Cucine in marmo da interno
Top cucina in quarzo: pro e contro, spessori, colori e cura
Il top cucina in quarzo è un piano in quarzo composito, cioè quarzo macinato legato con una piccola parte di resina: non è una pietra naturale. I pro: non assorbe, non si macchia, ha un colore uniforme. I contro: teme le pentole roventi e il sole, quindi resta in casa e mai all'esterno. Spessori di 2 e 3 centimetri; si pulisce con acqua e detergente neutro.
Top cucina in quarzo: che cos'è il quarzo composito
Un top cucina in quarzo non è una pietra tagliata dalla cava: è un piano in quarzo composito, una lastra costruita dall'uomo. Quarzo macinato, sabbie silicee e pigmenti vengono impastati con una piccola parte di resina, che fa da legante, e poi compattati sottovuoto per vibrazione fino a diventare una lastra densa e senza pori. Lo trovate chiamato anche quarzo resina o agglomerato di quarzo: è lo stesso materiale.
Da questa ricetta discende tutto il resto. Il quarzo, che è un minerale molto duro, dà al piano la resistenza ai graffi; la resina lo rende impermeabile e uniforme, ma è anche il suo punto debole, perché teme il calore forte e il sole. Non va confuso con la quarzite, che è una roccia naturale, si estrae in blocchi e si comporta in tutt'altro modo. Lo lavoriamo nello stesso laboratorio del marmo, per le nostre cucine in marmo da interno: per questo possiamo dirvi senza giri di parole dove conviene e dove no.
Top cucina in quarzo pro e contro: la tabella
La tabella riassume come si comporta un piano in quarzo composito nell'uso quotidiano; sotto, le spiegazioni.
| Che cosa | Come si comporta il quarzo | In cucina significa |
|---|---|---|
| Macchie e liquidi | Non assorbe: la superficie non ha pori | Vino, caffè e olio si tolgono con un panno; nessun trattamento protettivo |
| Limone e aceto | Resiste agli acidi di cucina | Nessun alone opaco, a differenza del marmo |
| Graffi | Resiste bene | Tagliere consigliato, soprattutto sui colori scuri e lucidi |
| Calore | Limitato: la resina soffre attorno ai 150 °C | Sottopentola sempre; una bruciatura non si recupera |
| Sole | La resina non è stabile ai raggi ultravioletti | Solo in casa, mai in una cucina da esterno |
| Aspetto | Uniforme, costante da una lastra all'altra | Il colore del campione è quello del piano; non è un pezzo unico |
| Riparazioni | Limitate | Scheggiature riempite con resina in tinta; niente rilucidatura in opera |
Il primo vantaggio è quello che si sente ogni sera: il quarzo non assorbe. Vino rosso, caffè e olio restano in superficie e si tolgono con un panno umido, anche il giorno dopo. Limone, aceto e pomodoro non lasciano aloni, e non serve il trattamento protettivo che la pietra naturale chiede di tanto in tanto.
Il secondo è l'uniformità: il colore scelto sul campione è quello che arriva a casa, senza vene impreviste né differenze vistose fra le lastre, e le giunzioni si notano poco. Il terzo è la durezza, che regge bene l'uso quotidiano. Per una famiglia che cucina tutti i giorni e non vuole pensieri sulle macchie è uno dei piani più pratici, soprattutto su una cucina componibile.
I contro, detti con franchezza: calore, sole, riparazioni
Il calore è il limite vero. La resina che lega il quarzo comincia a soffrire attorno ai 150 °C: una pentola o una teglia appena tolte dal fuoco superano facilmente quella soglia e possono lasciare un alone giallastro o un segno opaco che non va più via. Sul quarzo il sottopentola non è una precauzione: è la regola.
Il sole è il secondo limite. La resina non è stabile ai raggi ultravioletti: alla luce diretta, con il tempo, il colore cambia e i bianchi ingialliscono. Per questo il quarzo composito non si usa mai all'esterno, nemmeno sotto un portico: in giardino e in terrazza servono granito, quarzite o pietra sinterizzata come il Dekton. In casa, se il piano sta per ore in pieno sole dietro una grande vetrata, ditecelo durante il progetto.
