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Cucine da esterno

Cucina da esterno sotto portico, pergola o tettoia: come si fa

Una cucina da esterno sotto portico, pergola o tettoia si progetta attorno a tre cose: una cappa con canna fumaria propria per ogni fuoco, che superi la copertura; la distanza del fuoco dal legno, fissata dai costruttori e dal regolamento locale; e le pietre giuste: granito e quarzite attorno alla griglia, marmo o travertino sul bancone, che al riparo durano di più. Poi la luce e il pavimento in pietra.

Cucina da esterno sotto portico, pergola o tettoia: che cosa cambia

Una cucina da esterno sotto portico, sotto una tettoia o sotto una pergola si usa più a lungo di una cucina in pieno sole: si cucina anche con la pioggia di primavera, ante ed elettrodomestici durano di più e la pietra invecchia con calma. In cambio il tetto porta tre questioni che a cielo aperto non esistono: il fumo, che non può più salire libero; il legno della copertura, vicino al fuoco; la luce, che sotto una trave non basta mai. Una cucina esterna coperta si progetta su questi tre punti.

Nelle nostre cucine da esterno in marmo e pietra la parte del fuoco è in pietra refrattaria e i piani sono in granito, quarzite, pietra sinterizzata oppure, al riparo, in marmo e travertino. Questa pagina mette in fila le scelte, dalla cappa al pavimento.

I fumi sotto una copertura: cappa e canna fumaria propria

All'aperto il fumo ha contro solo il vento; sotto un tetto ha anche il soffitto. Senza una cappa, la brace sotto un pergolato o un portico annerisce le travi e disturba la tavola. Per questo ogni fuoco a legna o a carbone ha la sua cappa e la sua canna fumaria: la cappa raccoglie il fumo sopra la griglia, la canna lo porta oltre la copertura, lo sbocco sta sopra l'altezza delle persone, con il cappello che ripara dalla pioggia.

«Propria» vuol dire una per ogni fuoco: forno a legna e barbecue hanno tiraggi diversi e, uniti nello stesso condotto, si disturbano, come spieghiamo nella pagina sulla cucina da esterno con forno a legna. Sotto una copertura la canna è più lunga: se il percorso ha curve o corre lungo la parete del portico fino oltre la gronda, si valuta un motore di aspirazione. Il barbecue a gas incassato fa meno fumo ma vuole anche lui la cappa, oltre allo spazio d'aria sopra la griglia e al vano ventilato per la bombola che prescrive il costruttore. Nel progetto in 3D fissiamo dove la canna sale, dove attraversa la copertura e dove sbocca, lontano dalle finestre vostre e dei vicini.

Cappa nera sul barbecue a legna di una cucina da esterno in pietra grigia, penisola e sportelli in legno sotto il pergolato
La cappa raccoglie il fumo sopra la griglia e lo porta oltre i listelli: senza, le travi anneriscono

Cucina da esterno con pergola di legno: la distanza del fuoco

Una cucina da esterno con pergola di legno è la più bella da vivere e la più delicata da progettare, perché il legno sta sopra il fuoco. Non esiste una misura unica valida per ogni pergola: la distanza fra canna fumaria e travi la dichiara il costruttore del condotto, quella fra griglia e copertura la dà il libretto del barbecue, e il regolamento del Comune o del condominio può aggiungere le sue. Noi applichiamo la più prudente delle tre.

I principi, invece, non cambiano. Il tratto di canna che passa fra le travi o attraverso la copertura è a doppia parete isolata e il legno non lo tocca mai: fra tubo e trave resta la distanza dichiarata dal costruttore, con un passaggio in materiale incombustibile. Sopra il fuoco non stanno teli, cannicci, tende né rampicanti: la pergola resta aperta sopra la griglia, oppure si copre con lamelle o con un tetto che non brucia. Attorno alla griglia solo pietra o acciaio; le ante in legno lontane dalla brace; la legna nel suo vano sotto il piano, non appesa alle travi. La soluzione più semplice: il blocco del fuoco al margine della pergola, con la canna che sale fuori dalla copertura, e sotto le travi il piano di lavoro, il lavello e il bancone.

