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Cucine in marmo da interno

Top cucina in quarzite: pro e contro, colori e cura

Il top cucina in quarzite è un piano in pietra naturale, fatta quasi tutta di quarzo: ricorda il marmo nelle venature, ma limone e aceto non lo opacizzano, la lama quasi non lo riga e regge bene il calore. I contro: di solito costa più del granito, le lastre porose vanno protette, e come quarzite si vendono anche marmi. Il campione si prova con il limone per un quarto d'ora.

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Aggiornato il · a cura dell'ufficio tecnico Michelessi, Aprilia

Top cucina in quarzite: che cos'è e perché si sceglie

Un top cucina in quarzite è un piano tagliato da una roccia naturale, non costruito in fabbrica. La quarzite nasce da arenarie ricche di quarzo che il calore e la pressione hanno ricristallizzato in una massa compatta: è una roccia metamorfica, fatta quasi per intero di quarzo. Ha fondi e venature che ricordano i marmi, ma non contiene il carbonato di calcio che rende il marmo sensibile agli acidi: limone, aceto, vino e pomodoro non la opacizzano.

È dura: nella scala di Mohs il quarzo vale 7 e la calcite del marmo 3, e la lama di un coltello quasi non la riga. Regge bene il calore dei fornelli. Per questo, fra i piani delle nostre cucine in marmo da interno, è la pietra che proponiamo a chi vuole la vena del marmo e cucina ogni giorno. Non è però un materiale senza pensieri: i limiti esistono, e li trovate qui sotto.

Isola cucina con fronte e fianco in quarzite scura dalle vene ondulate color oro, bancone in legno, sgabelli neri e armadiatura in noce
La quarzite sul fronte dell'isola: vene che scorrono come onde e continuano oltre lo spigolo, sul fianco

Quarzite, quarzo o marmo dolomitico: tre materiali dietro un nome

Il primo equivoco è con il quarzo. Il quarzo composito, o agglomerato di quarzo, è un prodotto di fabbrica: quarzo macinato e pigmenti legati con resina e compattati in lastre. È regolare e non assorbe, ma la resina teme le pentole roventi e al sole ingiallisce. La quarzite è l'opposto: una pietra di cava, senza resina, diversa in ogni lastra. I nomi si somigliano, i materiali no: lo spieghiamo nella pagina sul top cucina in quarzo.

Il secondo equivoco è più insidioso, perché riguarda pietre naturali. Sotto il nome «quarzite» si vendono a volte marmi e marmi dolomitici: chiari, venati, belli, ma fatti di carbonati. Il marmo dolomitico reagisce agli acidi più lentamente e in modo più leggero del marmo comune, e per questo inganna: all'inizio sembra resistere, poi attorno al lavello compaiono gli aloni opachi. Chi lo ha comprato come quarzite conclude che la quarzite teme il limone. Non è così: quella pietra non era quarzite.

La prova del limone sul campione: un quarto d'ora

Per riconoscere una quarzite vera bastano un campione della lastra e due prove da cucina. La prima è la prova del limone: una goccia di succo di limone, o di aceto, lasciata per un quarto d'ora sulla faccia lucida del campione. Non qualche minuto: il marmo dolomitico si opacizza piano, e una prova frettolosa lo promuove. Poi si asciuga e si osserva il punto in controluce. Se resta un alone opaco, anche leggero, la pietra contiene carbonati: è un marmo, comunque la chiami il cartellino. Sulla quarzite vera non resta nulla.

La seconda è la prova del vetro: lo spigolo di una quarzite riga una lastrina di vetro, il marmo non ci riesce. Una terza prova riguarda la cura: se sotto una goccia d'acqua lasciata sul campione non trattato la pietra si scurisce, assorbe, e andrà protetta con più attenzione. Le facciamo con voi nel laboratorio di Aprilia, oppure le ripetete a casa sul campione che vi spediamo. Prima di scegliere costano un quarto d'ora; dopo la posa, un piano.

Quarzite pro e contro, detti con franchezza

I pro. Gli acidi della cucina non la opacizzano: la fetta di limone dimenticata e il vino rovesciato si asciugano senza fretta. La lama quasi non la segna, e se tagliate senza tagliere a rimetterci è il filo del coltello. Regge bene il calore. È pietra vera, a tutta massa: bordo, incasso del lavello e alzata mostrano la stessa materia del piano, e nessuna lastra è uguale a un'altra. Il colore viene dai minerali, non da un pigmento: alla luce non ingiallisce, e la stessa pietra può proseguire in giardino, come raccontiamo nella scheda sulla cucina da esterno in quarzite.

