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Cucine in muratura

Cucina in muratura fai da te: come si costruisce davvero

Michelessi SRL, marmisti ad Aprilia dal 1976, spiega come si costruisce una cucina in muratura fai da te: spallette in mattoni forati o blocchi di calcestruzzo cellulare (gasbeton, siporex) legate con malta o collante, un piano in tavelloni e massetto, poi intonaco e rivestimento in piastrelle o resina, circa due settimane di cantiere umido in un caso documentato. Spiega anche perché non costruisce in muratura ma in blocchi di pietra refrattaria incastrati a secco, con piano in marmo e ante in legno.

Una cucina così, su misura per voi.Preventivo gratuito e senza impegno · sopralluogo gratuito nel Lazio · progetto in 3D · dal 1976

Che cosa serve per costruire una cucina in muratura fai da te

Michelessi SRL, marmisti ad Aprilia dal 1976, fra Roma e Latina, vi spiega come si costruisce una cucina in muratura fai da te: spallette in mattoni forati, tavelle o blocchi di calcestruzzo cellulare (gasbeton, siporex), legate con malta o collante, un piano in tavelloni e massetto, poi intonaco, rasatura e rivestimento in piastrelle o resina. Ve lo spieghiamo passaggio per passaggio con onestà e, alla fine, vi diciamo perché non costruiamo in muratura: niente malta e niente cemento, ma blocchi di pietra refrattaria incastrati a secco.

L'elenco della spesa, per una struttura tradizionale:

  • Blocchi per le spallette: mattoni forati o tavelle in laterizio, blocchi di calcestruzzo cellulare autoclavato (gasbeton, siporex) o, in alternativa, pannelli in cartongesso idrorepellente o multistrato marino su telaio.
  • Legante: malta cementizia per il laterizio, collante specifico in strato sottile per il calcestruzzo cellulare, viti e stucco per il cartongesso.
  • Piano di appoggio: tavelloni con massetto, oppure una soletta in calcestruzzo alleggerito con rete; sopra, il piano di lavoro in pietra, gres o piastrelle.
  • Finiture: intonaco o rasatura, poi piastrelle 10×10, maioliche, cementine, resina o microcemento; fughe epossidiche dove arrivano acqua e vapore.
  • Ante e ferramenta: ante in legno massello o in MDF da verniciare, cerniere, tendine, cestoni, zoccolino.
Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 008 nera con struttura superiore a griglia, barbecue e fornelli

Larès FKC 008, il fuoco sotto la griglia d'aria

La composizione FKC 008 corona il duetto del fuoco con la struttura superiore a griglia: un telaio aereo che incornicia il barbecue a incasso e i fornelli a gas, pronto ad accogliere ganci per gli utensili, luci per la sera, verde rampicante per chi ama addomesticare il metallo. Sotto, i moduli neri con le ante custodiscono i vani, e il piano di lavoro tiene tutto in ordine. È la configurazione che trasforma la cucina in una piccola architettura autonoma, riconoscibile da lontano.

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 009 nera con lavello in acciaio, barbecue a incasso e vano a giorno

Larès FKC 009, acqua e fuoco fianco a fianco

La composizione FKC 009 concentra l'essenziale in poco più di due passi: il modulo del lavello in acciaio con il rubinetto a molla professionale, il barbecue a incasso con la copertura nera, e il vano a giorno che tiene in vista teglie e attrezzi tra i due. Il modulo basso sulla destra aggiunge piano d'appoggio e contenimento, mentre il telaio metallico lega tutto con il suo passo regolare. Acqua e fuoco fianco a fianco: la grammatica minima della cucina, scritta in nero.

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 013 ad angolo con barbecue a legna con cappa, moduli neri e lavello

Larès FKC 013, l'angolo con la torre del fuoco

La composizione FKC 013 è la più scenografica della serie: la linea piega ad angolo e culmina nella torre del barbecue a legna, con la cappa che sale a raccogliere i profumi della brace vera. Lungo i due lati si distendono i moduli neri — i piani di lavoro, i ripiani a giorno, la zona del barbecue a incasso con la sua copertura, il lavello che chiude la sequenza. È una cucina da esterno completa in ogni senso: il fuoco di legna e quello a gas, l'acqua, l'appoggio, l'angolo che organizza lo spazio.