Camino in pietra con la canna oltre la pergola di legno, barbecue a gas e frigorifero nella cucina da esterno, di sera
La canna del camino sale fuori dalle travi: il fuoco al margine della pergola, il legno a distanza

Pergola bioclimatica, portico, tettoia o veranda: che cosa cambia per la cucina

Ogni copertura si comporta in modo diverso. La pergola bioclimatica, con le lamelle in alluminio orientabili, è un tetto a lamelle chiuse e un cielo aperto a lamelle inclinate: si cucina a lamelle aperte, il fumo esce ma non viene catturato, quindi la cappa resta. Il portico è parte della casa, con una parete alle spalle, porte e finestre e un soffitto vero: la canna sale lungo la parete oltre la gronda e la parete dietro il fuoco si veste di pietra. La tettoia, su pilastri, con tegole o lamiera, è una copertura fissa: la canna la attraversa con il tratto isolato e il cappello, oppure il fuoco va al bordo e la canna sale all'aperto. La veranda chiusa si ragiona come un camino di casa, con il gas soggetto alle regole degli impianti domestici.

CoperturaFumo e cappaFuoco e materialiPietre che consigliamo
Pergola di legnoCappa con canna a doppia parete isolata oltre le traviNulla che bruci sopra la griglia; distanze dei costruttoriGranito o quarzite attorno al fuoco; marmo e travertino sul bancone
Pergola bioclimaticaLamelle aperte quando si cucina; la cappa restaGriglia alla distanza dalle lamelle indicata dal costruttoreGranito, quarzite, pietra sinterizzata
PorticoCanna lungo la parete, oltre la gronda, lontano da porte e finestreParete in pietra dietro il fuoco; aria che giraAnche marmo e travertino sui piani d'appoggio
TettoiaCanna che attraversa il tetto con tratto isolato e cappelloTravi lontane da canna e bocca; pavimento in pietra o gresGranito, quarzite, sinterizzata; marmo sui fianchi
Veranda chiusaCome un camino: canna dal tetto, se serve con motoreIncombustibili attorno al fuoco; gas con le regole domesticheGranito o pietra sinterizzata sul piano di lavoro
Tettoia in lamiera con torrino di sfiato sulla cucina con piano in granito, camino in pietra a parte e pavimento in lastre
Sotto la tettoia il piano in granito e il torrino che lascia uscire il calore; il camino sta fuori, all'aperto

Cucina esterna coperta: le pietre che stanno meglio al riparo

Una cucina esterna coperta allarga la scelta delle pietre. In pieno sole consigliamo granito, quarzite e pietra sinterizzata; sotto il portico o la pergola tornano possibili il marmo e il travertino, che ringraziano una copertura: al riparo dalla pioggia la finitura dura di più e la pietra invecchia più lentamente. Il marmo si lavora levigato o spazzolato, mai lucido, con il trattamento idrorepellente rinnovato ogni stagione; restano i suoi limiti, che il tetto non cancella: resistenza al calore moderata e sensibilità agli acidi, quindi limone, vino e aceto si asciugano subito. Lo mettiamo su fianchi, bancone e piani d'appoggio; a ridosso della griglia preferiamo il granito. Il travertino compatto, stuccato e trattato, è la pietra dei pergolati di campagna: ne parliamo nella cucina da esterno in travertino.

Granito e quarzite restano i piani del fuoco anche al coperto, e all'ombra il granito nero perde il suo unico difetto estivo, scottare al sole. La pietra sinterizzata, Dekton o Laminam, non assorbe e si lavora sottile: è la scelta per il terrazzo coperto, dove il peso conta. Il quarzo composito, invece, non lo proponiamo all'aperto nemmeno sotto il tetto: la resina teme il calore della griglia e la luce del sole, che sotto una pergola arriva comunque.

Luce, pavimento e impianti della cucina esterna sotto tettoia

Sotto una copertura la luce del giorno arriva di taglio e la sera manca del tutto: una cucina esterna sotto tettoia si illumina come una cucina di casa, con tre luci. La luce di lavoro cade sul piano, dalla cappa o da una fascia sotto la trave; la luce della tavola è calda e più bassa; la luce d'atmosfera disegna la pietra dei fianchi e il legno delle travi. Gli apparecchi sono da esterno, con un grado di protezione adatto all'umidità, e i cavi passano prima della pietra, con le prese per frigorifero e cappa.

Il pavimento davanti al fuoco è in pietra o in gres, così una brace caduta non lascia segni, con una finitura che non scivola: spazzolata o bocciardata se è travertino, fiammata se è granito. Anche al coperto si posa con una leggera pendenza, perché il pavimento di una cucina si lava; sotto il portico spesso continua la pietra della casa. Prima della pietra arrivano acqua, scarico, gas e corrente: sotto un portico gli allacci sono corti, ma si disegnano prima, perché dopo la posa non si spostano.

