia di ogni giorno e il lavoro del laboratorio.

MontaggioCom'è fattoQuando sceglierlo
Scolpito nella lastra del pianoVasca in pietra unita al piano senza bordo riportato: la superficie scende dal piano al fondoPer chi vuole piano e vasca come una cosa sola; di norma su lastra da 3 cm
SottopianoVasca in pietra, in acciaio o in composito fissata sotto il piano; il bordo del foro resta in vista, lucidatoIl più pratico: acqua e briciole si spingono dentro con la mano
A filoIl bordo del lavello entra in un ribasso di pochi millimetri e resta alla quota del pianoLavelli in acciaio su cucine moderne e su superfici tecniche
SporgenteBlocco di pietra che avanza dal mobile, con il fronte della vasca in vistaCucine classiche e in muratura da interno; vuole una base costruita attorno

Nel lavello scolpito la lastra del piano e quella della vasca si scelgono insieme, così la vena passa dal piano al fondo. Nel sottopiano conta il bordo del foro, sagomato a controllo numerico con gli angoli raggiati e poi lucidato: spessori e bordi sono spiegati nella pagina sul piano cucina in marmo. Una vasca sola e grande accoglie teglie e pentole larghe; due servono a chi lava molto a mano, ma chiedono una base più larga.

Piano cucina in marmo rosato venato di grigio con lavello ricavato nella stessa pietra, alzata a lastra e miscelatore cromato
Il lavello scolpito nel piano: la stessa pietra scende nella vasca, con una parete in pendenza dolce

Il fondo in pendenza, lo scarico e il gocciolatoio

Una vasca di pietra con il fondo piano trattiene l'acqua, e l'acqua ferma lascia il calcare. Per questo il fondo si lavora in pendenza verso la piletta: pochi millimetri di dislivello bastano a svuotarla del tutto. Gli angoli fra fondo e pareti si raccordano con un raggio, così la spugna arriva dappertutto.

Lo scarico è un foro calibrato sulla piletta scelta, con la sede ribassata perché il bordo metallico non faccia da diga. Il troppo pieno, se lo desiderate, si nasconde in una parete; i fori per rubinetto e dosatore si praticano nel piano. Accanto alla vasca si può incidere il gocciolatoio: scanalature in leggera discesa verso il lavello, che riportano dentro l'acqua dei piatti e tengono asciutte le ante sotto.

Quali pietre sono adatte e quali no

Adatte. I marmi compatti a grana fine, come il Bianco Carrara e il Botticino, si scavano bene e si rilevigano con facilità. Il travertino, purché compatto, stuccato e trattato, dà vasche calde, anche anticate: ne parliamo nella pagina sulla cucina in travertino. Granito e quarzite sono più duri e si scavano più lentamente, ma resistono agli acidi: sono la vasca in pietra con meno pensieri, purché la quarzite sia verificata sul campione.

Da valutare. Calacatta e Statuario, molto venati e cristallini, si possono scolpire, ma la lastra va scelta guardando dove cadrà la vasca: una vena aperta non deve attraversare il fondo. Sul Nero Marquina il velo di calcare si vede subito: va in finitura levigata e asciugato dopo l'uso.

Non adatte. L'onice è delicato e si usa retroilluminato su superfici non operative, non sotto il rubinetto. Quarzo composito e Dekton, pietra sinterizzata, non si scavano da un blocco: con questi piani di norma si monta un lavello in acciaio, sottopiano o a filo. Nei marmi, dentro la vasca conviene la finitura levigata, che nasconde aloni e segni meglio della lucida.

Il peso e il mobile da prevedere

Il marmo pesa circa 2,7 chili per decimetro cubo. Una vasca costruita con lastre da 2 o 3 centimetri pesa già alcune decine di chili; una scavata nel massello, con pareti e fondo più spessi, sensibilmente di più, e a entrambe si aggiunge l'acqua. Non è un peso che si appende al piano: si appoggia al mobile.

Per questo la base si progetta insieme alla vasca: fianchi e traversi dimensionati per il carico, un telaio su cui la pietra scarica, lo spazio per sifone e tubi, che sotto una vasca profonda scendono più in basso del solito. Sull'isola cucina in marmo il peso va su una struttura nascosta nel mobile. Se la cucina esiste già, al rilievo verifichiamo le basi e, se serve, le rinforziamo; guardiamo anche gli accessi, perché un blocco di massello deve passare da porte e scale.

Trattamento e pulizia, senza anticalcare

Prima della consegna la vasca riceve, come il piano, un trattamento impregnante, che entra nei pori senza fare pellicola. Non rende il marmo indifferente agli acidi — nessun trattamento lo fa — ma rallenta l'assorbimento e vi dà il tempo di sciacquare. Nel lavello si consuma prima che altrove: se una goccia d'acqua sul bordo asciutto non resta perlata e scurisce la pietra, è ora di rinnovarlo.