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 022 nera con lavello, barbecue a incasso, vano a giorno e modulo laterale

Larès FKC 022, il tris con il vano a giorno

Nella composizione FKC 022 il piano in acciaio corre continuo sopra tre presenze ben distinte: il lavello con il rubinetto a molla, il barbecue a incasso con la copertura nera, e il vano a giorno che si apre sotto la griglia per tenere a portata di mano teglie e attrezzi del fuoco. Il modulo laterale con le ante completa la linea aggiungendo contenimento e appoggio. Il telaio metallico scandisce il passo con la consueta eleganza tecnica della serie.

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 026 ad angolo con barbecue a legna con cappa, barbecue a incasso e lavello

Larès FKC 026, l'angolo dei due fuochi

La composizione FKC 026 piega la Larès ad angolo e le regala due anime di fuoco: da una parte la torre del barbecue a legna, con la cappa che sale a governare i profumi della brace autentica; dall'altra il barbecue a incasso con la copertura nera, affiancato dal lavello con il rubinetto in acciaio che chiude la linea. In mezzo, i moduli e i ripiani a giorno distendono piani di lavoro e spazi di servizio, tenuti insieme dal telaio metallico che firma la serie.

Cucina da esterno in pietra grezza con barbecue professionale e ampio camino in pietra, bancone con sgabelli, di sera

Il camino grande come una casa

Il camino domina la scena come una piccola torre: la pietra grezza sale a comporre la sua mole generosa, l'arco accoglie il fuoco e la mensola porta gli ornamenti di casa — perché questo angolo di giardino è, a tutti gli effetti, un soggiorno sotto le stelle. Davanti, il bancone in pietra distende il piano scuro con gli sgabelli in ferro pronti per gli ospiti, e il barbecue professionale lavora incassato nella struttura.

Il passo successivo

Avete trovato la vostra cucina?

Scriveteci quale vi somiglia di più: la ridisegniamo sulle vostre misure, nel marmo o nella pietra che preferite, e vi mandiamo progetto e preventivo gratuiti.

Cucina in muratura con gasbeton, siporex, mattoni o cartongesso: le differenze

La differenza fra gasbeton, siporex, mattoni forati e cartongesso sta nel peso, nello spessore finito e nel modo in cui ciascuno reagisce all'acqua. Il laterizio è il più tradizionale e il più pesante; il calcestruzzo cellulare è leggero, per questo le guide lo consigliano in condominio, dove il solaio non va appesantito; il cartongesso è veloce ma non è una vera muratura. Malte, collanti e finiture di tutti e tre soffrono il vapore del lavello e i cicli di caldo del forno.

MaterialeSpessore tipico della spallettaLeganteDa sapere
Mattoni forati o tavelle in laterizio8-10 cm finiti (tavelle da 7 cm: 8-9 cm intonacate)Malta cementiziaPeso sul solaio; i forati trattengono umidità e favoriscono le muffe; il laterizio si dilata assorbendo acqua mentre la malta si ritira
Calcestruzzo cellulare (gasbeton, siporex)Blocchi da 5 a 20 cm; 8-10 cm nella praticaCollante in strato sottileMeno soggetto a muffe dei forati, ma poroso: va intonacato, con un intonaco specifico a base di calce, e protetto dall'umidità; collante, intonaco e rivestimento restano sensibili ad acqua e calore
Cartongesso o multistrato su telaio5-8 cmViti, stucco, collaNon è muratura: è una struttura leggera rivestita; va tenuta lontana dall'acqua e dal carico di un piano pesante
Blocchi di pietra refrattaria a secco (Michelessi)Quotato nel progetto; blocchi tagliati su misura in laboratorioNessuno: incastro meccanicoNessuna malta che si ritiri o si sgretoli; ogni blocco si toglie e si rimette

Il progetto prima dei mattoni: misure, altezze e spazio perso

Il progetto di una cucina in muratura si fa prima di comprare i blocchi: posata la malta, non si torna indietro. Le quote di riferimento sono quelle delle guide per progettisti: piano di lavoro finito a 85-95 cm da terra, vani netti di 60 cm per basi ed elettrodomestici da incasso, almeno 30-40 cm liberi ai lati del piano cottura. Ogni spalletta verticale occupa 8-10 cm: su una parete lunga si perdono almeno 50 cm di capienza. Per questo le guide sconsigliano la muratura nelle cucine piccole. Per le quote complete e i layout lineari, ad angolo, con isola o penisola, leggete la guida alla progettazione della cucina in muratura e la pagina sui layout della cucina in muratura.