Le riparazioni. Una piccola scheggiatura sul bordo si riempie con resina in tinta e quasi sparisce; una bruciatura no. E il piano non si rinnova con una levigatura e una lucidatura in opera, come si fa con il marmo dopo anni d'uso. Infine il quarzo è regolare per costruzione: chi cerca la lastra irripetibile qui non la trova.
Top in quarzo: spessore, lastre e bordi
Lo spessore del top in quarzo è di 2 o 3 centimetri. I 2 centimetri danno un piano sottile; i 3 hanno più presenza sul bordo e più materia attorno ai fori del lavello e del piano cottura. Le lastre che lavoriamo misurano 305 × 140 centimetri nel quarzo in tinta unita, in entrambi gli spessori, e 307 × 160 centimetri nel quarzo venato, in 2 centimetri: un piano lungo fino a circa tre metri si fa in un pezzo solo, e anche un'isola profonda si copre senza giunzioni.
Il bordo è di solito dritto o appena smussato, perché lo spigolo vivo si scheggia più facilmente. Il piano a induzione si monta a filo, il lavello a filo o sotto il piano, e lo stesso materiale può salire sulla parete come alzatina o come schienale intero; dietro i fuochi a gas lo schienale in quarzo si valuta caso per caso, per la stessa ragione delle pentole.
Top cucina quarzo bianco, nero o venato: i colori
I colori del quarzo si dividono in due famiglie. La prima è il quarzo resina in tinta unita o puntinato: venti varianti, dai bianchi di Montebianco e Bianco Neve ai neri di Nero Naron e Nero Diamante, passando per i grigi di Tundra e Silver Grey e per le terre calde di Smyrna e Palmira. La seconda è il quarzo venato: quattordici varianti che riprendono il disegno dei grandi marmi, come Statuario Venato e Calacatta Vagli, o delle pietre scure, come Castillo Grey.
Il quarzo bianco assoluto è il più luminoso, ma è anche quello su cui un alone di calore si vede di più: se cucinate molto, un bianco puntinato perdona meglio. Il quarzo nero lucido è elegante e severo, e mostra impronte, polvere e gocce di calcare: va asciugato dopo l'uso. Il quarzo effetto marmo porta in cucina il disegno del Calacatta senza la sua delicatezza, ma la vena è ripetuta, non unica: ne parliamo nella pagina sul marmo vero o effetto marmo. In ogni caso il colore va scelto dal vivo, sulla lastra e alla luce, non su uno schermo.
Come pulire il top in quarzo
Per pulire il top in quarzo bastano acqua tiepida, un detergente neutro e un panno morbido; per l'unto, una goccia di detersivo per i piatti e un buon risciacquo. Non servono cere, oli né trattamenti protettivi: la superficie non ha pori da chiudere. Il calcare attorno al rubinetto si previene asciugando, e si toglie con un prodotto delicato, risciacquato subito.
Che cosa evitare: le pagliette e le polveri abrasive, che opacizzano le finiture lucide; i prodotti molto aggressivi, come quelli per il forno e la soda caustica, e la candeggina lasciata agire a lungo, perché attaccano la resina; i solventi. Poi le due regole di sempre: il tagliere per i coltelli, il sottopentola per tutto ciò che è caldo.
Top cucina marmo o quarzo: come scegliere
La domanda top cucina marmo o quarzo ha una risposta onesta: dipende da che cosa siete disposti a curare. Il quarzo vince su macchie e acidi e non chiede manutenzione. Il marmo è una pietra naturale, unica in ogni lastra; regge un po' meglio il calore, pur senza pentole roventi, e dopo anni si leviga e si rilucida fino a tornare com'era, ma teme limone, aceto e vino e va protetto. Chi vuole un piano a cui non pensare sceglie il quarzo; chi vuole un pezzo che esiste una volta sola, e ne accetta la patina, sceglie il marmo: i suoi pregi e i suoi limiti sono nella pagina top cucina in marmo, pro e contro.