La pulizia è quella del piano: acqua tiepida, sapone neutro, spugna morbida e, a fine giornata, un panno asciutto, che è il vero rimedio contro il calcare. Il velo bianco attorno alla piletta si toglie con un detergente per pietra naturale, mai con l'anticalcare: è un acido e corrode il marmo in pochi secondi. Niente candeggina né sgrassatori forti, che tolgono la protezione; niente pentole roventi appoggiate sulla pietra. Se la vasca si opacizza, si rileviga e torna com'era. I casi particolari sono nella guida alla manutenzione del piano in marmo.

Quando conviene l'acciaio sottopiano

Un laboratorio che scolpisce lavelli deve anche dire quando non conviene. Il lavello in acciaio sottopiano è la scelta giusta se si cucina molto con limone, aceto e pomodoro e non si ha voglia di sciacquare subito; se si lavano spesso ghisa e pentole pesanti, o bicchieri sottili, che sulla pietra si rompono più facilmente; se il piano è da 2 centimetri su una cucina componibile; se la spesa deve andare sul piano e non sulla vasca. L'acciaio non teme acidi né urti, e sotto il marmo quasi scompare: si vede il bordo di pietra lucidato.

Nella collezione Francesca, la nostra cucina in muratura da interno, piani e alzata sono in travertino e il lavello è in acciaio: la pietra dove serve bellezza, l'acciaio dove serve servizio.

Isola con piano in marmo grigio maculato e doppio lavello in acciaio montato sottopiano, miscelatore brunito
L'acciaio sottopiano quasi scompare: resta in vista il bordo del foro, lucidato nella pietra

Come lo fa Michelessi: tre lavelli veri e il metodo

Tre lavori della nostra galleria mostrano queste strade. Nel piano rosa-grigio il lavello è ricavato nello stesso marmo rosato del piano e dell'alzata, con le pareti in pendenza dolce. Nella cucina con piano in travertino le vasche sono due, in travertino anticato, e sporgono dal mobile. Nella cucina in blu e bianco un lavello sporgente in marmo bianco avanza dalle basi blu, sotto un piano in marmo di Carrara.

Michelessi lavora il marmo ad Aprilia, sulla Via Pontina, dal 1976. Si comincia dal sopralluogo e dal preventivo, gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; il progetto 3D fissa misure della vasca e posizione di scarico, rubinetto e gocciolatoio prima del primo taglio. Le lastre si scelgono una per una, decidendo dove cadrà la vasca rispetto alla vena. Taglio e scavo sono a controllo numerico; raccordi, pendenze e levigatura dell'interno si finiscono a mano. La posa è della nostra squadra, che mette in bolla piano e vasca, sigilla i giunti e coordina l'allaccio di scarico e rubinetto. Consegniamo e installiamo in tutta Italia e all'estero, come per il progetto di Dubai; i tempi si definiscono con il preventivo.

Per continuare

Il lavello è un capitolo della cucina: il quadro completo, con isole, modelli componibili e lavori realizzati, è nella pagina delle cucine in marmo da interno. Per la parete dietro il rubinetto leggete lo schienale cucina in marmo; per confrontare la pietra con le superfici tecniche, la guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix. Con una pianta o una fotografia della stanza, chiedete il preventivo gratuito.

Domande frequenti

Domande frequenti

Il calcare rovina il lavello in marmo?

No, il calcare non rovina il marmo: lascia un velo bianco che si toglie con un detergente per pietra naturale e una spugna morbida. A rovinarlo è l'anticalcare, che è un acido e corrode la superficie in pochi secondi. Il rimedio vero è asciugare la vasca a fine giornata; se il velo si è indurito, lo togliamo noi rilevigando la pietra.

Quanto pesa un lavello in marmo scavato nel massello?

Dipende dalle misure e dallo spessore delle pareti, ma si parla di diverse decine di chili: il marmo pesa circa 2,7 chili per decimetro cubo, e alla pietra si aggiunge l'acqua. Una vasca costruita con lastre da 2 o 3 centimetri pesa meno. In entrambi i casi il peso si appoggia a una base progettata apposta, non al piano.

Posso far mettere un lavello in pietra su una cucina che ho già?

Sì, se la base sotto il lavello può essere adattata. Rileviamo il mobile, gli scarichi e il piano esistente: una vasca sottopiano o sporgente chiede di rinforzare o ricostruire la base; il lavello scolpito nella lastra nasce invece insieme a un piano nuovo, perché vasca e piano si tagliano dalla stessa pietra. Nel Lazio il sopralluogo è gratuito.

Un lavello in marmo costa più di uno in acciaio?

Sì: un lavello in pietra è una lavorazione speciale, fatta di tempo di macchina a controllo numerico e di tempo di artigiano, mentre quello in acciaio è un prodotto di serie da montare sotto il piano. Il costo dipende dalla pietra, dalle misure e dal tipo, scavato nel massello o costruito in lastre; lo indichiamo nel preventivo, che è gratuito.

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