Come costruire una cucina in muratura passo passo

Costruire una cucina in muratura passo passo vuol dire seguire un ordine fisso: impianti, spallette, piano, asciugatura, finiture, ante. Un cantiere tradizionale documentato da una rivista di arredamento ha richiesto circa due settimane di lavoro, con giorni di attesa fra una fase e l'altra perché malta, massetto, intonaco e resina devono asciugare.

  1. Tracciamento. Si segnano a terra e a parete spallette, vani e posizione di lavello, fuochi, forno, frigorifero e lavastoviglie, con le misure delle schede dei fabbricanti.
  2. Impianti. Si aprono le tracce per acqua, scarico, gas ed elettricità (circa quattro giorni nel cantiere di riferimento) e si posano tubi e guaine.
  3. Base. Sul pavimento si costruisce lo zoccolo o la prima fila di blocchi, perfettamente in bolla: ogni millimetro di errore qui si ritrova sul piano.
  4. Spallette. Si alzano i muretti in laterizio e malta, o in calcestruzzo cellulare e collante, controllando piombo e squadra, con i vani degli elettrodomestici e le loro griglie di aerazione.
  5. Piano di appoggio. Sulle spallette si posano i tavelloni e si getta il massetto, oppure una soletta alleggerita con rete; si attende l'asciugatura prima di caricarla.
  6. Rasatura. Intonaco e rasatura a gesso o a calce sulle spallette (circa due giorni), con angolari dove serve.
  7. Rivestimento. Piastrelle, maioliche o cementine con fughe epossidiche; oppure resina o microcemento in due o tre mani (circa quattro giorni); poi il piano di lavoro.
  8. Ante e sigillature. Il falegname misura i vani finiti, che hanno sempre qualche fuori squadra, e realizza ante e cassetti su misura; si sigillano i giunti fra piano, muro, lavello e piano cottura.
  9. Elettrodomestici e collaudo. Si incassano forno, lavastoviglie e frigorifero, si collegano gli impianti e si verifica che l'aria circoli nei vani chiusi.

Impianti, tracce e ventilazione degli elettrodomestici

In una cucina in muratura gli impianti restano murati: vanno progettati con margine e resi ispezionabili. Non serve un vespaio dietro gli elettrodomestici, ma servono le griglie e le distanze indicate dal fabbricante: un forno o un frigorifero chiuso in un vano senza aria si surriscalda, consuma di più e produce condensa. Sotto il lavello, schizzi, infiltrazioni dalle fughe e poca ventilazione sono il terreno delle muffe. Prevedete zoccoli e pannelli rimovibili davanti a sifoni e raccordi: una piccola perdita dietro una base chiusa rovina supporto e pavimento prima di farsi vedere.

Il rivestimento: piastrelle, maioliche, resina o microcemento

Il rivestimento di una cucina in muratura è ciò che la protegge dall'acqua e dal vapore, ed è anche uno dei suoi punti più sensibili. Piastrelle 10×10, maioliche e cementine sono la scelta tradizionale: belle, ma piene di fughe, che accumulano sporco, ingialliscono e vicino al lavello e ai fuochi vanno fatte in epossidico. Resina e microcemento eliminano le fughe, ma sono finiture rigide stese su una struttura che si muove con il calore e l'umidità: su un supporto che flette possono fessurarsi, e il cemento a vista va impermeabilizzato di nuovo ogni due o tre anni. Un piano in pietra, invece, è un elemento unico con poche fughe: nella pagina sui marmi trovate i materiali adatti alla cucina.

Cucina in muratura con mobili Ikea o con basi di grande distribuzione

La cucina in muratura con mobili Ikea è un ibrido: spallette in muratura, o in finta muratura, che fanno da contenitore, e dentro basi, cassetti e cestoni componibili di grande distribuzione. Funziona a una condizione: che i vani siano costruiti sulle misure esatte dei moduli, senza margini di errore, perché una spalletta fuori squadra non lascia aprire un cassetto. Molte «cucine in muratura» dei grandi marchi sono in realtà mobili in multistrato o cartongesso rivestiti, e alcuni produttori le dichiarano apertamente «finta muratura»: ne parliamo nella pagina sulla cucina in finta muratura.

