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Dal 1976 — Cucine in legno

Cucina da esterno in legno: quali legni reggono all'aperto

PIETRA · ACCIAIO · SU MISURA

In breve

Terrazza con cucina da esterno in pietra e legno scuro, forno per pizza e tavolo da pranzo con sedute
Terrazza d'autore, la cucina che abita il legno — fotografia di un lavoro Michelessi.

La cucina da esterno — visione Michelessi

Dal blocco,
il fuoco

01 Un blocco grezzo di Calacatta Oro sulla terrazza a picco sul mare, sotto la lampada d’ottone, nell’ora in cui il cielo passa dall’arancio al blu. Mazzuolo e scalpelli sono a terra: la cucina è ancora tutta dentro la pietra.

02 Due marmisti, in piedi accanto al blocco, lo lavorano a colpi di mazzuolo e scalpello. Le facce si squadrano, le schegge saltano, la polvere bianca vola nel vento del mare; poi vengono la forma lunga dell’isola, i fianchi, i vani dei frontali, il canale del fuoco e il lavello, scavati piano piano. Infine la pietra si leviga e le vene d’oro vengono fuori.

03 Si lucida il piano, si posa il lavello, si monta il rubinetto d’ottone, si accende il fuoco nel canale. I marmisti se ne vanno e la cucina resta lì, accesa sul mare, con un velo di polvere sul pavimento.

Scorrete — la scena vi segue

Cucina da esterno in legno: si può fare, e con quali legni

Una cucina da esterno in legno, o cucina in legno da esterno, è una cucina per il giardino, il terrazzo o il bordo piscina con ante, cassetti e frontali in un legno che regge pioggia, sole e sbalzi di umidità, montata su una struttura in pietra, in acciaio o in legno trattato. Si può fare, a una condizione: scegliere il legno giusto. Per la norma europea EN 350 sono molto durevoli o durevoli il teak (classe 1), l'iroko (classe 1-2) e il castagno (classe 2); il rovere sta in classe 2 secondo alcune fonti e fino a 4 secondo altre; i legni modificati in fabbrica, il termotrattato e l'acetilato, dichiarano classe 2 e classe 1. Abete, frassino e ciliegio naturali all'aperto non vanno.

Chi la costruisce: Michelessi SRL, marmisti ad Aprilia dal 1976, con posa in tutta Italia. Le cucine da esterno le progettiamo e le costruiamo su misura: struttura in blocchi di pietra refrattaria incastrati a secco, piano in pietra, ante in legno per esterni. Siamo ad Aprilia, sulla Pontina, fra Roma e Latina; le posiamo con la nostra squadra in tutta Italia e seguiamo progetti anche all'estero.

Questa pagina fa parte del reparto cucine in legno su misura e guarda il legno all'aperto; le altre cucine da esterno (pietra, marmo, acciaio) sono nella pagina cucine da esterno.

Terrazza con cucina da esterno in pietra e legno scuro, forno per pizza e tavolo da pranzo con sedute

Terrazza d'autore, la cucina che abita il legno

Un pavimento di doghe scure si distende come un palcoscenico, e la macchina da presa lo attraversa piano: da una parte il tavolo apparecchiato con le sedute leggere, dall'altra la cucina da esterno che corre lungo il muretto fiorito, con le ante in legno scuro e il piano di lavoro chiaro. Sopra, la cupola del forno si staglia contro la facciata dell'edificio, promessa di serate lunghe e profumate.

Cucina da esterno con barbecue a legna acceso, lavello, basi nere e piano di lavoro rivestito in legno laccato

Il fuoco nero, il legno che lo veste

La fiamma arde nella sua cornice nera e illumina la parete rivestita in legno laccato, che risponde con riflessi d'ambra: è un dialogo tra il buio e il caldo, orchestrato con eleganza quasi da interno. Le basi nere corrono sotto il piano portando il lavello e gli spazi di lavoro, le mensole ordinano stoviglie e oggetti sulla parete di legno, e le travi scure della copertura chiudono la scena verso l'alto. Il barbecue a legna, protagonista, promette cotture profumate e serate lunghe.

Cucina da esterno con elettrodomestici da incasso, pianale in granito chiaro e struttura in legno trattato, a U

La grande U di teak e granito nel bosco

La U si distende generosa sulla pavimentazione in pietra blu e il bosco la avvolge da ogni lato: la struttura in legno trattato, dalle ante calde e ordinate, regge il pianale in granito chiaro che corre lungo i tre lati portando il barbecue con la sua cappa in acciaio, il lavello, gli elettrodomestici da incasso e il bancone dove le sedute alte aspettano compagnia. Le piantine sui piani aggiungono il loro verde domestico al verde grande degli alberi.

