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Cucine in marmo da interno

Piano cucina in marmo: spessori, bordi, finiture e cura

Il piano cucina in marmo si realizza in massello da 2 o 3 centimetri, con bordo retto, a bisello o a toro, finitura lucida, levigata o spazzolata, alzatina o schienale nella stessa lastra, lavello sottopiano o scolpito e piano cottura a filo. Michelessi lo taglia su misura ad Aprilia dal 1976, con sopralluogo e preventivo gratuiti nel Lazio.

Lo spessore del piano: 2 o 3 centimetri, e il fronte che si costruisce

Il piano cucina in marmo nasce da una lastra di 2 o 3 centimetri. I 2 centimetri danno un profilo leggero e sono la misura più usata sui piani lineari addossati alla parete; i 3 centimetri aggiungono solidità attorno ai fori del lavello e del piano cottura e reggono meglio gli sbalzi della penisola per la colazione; gli sbalzi più profondi chiedono comunque staffe nascoste nel mobile. Se desiderate un fronte alto — 4, 6, 8 o 12 centimetri, come sulle isole monolitiche — non serve un blocco: si incolla sotto il piano una fascia della stessa lastra, tagliata a 45 gradi, e la vena prosegue dal piano al bordo senza che l'occhio trovi la giunzione.

Le finiture: lucida, levigata o spazzolata

La stessa lastra cambia carattere con la finitura, e sul piano di lavoro la scelta pesa più che altrove.

  • Lucida: specchio, massima profondità della venatura, il poro parzialmente chiuso dalla lucidatura. Mostra però ogni alone lasciato dagli acidi; la consigliamo sull'isola e sul bancone.
  • Levigata: opaca e setosa, perdona i segni dell'uso e non riflette le luci del soffitto; è la finitura che proponiamo attorno ai fuochi e al lavello.
  • Spazzolata: leggermente mossa al tatto, la più indulgente con il tempo.

I bordi: retto, bisello, toro e le altre sagome

BordoCom'è fattoPer quale cucina
RettoSpigolo squadrato con un filetto di sicurezza di un millimetroCucine moderne, isole a cascata, piani in Dekton
BiselloSmusso a 45 gradi di pochi millimetri, lucidatoNasconde le piccole scheggiature sui marmi bianchi; stile contemporaneo
Toro e mezzo toroProfilo arrotondato, pieno o a metàCucine classiche e in muratura da interno, come la collezione Francesca
Becco di civettaCurva doppia, concava e convessaCucine di gusto tradizionale e piani spessi
Spacco naturaleBordo lasciato grezzo come in cavaTravertino e pietre materiche, isole scultoree

Un'avvertenza da bottega: sui marmi venati e cristallini, come Calacatta e Statuario, lo spigolo vivo si scheggia più facilmente di un bisello appena accennato, che a occhio sembra comunque retto.

Alzatina o schienale in lastra

L'alzatina è la fascia della stessa lastra, alta in genere fra i 3 e i 10 centimetri, che chiude la fuga fra piano e parete e protegge il muro dagli schizzi, con la vena che continua quella del piano. Lo schienale in lastra è un altro progetto: una lastra intera da 2 centimetri, che sale dal piano fino ai pensili o alla cappa, tagliata attorno alle prese elettriche e alle mensole. Dietro il piano cottura il marmo non teme il calore; dietro il lavello conviene la finitura levigata. Quando la lastra lo permette, lo schienale si taglia a macchia aperta, con due pezzi specchiati, e la cucina trova il suo quadro.

Lavello sottopiano o scolpito, piano cottura a filo

Il lavello sottopiano, in acciaio o in composito, si fissa sotto il piano: il foro viene sagomato a controllo numerico con gli angoli raggiati e il bordo del foro lucidato. Il lavello scolpito è l'opera che più racconta il mestiere: si scava in un blocco della stessa pietra oppure si costruisce con lastre unite a 45 gradi, con il fondo in leggera pendenza verso la piletta e il troppo pieno nascosto. Chiede un mobile preparato per il peso; in cambio vasca e piano diventano una cosa sola. Il piano cottura a filo richiede un ribasso di pochi millimetri lungo il perimetro del foro, eseguito a controllo numerico con la precisione di un intarsio: il vetro dell'induzione si appoggia alla stessa altezza del marmo e la mano scorre senza incontrare gradini. Nel progetto i fori si tengono lontani dai bordi e dalle giunzioni, che vengono studiate nel disegno 3D prima del taglio.