Quanto tempo ci vuole e gli errori più comuni del fai da te

In un cantiere tradizionale documentato sono servite circa due settimane, con la casa senza cucina e piena di polvere. Gli errori più comuni, ricavati dalle guide di settore:

  • comprare gli elettrodomestici dopo aver costruito i vani: un forno da incasso ha misure proprie e non si adatta;
  • spallette troppo sottili o fuori piombo, non dimensionate per il peso di un piano in pietra;
  • impianti murati senza pannelli ispezionabili e vani chiusi senza griglie di aerazione;
  • caricare il massetto o rivestire l'intonaco prima che siano asciutti: il ritiro continua sotto la finitura e può aprire crepe;
  • usare cemento a presa rapida o ad alta resistenza vicino a forno e barbecue, perché non lascia dilatare i materiali;
  • dimenticare il peso: muretti, massetto, piastrelle e piano gravano sul solaio, e in condominio va verificato.

Per capire da che cosa dipende il costo di una cucina in muratura, fatta da voi o da un artigiano, leggete la pagina quanto costa una cucina in muratura.

Che cosa succede a una cucina in muratura dopo cinque anni

Dopo qualche anno una cucina in muratura tradizionale può mostrare i segni di tre cause, le stesse che pesano su ogni cantiere fai da te:

  • Calore: malta, massetto e intonaco si ritirano asciugando per anni e, vicino al forno, i materiali si dilatano in misura diversa a ogni cottura; incollati rigidamente, si spaccano a vicenda.
  • Acqua: le infiltrazioni dalle fughe gonfiano l'intonaco, staccano il rivestimento e nei vani chiusi portano condensa e muffa.
  • Gelo: all'aperto l'acqua nei pori gela e allarga la crepa a ogni ciclo.

Le cifre, le fonti e il confronto completo con la pietra refrattaria sono nella pagina muratura o pietra refrattaria.

Perché Michelessi non costruisce in muratura

Michelessi non costruisce cucine in muratura perché malta, cemento e intonaco sono i materiali che il calore e l'umidità consumano, e perché una cucina murata si modifica e si ripara con difficoltà, spesso demolendo. Quella che chiamate cucina in muratura, noi la costruiamo in pietra refrattaria: blocchi tagliati nel nostro laboratorio di Aprilia e incastrati a secco, senza malta e senza cemento, con il piano in marmo o in pietra e le ante in legno. L'aspetto è lo stesso: spallette, nicchie, forno in vista, piano massiccio; cambia ciò che sta sotto. La pietra refrattaria nasce per il calore: i produttori dichiarano una tenuta oltre i 1.000 °C; i refrattari alluminosilicati da forno arrivano a 1.100-1.200 °C. In una cucina di casa non si arriva a quelle temperature, ma è il margine che conta. Nell'incastro a secco non c'è malta che si ritiri o si sgretoli, né massetto o intonaco in cui l'acqua resti intrappolata; e un blocco posato a secco si può sfilare e rimettere.

Sul tema di questa pagina, il fai da te, la differenza si vede in tre righe:

Che cosa contaMuratura (laterizio o gasbeton, malta, intonaco)Finta muratura (pannelli rivestiti)Pietra refrattaria a secco (Michelessi)
CantiereUmido e polveroso: circa due settimane in un caso documentatoMontaggio a secco, senza lavorazioni umidePosa a secco con la nostra squadra, senza malta in casa
AsciugaturaMalta, massetto, intonaco e resina devono asciugare fra una fase e l'altraPoca o nessuna: montaggio a seccoNessuna: la posa non porta acqua in casa
Riparazioni e modificheSpesso si demolisceSi smontaSi sfila il blocco e si rimette

La tabella completa, con calore, acqua, durata e fonti, è nella pagina muratura o pietra refrattaria.

Come costruiamo noi senza muratura: blocchi di pietra refrattaria a secco

Noi partiamo da un sopralluogo e da un progetto 3D gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio, tagliamo blocchi e piano nel laboratorio di Aprilia e li posiamo a secco con la nostra squadra: i blocchi si incastrano come nei muretti a secco, arte che l'UNESCO ha iscritto nel 2018 nel patrimonio culturale immateriale (è la tecnica dei muretti a secco a essere tutelata, non le cucine). Niente malta, niente massetto, niente giorni di asciugatura; il piano è in marmo, travertino, granito o pietra sinterizzata, le ante in legno massello o laccato, con le cerniere e le finiture della pagina ante, cerniere e finiture. I cinque passaggi, dal sopralluogo alla posa, sono spiegati per esteso nella pagina cucine in muratura. Posiamo con la nostra squadra in tutta Italia e seguiamo progetti anche all'estero.

