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Cucine in marmo da interno

Sostituzione top cucina: cambiare solo il piano, su misura

La sostituzione top cucina si può fare senza cambiare i mobili: si rilevano le basi esistenti, di qualunque marchio, si smonta il vecchio piano e se ne posa uno nuovo su misura in marmo, granito, quarzo o pietra sinterizzata. Lavello e piano cottura di norma si tengono. Il costo dipende da pietra, superficie, fori e posa; i tempi sono definiti con il preventivo, che è gratuito.

Si può cambiare solo il top della cucina? Sì, i mobili restano

Chi cerca «sostituzione top cucina» ha quasi sempre una domanda sola: si può cambiare il piano e tenere la cucina che c'è già? Sì. Il top è un pezzo a sé, appoggiato e fissato sopra le basi: si toglie quello vecchio, in laminato, in legno o in una pietra ormai rovinata, e se ne posa uno nuovo, tagliato sulle misure dei vostri mobili, di qualunque marchio siano. È il modo più diretto per trasformare una cucina componibile qualsiasi in una cucina con il piano in marmo, in granito o in pietra sinterizzata.

Conviene quando le basi sono sane: fianchi asciutti, cerniere in ordine, mobili in bolla. Non conviene, e lo diciamo con franchezza, quando l'acqua ha già gonfiato i fianchi sotto il lavello o quando pensate di rifare la cucina fra poco: un piano in pietra dura più dei mobili che lo portano e, tagliato su una cucina, difficilmente si adatta a un'altra.

Cucina classica con basi bianche, piano e alzata in granito grigio, fuochi a gas, lavello in acciaio e isola ovale
Piano e alzata in granito su basi bianche: la pietra cambia la cucina, i mobili restano gli stessi

Sostituzione top cucina: come si svolge, passo per passo

Si comincia da qualche fotografia e dalle misure prese a mano. Poi viene il rilievo: i nostri tecnici rilevano con la dima le basi esistenti, i fori di lavello e piano cottura, le prese, il filo dei pensili e i fuori squadra delle pareti, perché nessuna stanza è perfettamente in squadra e il piano deve seguirla. Quando è possibile, il rilievo si prende con il vecchio piano ancora al suo posto, così la cucina resta in uso mentre il nuovo viene lavorato.

La lastra la scegliete voi, nel laboratorio di Aprilia oppure in videochiamata, e vi viene mostrata di nuovo prima del taglio. Il progetto in 3D fissa la posizione delle giunzioni, il verso della vena e la sagoma dei fori. Il taglio è a controllo numerico, la finitura di bordi e fori è a mano. Il giorno della posa la nostra squadra mette il piano in bolla sulle basi, sigilla le giunzioni nel colore della pietra e lo lascia pronto per chi ricollega lavello e piano cottura.

Smontare il vecchio piano: che cosa succede a mobili e parete

Lo smontaggio è la parte che preoccupa di più e, di solito, la più rapida. Prima si scollegano acqua, scarico, corrente e gas: sono lavori da idraulico, da elettricista e, per il gas, da tecnico abilitato, e restano ai vostri installatori. Poi si liberano lavello e piano cottura, si taglia il sigillante lungo la parete e si tolgono i fissaggi. Un piano in laminato è di norma avvitato alle basi da sotto; uno in pietra è incollato a punti e pesa molto di più: un piano lineare lungo tre metri e profondo 60 centimetri, in marmo da 2 centimetri, pesa quasi 100 chili. Non è un lavoro da fare da soli.

La parete è il punto delicato. Se l'alzatina o le piastrelle poggiano sul vecchio piano, togliendolo può restare scoperta una fascia di muro: il piano nuovo la richiude con alzatina o schienale in marmo, tagliati dalla stessa lastra. Chi smonta, chi porta via il vecchio piano e se le piastrelle restano si decide al rilievo e si scrive nel preventivo, voce per voce.

Lavello e piano cottura: che cosa si può tenere

Quasi sempre si tiene tutto. Il piano cottura si smonta e si rimonta: il foro nuovo viene sagomato sulle misure d'incasso indicate dal produttore. Il lavello da incasso, quello con il bordo che appoggia sopra il piano, si riusa se è in buono stato, e così il miscelatore.

