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Cucine da esterno

Cucina da esterno in quarzite: resistenza, colori, cura

Una cucina da esterno in quarzite ha i piani in una roccia naturale più dura del granito, che regge sole, gelo, pioggia e acidi di limone e vino senza scolorire. Non va confusa con il quarzo composito, che all'aperto ingiallisce. Si sceglie chiara accanto al barbecue, levigata o spazzolata, spessa 2 o 3 centimetri; chiede solo acqua, detergente neutro e un trattamento all'anno.

Che cos'è la quarzite, e perché non è il quarzo

Una cucina da esterno in quarzite ha i piani tagliati in una roccia naturale, non in un materiale di fabbrica. La quarzite nasce da arenarie ricche di quarzo che il calore e la pressione hanno ricristallizzato in una massa compatta: è una roccia metamorfica, più dura del granito, poco porosa, con venature che ricordano i marmi e colori che vanno dal bianco al grigio, dal verde all'azzurro. Il quarzo composito è un'altra materia: quarzo macinato, pigmenti e una piccola quota di resina, compattati in lastre. In casa è un piano pratico; all'aperto non lo posiamo, perché il sole ingiallisce la resina e il calore del barbecue la segna. I due nomi si somigliano e traggono in inganno: nel preventivo deve comparire la parola «quarzite» accanto al nome della pietra, e la lastra va vista intera prima del taglio.

Cucina da esterno con piano in quarzite chiara, barbecue in acciaio incassato, frigorifero con anta a vetro e lavello
Quarzite chiara attorno al barbecue incassato: roccia naturale, non quarzo composito

Perché regge sole, gelo e acidi

La quarzite è fatta quasi per intero di quarzo, e da lì viene il suo carattere. Il sole non la sbiadisce, perché non contiene resine né pigmenti: il colore è quello dei minerali. Il gelo non la sfalda, perché l'acqua trova pochissimi pori in cui entrare e dilatarsi. La pioggia e la salsedine le scivolano sopra. Gli acidi della tavola, limone, vino, aceto e pomodoro, non la opacizzano come accade al marmo, che è carbonato di calcio. Sulla scala di Mohs il quarzo vale 7 e la calcite del marmo 3: la lama di un coltello non riga la quarzite. Regge bene il calore della cucina, ma sotto la pentola appena tolta dal fuoco il sottopentola resta la regola.

Il primo limite: nessuna pietra da piano è fatta per la fiamma viva. La camera del barbecue a legna e la volta del forno sono in pietra refrattaria, e la quarzite si ferma dove comincia il fuoco, come spieghiamo nella scheda sulla cucina da esterno con barbecue in pietra. Il secondo riguarda il nome: alcune pietre vendute come «quarzite» sono in realtà marmi dolomitici, sensibili agli acidi. La verifica si fa sul campione, con una goccia di limone lasciata qualche minuto: se resta un alone opaco, non è quarzite.

Colori chiari accanto al barbecue

Accanto alla griglia si appoggiano le mani, i piatti, le teglie: è il punto in cui il colore del piano conta di più. Le pietre chiare si scaldano al sole molto meno delle scure, e per questo consigliamo la quarzite soprattutto in pieno sole e per i piani chiari ai lati del barbecue. Una quarzite bianca con vene grigie somiglia a un Calacatta, ma non teme la fetta di limone dimenticata né il bicchiere di vino rovesciato. Il chiaro ha un solo punto debole: mostra l'unto. Per questo le lastre chiare escono dal laboratorio già trattate con l'impregnante, e il grasso della griglia si toglie a fine cottura. Esistono anche quarziti scure, grigie e quasi nere: al sole si scaldano di più, e rendono meglio dove il piano resta in ombra nelle ore calde, sotto una pergola o una tettoia. Il colore si giudica dal vivo, sulla lastra intera, asciutta e bagnata; le pietre della collezione sono nella pagina delle pietre naturali scelte in cava.