Spesso la soluzione migliore è usarli insieme: quarzo sul piano dove si lavora, marmo sul fronte dell'isola e a parete, dove si guarda. Se invece cucinate con pentole di ghisa e non volete pensare al sottopentola, o se il piano prende molto sole, i materiali giusti sono altri: il top cucina in granito o il Dekton, che reggono il calore e la luce.
Come lo lavoriamo ad Aprilia e da che cosa dipende il prezzo
Michelessi lavora la pietra su misura dal 1976 nel laboratorio di Aprilia, fra Roma e Latina, e il quarzo passa dalle stesse mani del marmo. Si parte dal rilievo delle basi e dei fori, anche su una cucina che avete già; il piano si disegna in 3D, la lastra si taglia a controllo numerico, bordi e fori si rifiniscono a mano e la posa la fa la nostra squadra. Il sopralluogo è gratuito a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; nel resto d'Italia lavoriamo con un rilievo a distanza guidato o con un sopralluogo da concordare, e consegniamo e posiamo con squadra propria, come spieghiamo nella pagina sulle cucine su misura in tutta Italia.
Sul prezzo del top in quarzo non pubblichiamo cifre, perché un numero al metro dice poco. Il conto dipende dalla collezione e dal colore, dallo spessore, dallo sviluppo dei piani e da quante lastre servono, dal numero dei fori, dal tipo di bordo, da alzatina o schienale, e da trasporto e posa, che cambiano con la destinazione. Il preventivo gratuito si prepara sulle vostre misure, anche per il solo top, e i tempi si definiscono lì.
Per continuare
Per il confronto completo fra le superfici, materiale per materiale, leggete la guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix: quale piano cucina scegliere; per capire come si forma la spesa c'è la guida su quanto costa una cucina in marmo e da che cosa dipende il prezzo. Le lastre di quarzo e di marmo si vedono dal vivo nel laboratorio di Aprilia.
Preventivo gratuito
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Raccontateci lo spazio e l'idea: le misure, anche prese a mano, qualche fotografia, il materiale che vi piace. Vi rispondiamo dal laboratorio di Aprilia con un progetto in 3D e un preventivo, gratuiti e senza impegno.
Domande frequenti
Domande frequenti
Si può appoggiare una pentola calda sul top in quarzo?
No, non direttamente: sul quarzo serve sempre il sottopentola. Il quarzo composito contiene una parte di resina che soffre il calore forte, attorno ai 150 °C, e una pentola o una teglia appena tolte dal fuoco possono lasciare un alone giallastro o un segno opaco che non si recupera. Tazze calde e piatti di portata, invece, non danno problemi.
Come si pulisce il top della cucina in quarzo?
Con acqua tiepida, un detergente neutro e un panno morbido; per l'unto basta una goccia di detersivo per i piatti. Non servono cere né trattamenti protettivi, perché la superficie non ha pori. Evitate pagliette abrasive, prodotti per il forno, soda caustica e candeggina lasciata agire a lungo: opacizzano la finitura o attaccano la resina.
Meglio un top in quarzo o in granito?
Dipende da quanto calore vede il piano. Il granito è una pietra naturale, regge la pentola calda e il sole e si usa anche all'esterno; i graniti chiari però vanno protetti dalle macchie. Il quarzo composito non assorbe e ha un colore uniforme, ma teme il calore forte e resta in casa. Chi cucina molto ad alte temperature sta meglio con il granito.
Il top in quarzo bianco ingiallisce con il tempo?
Può succedere in due casi: sotto una pentola rovente e alla luce diretta del sole per molte ore al giorno. La causa è la resina, che non è stabile né al calore forte né ai raggi ultravioletti. In una cucina di casa, con il sottopentola e senza sole battente sul piano, il bianco si mantiene; all'esterno il quarzo non si monta.
Da che cosa dipende il prezzo di un top cucina in quarzo?
Dipende dalla collezione e dal colore, dallo spessore di 2 o 3 centimetri, dallo sviluppo dei piani e dal numero di lastre, dai fori per lavello e piano cottura, dal bordo, da alzatina o schienale e da trasporto e posa, che variano con la destinazione. Non pubblichiamo cifre al metro: il preventivo è gratuito e si prepara sulle vostre misure.