La pietra, però, apre possibilità che il laminato non dava, e il momento per coglierle è questo. Il lavello sottopiano, fissato sotto la lastra, lascia a vista il bordo del foro lucidato: nessuna cornice in cui si fermi lo sporco. Il piano cottura a filo chiede un ribasso di pochi millimetri attorno al foro, e si può fare solo con i modelli previsti per questo montaggio. Chi vuole di più può avere un lavello in marmo nella stessa pietra del piano, che però chiede una base preparata per il peso. Un'avvertenza: nella pietra un foro non si sposta. Se pensate di cambiare lavello o piano cottura, decidetelo prima del rilievo e fateci avere le schede tecniche.

Angolo di cucina con basi bianche e piano scuro, lavello incassato con miscelatore a molla, piano a induzione e cappa nera
Lavello e piano cottura incassati nel piano: i due fori si decidono prima del rilievo, poi non si spostano

Spessori e sbalzi: far tornare le quote della cucina

Un piano in pietra nasce da una lastra di 2 o 3 centimetri; molti piani in laminato delle cucine componibili sono più alti, spesso attorno ai 4. Cambiando piano, quindi, la quota di lavoro può scendere di uno o due centimetri: abbastanza per scoprire una fascia di parete sotto le piastrelle o per perdere l'allineamento con un elettrodomestico accostato. Le strade sono due. Si accetta il profilo sottile e si chiude la parete con l'alzatina; oppure si riporta il piano alla quota di prima, appoggiando la lastra su uno spessore nascosto e ricostruendo il fronte alto con una fascia della stessa pietra tagliata a 45 gradi, così che la vena prosegua dal piano al bordo.

Gli sbalzi sono l'altra cosa da decidere sul disegno. Lungo le ante il piano sporge di poco, una penisola per la colazione molto di più. I 3 centimetri reggono meglio lo sbalzo, e quelli più profondi chiedono comunque staffe nascoste nel mobile. Le basi devono essere solide e in piano: il marmo da 2 centimetri pesa circa 55 chili al metro quadro, quello da 3 circa 80. Al rilievo le guardiamo una per una e, dove il piano sporge, indichiamo il rinforzo. Bordi e finiture sono spiegati nella pagina sul piano cucina in marmo.

Isola con basi in legno chiaro e piano in marmo venato marrone a sbalzo per la colazione, lavello tondo in acciaio e sgabelli
Il piano sporge oltre le basi per la colazione: lo sbalzo si decide sul disegno, con lo spessore giusto

Top cucina su misura: quale materiale scegliere

Su una cucina che c'è già potete posare qualunque superficie lavoriamo ad Aprilia. Un top cucina su misura si sceglie per come cucinate, non per moda: ecco pro e contro, detti senza giri di parole.

MaterialeA favoreControPer chi
MarmoUnico in ogni lastra; graffi e aloni si tolgono rilevigando sul postoSensibile agli acidi (limone, aceto, vino); calore moderato, niente pentole roventiChi vuole la pietra vera e ne accetta la patina
GranitoDuro, indifferente al calore; i graniti scuri quasi non si macchianoGrana cristallina, poche vene; i graniti chiari vanno protettiChi cucina molto e vuole pochi pensieri
Pietra sinterizzata (Dekton, Laminam)Non porosa; regge calore, acidi e graffi; profilo sottileVena stampata, non naturale; una scheggiatura sullo spigolo si stucca ma restaLa zona dei fuochi e le cucine che lavorano ogni giorno
Quarzo compositoCompatto, non poroso, colori costanti; si pulisce con un pannoLa resina teme il calore diretto: sempre il sottopentola; solo in casaLa cucina di famiglia, lontano dalle pentole roventi

Il marmo merita un discorso a parte: lo trovate nella pagina top cucina in marmo, pro e contro. E nulla vieta di mescolare: pietra sinterizzata attorno ai fuochi e marmo dove ci si siede, nello stesso spessore e con lo stesso bordo.

Sostituire top cucina: costi, da che cosa dipendono

Sui costi non pubblichiamo cifre: due piani della stessa lunghezza possono avere prezzi molto diversi. Le voci che muovono il totale sono queste: la pietra scelta e la selezione della lastra; lo sviluppo, cioè la superficie complessiva e il numero dei pezzi; lo spessore e l'eventuale fronte riportato; i fori e le lavorazioni, dal lavello sottopiano al piano cottura a filo; l'alzatina o lo schienale; lo smontaggio del vecchio piano; trasporto e posa, che nel preventivo sono indicati a parte in base alla destinazione, al piano dell'appartamento e agli accessi. Rispetto a una cucina nuova pagate la pietra e il suo lavoro, non mobili ed elettrodomestici.