Per l'interno, la nostra cucina da interno Francesca segue la stessa logica: struttura in blocchi di pietra refrattaria, piano in marmo, ante in legno. Per l'esterno, barbecue e forni a legna hanno la struttura in blocchi di pietra refrattaria, con l'acciaio per griglie, lavello e parti tecniche; nel forno la cupola e l'arco sono in mattoni refrattari, montati secondo le prescrizioni del produttore dei refrattari, e tutta la struttura intorno è a secco. Lo spieghiamo nella pagina della cucina in muratura da esterno e, per i due casi più cercati, nelle pagine sul barbecue in muratura e sul forno in muratura a legna; anche per loro la prima accensione va fatta lenta. Le altre domande su fai da te, materiali e permessi sono nella pagina domande e risposte sulle cucine in muratura; il reparto parte dalla pagina cucine in muratura.

Il preventivo è gratuito: chiedetelo qui.

Come si costruisce una cucina in muratura tradizionale, passo passo (e come costruisce Michelessi, senza muratura)

  1. Progetto e misure
    Disegnate la cucina in pianta con il piano a 85-95 cm da terra, vani da 60 cm e spallette da 8-10 cm; scegliete subito gli elettrodomestici da incasso, perché i vani si costruiscono sulle loro misure.
  2. Tracciamento e impianti
    Segnate spallette e vani a terra e a parete; aprite le tracce per acqua, scarico, gas ed elettricità e posate tubi e guaine prima di chiudere qualsiasi cosa.
  3. Base in bolla
    Costruite lo zoccolo o la prima fila di blocchi perfettamente in bolla e in squadra: ogni errore alla base si ritrova sul piano.
  4. Spallette
    Alzate i muretti in laterizio e malta oppure in calcestruzzo cellulare e collante, a piombo, lasciando i vani degli elettrodomestici con le griglie di aerazione richieste dal fabbricante.
  5. Piano di appoggio
    Posate i tavelloni sulle spallette e gettate il massetto, o una soletta alleggerita con rete; lasciate asciugare prima di caricare.
  6. Intonaco e rasatura
    Intonacate e rasate le spallette (a calce sul calcestruzzo cellulare), con angolari dove serve; attendete l'asciugatura completa.
  7. Rivestimento
    Posate piastrelle, maioliche o cementine con fughe epossidiche, oppure resina o microcemento in due o tre mani; poi il piano di lavoro.
  8. Ante, sigillature, elettrodomestici
    Fate misurare i vani finiti al falegname per ante e cassetti su misura; sigillate i giunti esposti all'acqua; incassate e collegate gli elettrodomestici, con pannelli ispezionabili davanti ai raccordi.
  9. Come costruisce Michelessi, senza muratura: blocchi di pietra refrattaria a secco
    Sopralluogo e progetto 3D; blocchi e piano tagliati nel laboratorio di Aprilia; posa a secco con la squadra propria, senza malta, senza cemento e senza giorni di asciugatura; piano in marmo o pietra; ante in legno. Ogni blocco si sfila e si rimette.

Domande frequenti

Domande frequenti

Si può costruire una cucina in muratura da soli?

Sì, ma con cautela: le guide indicano la muratura in laterizio con malta come la più difficile da realizzare da soli, mentre i blocchi di calcestruzzo cellulare, leggeri e uniti con un sottile strato di collante, sono più semplici da posare. Ciò che non si improvvisa è il lavoro su gas, elettricità e scarichi, e il taglio del piano in pietra, che va affidato a un marmista.

Quanto tempo ci vuole per costruire una cucina in muratura?

Un cantiere tradizionale documentato da una rivista di arredamento ha richiesto circa due settimane: quattro giorni per tracce e impianti, due per la rasatura, quattro per la resina, più le attese di asciugatura di malta e massetto. Una struttura in blocchi di pietra refrattaria posati a secco non ha giorni di asciugatura: la posa non porta acqua in casa.

Cucina in muratura con gasbeton o con mattoni forati: quale scegliere?

Il calcestruzzo cellulare (gasbeton, siporex) è leggero ed è meno soggetto a muffe dei forati, ma poroso: va intonacato e protetto dall'umidità. Per la leggerezza viene consigliato in condominio, dove il solaio non va appesantito; il laterizio è più pesante. Entrambi vogliono malta o collante, intonaco e rivestimento, e queste finiture soffrono i cicli di caldo del forno.