I contro. Il primo è il nome: va verificato sul campione. Il secondo è la porosità, che cambia da una quarzite all'altra: alcune sono compatte e quasi non assorbono, altre, soprattutto fra le bianche, trattengono l'olio se non sono protette. Il terzo è il costo: la durezza rallenta taglio e lucidatura, e le lastre dal disegno più raro sono le più ricercate. Poi vengono i limiti di ogni pietra. Pesa quanto il marmo e il granito, e le basi si verificano al rilievo. Su un piano lungo o ad angolo i giunti ci sono, e far proseguire la vena da un pezzo all'altro chiede lastre dello stesso blocco. Lo spigolo può scheggiarsi sotto un colpo secco, e sotto la pentola appena tolta dal fuoco il sottopentola resta consigliato.

Quarzite o marmo, quarzite o granito: il confronto

Quarzite o marmo? Il disegno è vicino, il comportamento no. Il marmo è carbonato di calcio: teme limone e aceto, si riga con la lama, sopporta un calore moderato. In cambio si rinnova meglio: una levigatura e una lucidatura sul posto lo riportano com'era. La quarzite chiede meno attenzioni ogni giorno. Se siete indecisi, leggete i pro e contro del top cucina in marmo.

Quarzite o granito? Sul piano di lavoro si comportano in modo simile: sono dure, reggono bene il calore e non reagiscono agli acidi. Cambia l'aspetto: il granito ha una grana a cristalli, la quarzite più spesso un fondo continuo attraversato dalle vene. Cambia anche la spesa, di solito a favore del granito. Se la vena non vi interessa, il top cucina in granito dà la stessa tranquillità.

Che cosa contaQuarzite veraMarmoGranito
Limone, aceto, vinoNon si opacizzaAlone opaco: asciugare subitoNon reagisce
ColtelliLa lama quasi non la rigaSi riga, ma si rilucidaResiste
CaloreLo regge beneModerato: sottopentolaLo regge bene
MacchieDipende dalla lastra: le più porose vanno protetteVa protetto con un trattamentoScuri quasi immuni, chiari da proteggere
All'apertoSìSolo in zona riparata, con manutenzioneSì

Colori, spessori e finiture del piano cucina in quarzite

Le quarziti più richieste in cucina sono le bianche e le grigie, con vene che ricordano un Calacatta o un Carrara: la risposta per chi vuole una cucina chiara senza le attenzioni del marmo bianco. Poi vengono le beige e le dorate, le verdi e le azzurre, e le scure, dal grigio al quasi nero. Non tutte sono venate: alcune hanno una grana minerale fitta, e a prima vista ricordano un granito. Fra le nostre cucine trovate un'isola in quarzite dalle vene ambrate e nere, lucidata a specchio, e un bancone curvo con il piano in quarzite scura. Il colore si giudica dal vivo, sulla lastra intera: un campione non racconta come gira la vena.

Lo spessore tipico è di 2 o 3 centimetri. Il bordo può essere dritto, appena smussato o a toro; sull'isola la vena può scendere lungo il fianco, con il giunto a 45 gradi. I fori per il lavello sottopiano e per il piano cottura a filo si tagliano a controllo numerico, con gli angoli raccordati.

Le finiture da interno sono tre. La lucida dà al colore la massima profondità; sulle quarziti scure mostra impronte e gocce asciugate. La levigata è liscia e opaca: schiarisce un poco il colore e lascia leggere la vena. La spazzolata è satinata e appena mossa sotto le dita: nasconde i piccoli segni dell'uso e vuole l'impregnante. Le vedete affiancate nella pagina delle finiture della pietra.

Come pulire la quarzite in cucina: cura e trattamento

La cura di ogni giorno è semplice: acqua tiepida, un detergente neutro e un panno morbido. Anticalcare aggressivi e spugne abrasive sono da evitare: consumano il trattamento protettivo e le sigillature dei giunti. Il calcare si previene asciugando la zona del lavello, soprattutto sulle quarziti scure e lucide.

Il trattamento è un impregnante che entra nei pori e respinge acqua e olio senza formare pellicola. Quanto serva dipende dalla lastra: sulle quarziti compatte è una precauzione, su quelle più porose è necessario, bordi e fori compresi. In casa non c'è una scadenza uguale per tutte: si rinnova quando una goccia d'acqua lasciata sul piano non resta più perlata. Consegniamo il piano già trattato e vi spieghiamo come rinnovare la protezione.