Quanto costa e come la costruisce Michelessi

Il prezzo di una cucina da esterno coperta dipende dalla lunghezza e dalla composizione, dalla pietra dei piani, dai fuochi (barbecue a legna in pietra refrattaria, modulo a gas incassato, forno), dalla cappa con la canna isolata e il passaggio della copertura, dagli impianti, dalla luce, dal pavimento e dalla posa. Le voci sono spiegate nella guida quanto costa una cucina da esterno; le cifre le dà solo il preventivo gratuito, con il progetto in 3D.

Lavoriamo la pietra ad Aprilia, sulla Via Pontina fra Roma e Latina, dal 1976. Il sopralluogo, gratuito a Roma, a Latina e in tutto il Lazio, sotto una copertura guarda l'altezza delle travi, il materiale del tetto, il vento, le finestre vostre e dei vicini e dove può salire la canna; nel resto d'Italia vi guidiamo nel rilievo a distanza o concordiamo il sopralluogo, e consegna e posa arrivano con la nostra squadra. L'ufficio tecnico disegna la cucina in 3D con cappa, canna e luci al loro posto; le lastre si scelgono una per una ad Aprilia; il taglio è a controllo numerico, la finitura a mano; la parte del fuoco nasce in pietra refrattaria. Una struttura fissa con forno e canna fumaria può richiedere una comunicazione al Comune, e la copertura ha regole edilizie sue, da chiarire con il vostro tecnico: la guida su permessi, distanze e vicini mette in fila le domande. I tempi si definiscono con il preventivo. Serviamo tutta Italia e l'estero.

Per continuare

Se la cucina coperta avrà il barbecue a legna, leggete la cucina da esterno con barbecue in pietra; se nascerà su un attico con pergola, la cucina da esterno sul terrazzo; se la volete costruita sul posto e fatta per restare, la cucina da esterno fissa in pietra.

Preventivo gratuito

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Raccontateci lo spazio e l'idea: le misure, anche prese a mano, qualche fotografia, il materiale che vi piace. Vi rispondiamo dal laboratorio di Aprilia con un progetto in 3D e un preventivo, gratuiti e senza impegno.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Si può mettere la cucina da esterno sotto un portico chiuso su tre lati?

Sì, se il fumo ha una strada sua: cappa sopra ogni fuoco e canna fumaria che sale lungo la parete o attraversa il tetto e sbocca oltre la gronda, lontano da porte e finestre. Attorno al fuoco servono pietra e materiali che non bruciano, e l'aria deve poter entrare dal lato aperto. Più il portico è chiuso, più si ragiona come per un camino di casa: lo valutiamo caso per caso al sopralluogo.

Sotto una pergola di legno, a che distanza va tenuto il fuoco?

Non c'è una misura unica: la distanza fra canna fumaria e travi la dichiara il costruttore del condotto, quella fra griglia e copertura il libretto del barbecue; Comune e condominio possono aggiungerne altre. Noi applichiamo la più prudente, con un tratto di canna a doppia parete isolata che il legno non tocca mai e niente teli o cannicci sopra il fuoco. Spesso il fuoco va al margine della pergola, con la canna fuori dalla copertura.

Si può cucinare con il barbecue sotto una pergola bioclimatica?

Sì, con le lamelle aperte e con la cappa sopra la griglia. Le lamelle inclinate lasciano uscire calore e fumo, ma non li raccolgono: senza cappa il fumo si spande sotto la struttura e sporca l'alluminio. A lamelle chiuse la pergola è un tetto e non ci si cucina. La griglia si tiene alla distanza dalle lamelle indicata dal costruttore della pergola e, se possibile, verso il bordo aperto.

Il fumo del barbecue sotto il portico entra in casa?

Entra se la canna sbocca sotto la gronda o vicino a una finestra; non entra se sale oltre il tetto e il fuoco ha le spalle al vento dominante. Nel progetto in 3D mettiamo la zona del fuoco lontano da porte e finestre, vostre e dei vicini, con lo sbocco sopra l'altezza delle persone; se il percorso della canna è lungo, aggiungiamo un motore di aspirazione. Legna secca e brace ben avviata fanno il resto.

Sotto il portico la cucina da esterno può avere il piano in marmo?

Sì sui piani d'appoggio, sul bancone e sui fianchi, non a ridosso della griglia, dove preferiamo il granito. Al riparo dalla pioggia il marmo invecchia più lentamente e la finitura dura di più; si lavora levigato o spazzolato, mai lucido, con il trattamento idrorepellente rinnovato ogni stagione. Restano i suoi limiti: calore moderato e acidi, quindi limone, vino e aceto si asciugano subito.

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