Per contenere la spesa: scegliere fra le lastre già presenti in laboratorio, preferire i 2 centimetri, semplificare il disegno con meno pezzi e meno giunti. Il preventivo è gratuito e vi arriva scritto, voce per voce; i tempi sono definiti con il preventivo, perché dipendono dalla pietra, dalla disponibilità della lastra e dalle lavorazioni. Per orientarvi leggete la guida quanto costa una cucina in marmo.

Cambiare top cucina: a chi rivolgersi

Un piano in pietra lo taglia di norma un laboratorio di marmo, anche quando lo ordinate altrove. Rivolgersi direttamente al marmista vuol dire parlare con chi prende le misure, sceglie la lastra con voi, la taglia e risponde della posa: un solo responsabile se un foro non torna. Chiedete tre cose: che il rilievo sia fatto con la dima sulla vostra cucina, di vedere la lastra vera e non un campione, e che a posare sia la stessa azienda che ha tagliato.

Michelessi lavora la pietra ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976, e costruisce anche cucine componibili: conosce le basi su cui il piano appoggia, non solo la lastra. Il sopralluogo è gratuito a Roma, a Latina e nel Lazio; nel resto d'Italia vi guidiamo nel rilievo a distanza o concordiamo un sopralluogo, con consegna e posa della nostra squadra, come spiega la pagina sulle cucine in marmo in tutta Italia.

Per continuare

Il piano è una parte della cucina: il quadro completo, con isole, schienali e i modelli componibili Domina, Noè, Era 02 e Volo 01, è nella pagina delle cucine in marmo da interno. Per confrontare le superfici leggete la guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix e la pagina sul top cucina in gres porcellanato. Poi mandateci due fotografie della cucina e le misure del piano, anche prese a mano: il primo consiglio arriva dal laboratorio, senza impegno.

Preventivo gratuito

Chiedete il preventivo della vostra cucina

Raccontateci lo spazio e l'idea: le misure, anche prese a mano, qualche fotografia, il materiale che vi piace. Vi rispondiamo dal laboratorio di Aprilia con un progetto in 3D e un preventivo, gratuiti e senza impegno.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Quanto costa sostituire il top della cucina?

Dipende dalla pietra scelta, dalla superficie e dal numero dei pezzi, dallo spessore, dai fori per lavello e piano cottura, dall'alzatina e dallo smontaggio del vecchio piano; trasporto e posa sono indicati a parte, in base alla destinazione. Per questo non diamo un prezzo al metro: il preventivo è gratuito e vi arriva scritto, voce per voce, sulle misure della vostra cucina.

Come si smonta un vecchio piano cucina in marmo?

Si scollegano lavello e piano cottura, si taglia il sigillante lungo la parete e sopra le basi e si solleva la lastra in più persone: un piano di tre metri in marmo da 2 centimetri pesa quasi 100 chili. Non è un lavoro da fare da soli, perché una lastra che si spezza può rovinare ante e pavimento. Chi lo smonta e chi lo porta via si scrive nel preventivo.

Si può cambiare il top della cucina senza togliere le piastrelle?

Spesso sì: se il nuovo piano arriva alla stessa quota del vecchio, le piastrelle restano dove sono e si rifà solo la sigillatura. Se invece il piano in pietra è più sottile, sotto le piastrelle può comparire una fascia di muro, che si chiude con un'alzatina tagliata dalla stessa lastra. Lo verifichiamo al rilievo, prima di tagliare.

Le basi di una cucina componibile reggono un top in marmo o in granito?

Sì, se sono in buono stato, solide e in piano. Marmo e granito pesano circa 55 chili al metro quadro nello spessore di 2 centimetri e circa 80 in quello di 3, e il peso si distribuisce su tutte le basi. Al rilievo le controlliamo una per una e, dove il piano sporge o porta un lavello in pietra, indichiamo un rinforzo.

Posso tenere il mio lavello e il mio piano cottura quando cambio il top?

Sì, quasi sempre. Il piano cottura si rimonta in un foro sagomato sulle sue misure d'incasso; il lavello da incasso si riusa se è in buono stato. Conviene però deciderlo prima del rilievo: nella pietra i fori non si spostano, e se volete passare a un lavello sottopiano o a un piano cottura a filo il momento è questo. Gli allacci restano ai vostri installatori.

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