Quanto costa un top in quarzite e come lo realizziamo

Non pubblichiamo un prezzo al metro, perché non direbbe il vero. Il costo dipende dalla quarzite scelta, e fra una lastra comune e una rara la distanza è grande; dallo spessore; dai metri e dal numero dei pezzi; dalla finitura; da fori, bordo e alzata; dal trasporto e dalla posa. Il preventivo gratuito arriva scritto, voce per voce, con i tempi definiti per il vostro progetto.

Lavoriamo la pietra ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976. La lastra si sceglie in laboratorio, dal vivo o in videochiamata; l'ufficio tecnico disegna il piano in 3D e fissa con voi la posizione dei giunti; il taglio è a controllo numerico, con utensili diamantati adatti alla durezza della quarzite, e bordi e finitura si chiudono a mano; la nostra squadra mette il piano in bolla e sigilla le giunzioni. Il sopralluogo è gratuito a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; nel resto d'Italia il rilievo si fa a distanza, guidato da noi, o con un sopralluogo da concordare, e consegna e posa restano della nostra squadra in tutta Italia.

Per continuare

Il confronto completo fra le superfici, compresi Dekton, quarzo e Fenix, è nella guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix: quale piano cucina scegliere; le voci del prezzo, una per una, sono nella guida quanto costa una cucina in marmo.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Il top cucina in quarzite si macchia?

Dipende dalla lastra. Le quarziti più compatte quasi non assorbono; altre, soprattutto fra le bianche, sono più porose e trattengono olio e vino se non sono protette. Per questo il piano si tratta con un impregnante, bordi e fori compresi, e sulle pietre chiare l'unto si asciuga senza aspettare. Le macchie non vanno confuse con gli aloni opachi da limone: quelli compaiono sul marmo, non sulla quarzite vera.

Il top in quarzite si graffia con i coltelli?

Quasi mai: la quarzite è fatta di quarzo, che nella scala di Mohs vale 7, ed è più dura dell'acciaio di una lama. Se tagliate direttamente sul piano a rovinarsi è il filo del coltello, quindi il tagliere resta utile. Il punto da rispettare è lo spigolo, che come su ogni pietra può scheggiarsi con il colpo secco di una pentola pesante.

Si può appoggiare una pentola calda sul top in quarzite?

La quarzite regge bene il calore della cucina, ma sotto la pentola appena tolta dal fuoco il sottopentola resta consigliato. È una pietra naturale senza resine, quindi non si segna come un piano in quarzo composito; gli sbalzi termici forti e concentrati, però, non fanno bene a nessuna pietra. Tazze calde e piatti di portata si appoggiano senza pensieri.

Come si pulisce il top cucina in quarzite?

Con acqua tiepida, un detergente neutro e un panno morbido; per l'unto basta una goccia di detersivo per i piatti. Evitate anticalcare aggressivi e spugne abrasive, che consumano il trattamento protettivo e le sigillature dei giunti. Attorno al lavello conviene asciugare, perché sulle quarziti scure il calcare si vede. L'impregnante si rinnova quando una goccia d'acqua non resta più perlata sul piano.

Quanto costa un top cucina in quarzite?

Non c'è un prezzo al metro valido per tutti: dipende dalla quarzite scelta, dallo spessore di 2 o 3 centimetri, dai metri e dal numero dei pezzi, dalla finitura, dai fori per lavello e piano cottura, dal bordo, dall'alzata, dal trasporto e dalla posa. Di solito costa più del granito, perché è più dura da lavorare. Michelessi lo definisce con un preventivo scritto e gratuito, insieme al progetto in 3D.

Fonti e riferimenti

Da dove vengono i dati di questa pagina

Quello che leggete qui viene dal lavoro quotidiano del laboratorio Michelessi, ad Aprilia dal 1976, e da queste fonti, che potete consultare.

  1. Treccani — Quarzo (durezza e quarzite) (si apre in una nuova scheda) — Il quarzo ha durezza 7 nella scala di Mohs e la quarzite è una roccia metamorfica fatta per oltre l'80% di quarzo.
  2. Natural Stone Institute — Guida alla quarzite (in inglese) (si apre in una nuova scheda) — La prova del limone lasciato un quarto d'ora e quella del vetro distinguono la quarzite vera dai marmi dolomitici venduti con lo stesso nome.
  3. Wikipedia — Scala di Mohs (si apre in una nuova scheda) — Nella scala di Mohs la calcite vale 3 e il quarzo 7; la punta di un coltello d'acciaio sta fra 5 e 5,5.
  4. Natural Stone Institute — Cura e pulizia della pietra naturale (in inglese) (si apre in una nuova scheda) — L'impregnante rende la pietra più resistente alle macchie, non a prova di macchia.
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