Barbecue a gas in acciaio su base rivestita in pietra chiara, piano in quarzite venata con luci sotto il bordo, di sera
Il piano chiaro accanto alla griglia: è qui che si appoggiano bicchieri, bottiglie e teglie

Finiture e spessori del piano

All'aperto consigliamo due finiture. La levigata è liscia e opaca: non abbaglia, si pulisce con un passaggio di spugna e lascia leggere la vena. La spazzolata è satinata e appena mossa sotto le dita: nasconde le gocce asciugate e i piccoli segni meglio di ogni altra, tiene la presa anche bagnata e vuole l'impregnante. La fiammata è ruvida: la usiamo per i pavimenti e i gradini attorno alla cucina più che per il piano, dove tratterrebbe le briciole. La lucida resiste all'aperto sulla quarzite meglio che sul marmo, ma riflette la luce di mezzogiorno e mostra ogni goccia: per il piano di lavoro la sconsigliamo. Le lavorazioni si vedono affiancate nella pagina delle finiture della pietra.

Lo spessore tipico è di 2 o 3 centimetri. Il bordo si rifinisce a mano con un piccolo smusso, che protegge lo spigolo dagli urti; sotto lo sbalzo si incide il gocciolatoio, che impedisce all'acqua di rientrare sui fianchi, e il piano si posa con una pendenza appena percettibile verso l'esterno. I giunti fra le lastre si sigillano con prodotti elastici. Una lastra da 2 centimetri pesa circa 55 chili al metro quadrato: sul terrazzo, prima del disegno, si verifica la portata del solaio.

Cucina da esterno grigia con piano e alzata in quarzite scura opaca e barbecue a gas in acciaio incassato, in luce radente
Una quarzite scura, opaca: osservate lo spessore del piano, lo spigolo e l'alzata sul retro

Quarzite, granito o marmo: il confronto

Il granito ha la stessa tranquillità della quarzite davanti a sole, gelo e acidi, ma una grana a cristalli al posto della vena: è la scelta di chi vuole un piano uniforme, e la raccontiamo nella scheda sulla cucina da esterno in granito. Il marmo è il più bello e il più delicato: reagisce agli acidi, vuole la finitura levigata o spazzolata, il trattamento rinnovato a ogni stagione e, se possibile, una pergola. La quarzite sta fra i due: la vena del marmo con la resistenza del granito, al prezzo di una lavorazione più lenta, perché la sua durezza rallenta il taglio e la lucidatura.

PietraLimone, vino, acetoSole e geloAspetto e cura
Quarzite veraResiste; verifica sul campioneNon li temeVenature da marmo; cura minima
GranitoResisteNon li temeGrana a cristalli; cura minima
MarmoSensibile: asciugare subitoCon trattamento idrorepellente, meglio sotto la pergolaVenatura unica; trattamento a ogni stagione
Quarzo compositoResisteNon adatto all'aperto: il sole lo ingiallisceColore uniforme; solo in casa

Dove la mettiamo: piano, isola, bancone

Il piano lineare è l'uso più frequente: una lastra di quarzite che corre lungo la parete o la ringhiera e accoglie il barbecue a gas o a carbone (lavoriamo con BeefEater e Bull, con la serie Cabinex e con i moduli Fògher), il lavello e, sotto, il frigorifero da esterno. Ogni foro si taglia in laboratorio sui disegni dell'apparecchio, con gli angoli raccordati e con lo spazio d'aria che il costruttore prescrive attorno alle fonti di calore.

L'isola si guarda da tutti i lati, e qui la quarzite mostra la vena: la lastra si sceglie perché il disegno corra intero sul piano e, se lo desiderate, scenda sui fianchi con il giunto a 45°. Il bancone è il piano rialzato a cui ci si siede con gli sgabelli: la parte a sbalzo va sostenuta dalla struttura, e una pietra che non teme il vino né il limone è la più adatta a un banco dove si servono da bere, come mostriamo nella scheda sul bancone bar da esterno in pietra. Sotto la lastra la struttura può essere in pietra refrattaria, in legno trattato o in acciaio, come nella cucina da esterno in acciaio e pietra. A bordo piscina la quarzite chiara, in finitura spazzolata e mai lucida, è fra le pietre più adatte: resta fresca al sole e non teme l'acqua clorata.