Che spessore devono avere le spallette di una cucina in muratura?

Le guide per progettisti indicano blocchi di calcestruzzo cellulare da 5 a 20 cm; nella pratica le spallette finite misurano 8-10 cm, e le tavelle da 7 cm arrivano a 8-9 cm intonacate. Un piano in pietra è pesante: spessore e solidità delle spallette vanno dimensionati prima di murare. Ogni spalletta sottrae capienza: su una parete lunga si perdono almeno 50 cm. Nei blocchi di pietra refrattaria di Michelessi lo spessore è quotato nel progetto.

Serve il vespaio dietro gli elettrodomestici di una cucina in muratura?

No: dietro e sotto forno, frigorifero e lavastoviglie non si costruisce un vespaio, ma servono le griglie di aerazione e le distanze indicate nella scheda del fabbricante. Un vano chiuso senza aria fa surriscaldare l'apparecchio, aumenta i consumi e produce condensa. Il foro di aerazione non va mai chiuso per ragioni estetiche.

Si può fare una cucina in muratura in cartongesso?

Sì, con pannelli idrorepellenti su telaio o in multistrato marino, poi rivestiti a finto muro: è veloce e leggera, ma non è una muratura e va tenuta lontana dall'acqua e dal carico di un piano pesante. È in sostanza una finta muratura. Le tre soluzioni si distinguono così: la muratura vera è fatta di laterizio o blocchi legati da malta; la finta muratura è una struttura leggera in pannelli rivestiti; la nostra pietra refrattaria è fatta di blocchi incastrati a secco, senza malta.

Si può fare una cucina in muratura con i mobili Ikea?

Sì: è un ibrido molto cercato, con spallette che fanno da contenitore e basi, cassetti e cestoni componibili inseriti nei vani. Funziona solo se i vani sono costruiti sulle misure esatte dei moduli, senza margini di errore, perché una spalletta fuori squadra impedisce ai cassetti di aprirsi. Lo stesso vale per le ante acquistate a parte.

Meglio piastrelle, resina o microcemento per rivestire una cucina in muratura?

Le piastrelle e le maioliche sono tradizionali ma piene di fughe, da fare in epossidico vicino ad acqua e fuochi; resina e microcemento tolgono le fughe ma sono finiture rigide su un supporto che si muove, quindi possono fessurarsi, e il cemento a vista va impermeabilizzato ogni due o tre anni. Un piano in pietra tagliato su misura ha poche fughe e non è una finitura stesa su un supporto.

Perché la cucina in muratura si crepa?

Non sempre, ma i punti deboli sono noti: malta, massetto e intonaco si ritirano asciugando per anni e, trattenuti dal muro e dalle piastrelle, possono strapparsi; vicino al forno i materiali si dilatano in misura diversa a ogni cottura e, incollati, possono spaccarsi a vicenda. Nei focolari e nei barbecue, sopra i 300-400 °C, la malta cementizia comune si sgretola. L'acqua entrata dalle fughe gonfia l'intonaco e stacca il rivestimento.

Una cucina in muratura si può smontare o modificare?

Quella tradizionale, di norma, no: si smontano ante, cassetti ed elettrodomestici; spallette e rivestimenti possono richiedere una demolizione. Per questo le guide consigliano pannelli e zoccoli rimovibili davanti agli impianti. Una struttura in blocchi di pietra refrattaria incastrati a secco si apre e si richiude: un blocco si sfila e si rimette senza demolire.

Che cosa cambia fra una cucina in muratura e una in pietra refrattaria a secco?

L'aspetto è lo stesso: spallette, nicchie, piano massiccio e ante in legno. Cambia la struttura: la muratura è laterizio o gasbeton legati da malta e rivestiti; la nostra è fatta di blocchi di pietra refrattaria tagliati ad Aprilia e incastrati senza malta né cemento, con piano in marmo. Senza malta non c'è un legante che si ritiri o si sgretoli col calore, e ogni blocco si sostituisce da solo.

Michelessi fa il sopralluogo anche a chi voleva costruire la cucina da solo?

Sì. Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti a Roma, a Latina e in tutto il Lazio: misuriamo la stanza, verifichiamo impianti ed elettrodomestici e prepariamo il progetto 3D della cucina in blocchi di pietra refrattaria. Se avete già un disegno o una lista di elettrodomestici, partiamo da quelli. Posiamo con la nostra squadra in tutta Italia e seguiamo progetti anche all'estero.

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