Cura quotidiana del piano in marmo

Tre abitudini bastano: acqua tiepida con sapone neutro e panno morbido, asciugare subito limone, vino, aceto e pomodoro, e rinnovare l'impregnante quando la goccia d'acqua non resta più perlata. Niente anticalcare né spugne abrasive. Un graffio o un alone si tolgono rilevigando e rilucidando sul posto. La guida sulla manutenzione del piano in marmo entra nel dettaglio di macchie e impacchi.

Marmo, Dekton, quarzo o granito: il confronto per il piano

Su resistenza al calore, ai graffi e agli acidi rimandiamo alla guida di confronto fra i materiali; qui guardiamo ciò che conta quando il piano si costruisce.

MaterialeSpessore tipicoBordiPiano cottura a filoRiparazioneIn esterno
Marmo2 o 3 cm, fronte maggiorato a 45°Tutti, anche scolpitiSìSi rileviga e si rilucida sul postoSì, sotto una pergola o in zona riparata, con manutenzione stagionale
Dekton2 cm, fronte incollato a 45°Retto o biselloSìLe scheggiature si stuccanoSì
Quarzo composito2 o 3 cmTutti i profili lucidatiSì, con distanza dal gasPiccoli difetti con resina colorataNo, il sole lo ingiallisce
Granito2 o 3 cmTuttiSìSi rilucidaSì

Il marmo è l'unico dei quattro che si lascia scolpire a tutto tondo; il quarzo resta in casa e lontano dalla fiamma viva.

Quando conviene mescolare i materiali

Spesso la cucina migliore non è tutta in un materiale. L'isola in Calacatta o in Nero Marquina dove ci si siede e si guarda, il piano in Dekton attorno ai fuochi e al lavello dove si lavora, lo schienale ancora in marmo per legare il tutto: le due materie si accostano a filo, nello stesso spessore e con lo stesso bordo, e la mano non sente il passaggio. Conviene quando si cucina molto con acidi e pentole roventi, o quando il piano corre per molti metri e una sola lastra non basterebbe a tenere la vena continua. Sulle cucine componibili Domina, Noè, Era 02 e Volo 01 l'abbinamento fra piano in pietra e ante in Fenix o in rovere è fra quelli che proponiamo più spesso.

Il rilievo e la posa del piano

Il piano si misura quando i mobili sono già montati e livellati: i nostri tecnici rilevano le misure sul posto con la dima, segnando fori, prese e fuori squadra delle pareti, perché nessuna stanza è perfettamente in squadra e il piano deve seguirla. Il disegno 3D fissa la posizione delle giunzioni, il verso della vena e la sagoma dei fori prima del taglio; la posa è della nostra squadra, che sigilla le giunzioni nel colore della pietra e lascia il piano pronto per gli installatori di lavello e piano cottura. Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio; per i progetti fuori regione e all'estero guidiamo il rilievo a distanza, misura per misura.

Per continuare

Il piano è una parte della cucina: la pagina sulle cucine in marmo da interno raccoglie isole, modelli componibili, visioni e lavori realizzati. Per scegliere la pietra leggete le schede del Calacatta, del Bianco Carrara, dello Statuario, del Nero Marquina e del travertino; per il confronto completo fra le superfici la guida marmo, Dekton, quarzo o Fenix e la pagina sul Dekton; per le lavorazioni il glossario del marmo.

Domande frequenti

Domande frequenti

Meglio un piano in marmo da 2 o da 3 centimetri?

Per un piano lineare bastano 2 centimetri; per isole, sbalzi e fori ravvicinati i 3 centimetri danno più solidità. Il fronte alto si ottiene comunque con una fascia incollata a 45 gradi, senza passare a un blocco.

Quale finitura conviene sul piano di lavoro?

Levigata attorno ai fuochi e al lavello, perché nasconde aloni e segni; lucida sull'isola o sul bancone, dove si guarda. Le due finiture possono convivere nello stesso marmo.

Si può incassare il piano cottura a filo nel marmo?

Sì: si esegue un ribasso di pochi millimetri lungo il perimetro del foro, a controllo numerico, e il vetro dell'induzione resta alla stessa altezza del piano. I fori si tengono lontani dai bordi e dalle giunzioni.

Il lavello scolpito nel marmo è pratico da usare?

Sì, se il fondo è in pendenza e l'impregnante viene rinnovato come sul piano. Il calcare si toglie con un detergente per pietra naturale, mai con anticalcare; un'eventuale opacità si rilucida.

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