La cura: poca, ma regolare

La quarzite chiede meno di ogni altra pietra venata. Dopo ogni cottura bastano acqua tiepida e un detergente neutro; il grasso si toglie finché è tiepido. Gli anticalcare aggressivi non servono e rovinano il trattamento protettivo: il calcare delle gocce si previene asciugando il piano con un panno, soprattutto sulle quarziti scure. Una volta all'anno, a inizio stagione, si rinnova l'impregnante e si controllano i giunti elastici. D'inverno si svuotano i rubinetti, si coprono il barbecue e le parti a fuoco e si lascia il piano scoperto: la quarzite non teme il gelo.

Come lavora Michelessi sulla quarzite

Lavoriamo la pietra ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976. Il lavoro comincia con il sopralluogo, gratuito a Roma, a Latina e in tutto il Lazio: guardiamo le misure, gli allacci, il sole delle ore in cui cucinate e il vento che porta il fumo. Le lastre si scelgono una per una, dal vivo in laboratorio oppure in videochiamata, e i campioni arrivano a casa vostra per la prova alla luce vera, asciutti e bagnati, e per la goccia di limone. L'ufficio tecnico disegna la cucina in 3D dentro il vostro spazio; con il disegno ricevete il preventivo, e con il preventivo si definiscono i tempi. La quarzite si taglia a controllo numerico con utensili diamantati adatti alla sua durezza; bordi, smussi e gocciolatoio si rifiniscono a mano, e il trattamento idrorepellente si applica in laboratorio. La posa è della nostra squadra in tutta Italia; all'estero spediamo con imballo protettivo e seguiamo il montaggio con i nostri tecnici, come a Dubai. Per cominciare bastano qualche misura e una fotografia: chiedete il preventivo gratuito per la cucina da esterno.

Per continuare

Questa scheda approfondisce la nostra pagina principale sulle cucine da esterno in marmo e pietra, con le configurazioni, i modelli del catalogo e le fotografie delle realizzazioni. Per il confronto completo fra i materiali leggete la guida cucina da esterno: quale pietra scegliere; se cercate una pietra chiara dal carattere più caldo, la scheda sulla cucina da esterno in travertino.

Domande frequenti

Domande frequenti

Che differenza c'è fra quarzite e quarzo per una cucina all'aperto?

La quarzite è una roccia naturale, il quarzo composito è un prodotto di fabbrica legato con resina. All'aperto la differenza decide tutto: la quarzite non contiene resine, quindi non ingiallisce al sole e sopporta la teglia calda; il quarzo composito sotto i raggi diretti cambia colore e accanto al barbecue si segna. Per questo fuori casa posiamo quarzite, granito o pietra sinterizzata.

La quarzite bianca ingiallisce o si macchia in giardino?

Non ingiallisce, perché il suo colore viene dai minerali e non da resine o pigmenti. Può macchiarsi di unto se il grasso della griglia resta a lungo sul piano: per questo le lastre chiare si trattano con l'impregnante in laboratorio e si puliscono dopo l'uso con acqua e detergente neutro. Il trattamento si rinnova una volta all'anno, a inizio stagione.

Come si riconosce una quarzite vera da un marmo venduto come quarzite?

Con due prove sul campione. Una goccia di limone lasciata qualche minuto non deve lasciare aloni opachi: se li lascia, la pietra contiene carbonati ed è un marmo dolomitico. Lo spigolo di una quarzite vera, inoltre, riga il vetro, mentre il marmo non ci riesce. Potete fare la prova nel laboratorio di Aprilia oppure sul campione che vi spediamo a casa.

La quarzite costa più del granito?

Spesso sì, a parità di misure. La quarzite è più dura del granito, e la durezza rende il taglio e la lucidatura più lenti; le lastre con le venature più rare, poi, sono le più ricercate. Non pubblichiamo listini, perché contano anche lo spessore, i metri del piano, gli incassi e la struttura: il preventivo è gratuito e nasce da qualche misura e da una fotografia del vostro spazio.

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