Cucina da esterno moderna a U con piani in marmo chiaro, basi in legno, frigorifero e barbecue da incasso

La grande U con i piani in marmo

La U si apre generosa nel bosco e organizza una vera piazza del gusto: i grandi piani in marmo chiaro corrono sui tre lati, luminosi contro il verde profondo degli alberi, e le basi in legno dalle ante classiche scandiscono il perimetro con calore ordinato. Il barbecue da incasso lavora sotto la sua cappa in acciaio, il frigorifero presidia la base, e gli ombrelloni bianchi aprono le loro corolle sopra la scena, pronti a ombreggiare pranzi lunghi. La casa con le grandi vetrate osserva da dietro.

Cucina da esterno effetto pietra con pentole in rame appese a parete in doghe di legno, tavolo con candele e fiori

Rame, candele e pietra refrattaria: la cena è servita

Le candele accese in primo piano, i fiori arancio nel vaso, i calici pronti: la tavola è apparecchiata e la macchina da presa alza lo sguardo verso la protagonista. Contro la parete in doghe di legno scuro, la cucina effetto pietra distende i suoi volumi chiari; sopra di lei, le pentole in rame appese in fila catturano la luce delle fiamme come piccoli soli. Le piante aromatiche nei vasi a parete, il barbecue in acciaio incassato nel piano, il calore diffuso della sera: ogni dettaglio costruisce un'atmosfera che sta tra il rifugio alpino e la terrazza metropolitana.

Grande barbecue moderno a legna con doppia griglia, cappa metallica nera, pareti in pietra e vano portalegna

A legna, sotto la grande cappa nera

Il fuoco vive già dentro la bocca del barbecue: la brace arde sotto la doppia griglia, pronta a ricevere la carne, mentre la grande cappa metallica nera scende dal soffitto come un sipario tecnico e raccoglie i profumi del legno. Ai lati, le pareti in pietra a corsi irregolari incorniciano la scena con la loro ruvidezza antica; sotto, i vani a giorno custodiscono i ciocchi accatastati con ordine, accanto ai cassetti dalla linea contemporanea e al lavello annesso.

Cucina da esterno in marmo e marmo a mattoncini con lavello, barbecue, frigorifero e tettoia in legno

Sotto la tettoia, il marmo guarda le colline

La tettoia in legno scuro incornicia il paesaggio come uno schermo panoramico: oltre il bancone, le colline sfumano nella luce del tramonto e la serata comincia. Sotto questo cielo costruito, la cucina lavora con eleganza: i piani in marmo, il rivestimento in marmo a mattoncini che dà ritmo alle superfici verticali, il lavello, il barbecue e il frigorifero incassati al loro posto. Il grande schermo sul fianco accompagna le serate, il ventilatore muove l'aria, e il tavolo apparecchiato al centro attende gli ospiti con i calici pronti.

Cucina da esterno completa con lavello, barbecue a legna in pietra, tavolo da bar con sgabelli e pergola in legno

Il padiglione del fuoco, pietra e pergola

È un piccolo padiglione dedicato al fuoco: la pergola in legno dalle travi decise copre lo spazio, la parete in pietra a corsi irregolari accoglie il barbecue a legna con la sua bocca pronta, e davanti il tavolo da bar con gli sgabelli alti invita a sedersi dove tutto accade. Le lanterne appese, le mensole nella pietra e il lavello di servizio completano la dotazione, mentre il prato intorno respira nella luce del tramonto.

Cucina da esterno completa con barbecue a gas, girarrosto, fornello, lavello e sportelli in legno laccato

Girarrosto e pietra refrattaria sotto il verde

La grande cappa nera scende sul barbecue e sul suo girarrosto, pronta a raccogliere i profumi delle cotture lente; accanto, il fornello e il barbecue a gas aggiungono i loro fuochi rapidi, mentre il lavello tondo scavato nel piano nero attende il servizio. La struttura in pietra refrattaria dalle superfici vive regge tutto con solidità, e gli sportelli in legno laccato scaldano le basi con la loro venatura dorata. Sopra, il pergolato filtra la luce; intorno, il verde preme generoso.

Cucina da esterno completa di fornello, cantinetta vini, ripiani e piano lavoro, con ante scorrevoli in legno

La credenza del fuoco, legno e antracite

Sembra una credenza di design, ed è una cucina completa: il corpo antracite dal profilo rigoroso accoglie le grandi ante scorrevoli in legno caldo, che aprono sui ripiani interni e sulla cantinetta dove le bottiglie riposano in orizzontale, visibili come in una piccola enoteca. Sul piano lavorano il fornello e gli spazi di preparazione, con la pentola già in scena e il vassoio pronto. Tutto scorre, tutto si chiude, tutto resta in ordine.

Quali legni reggono all'aperto: teak, iroko, castagno, termotrattato, Accoya

All'aperto reggono i legni con una durabilità naturale alta (teak, iroko), il castagno e, con cautele, il rovere, più i legni modificati. La tabella li mette in fila secondo la classe di durabilità naturale della norma EN 350, che va da 1 (molto durabile) a 5 (non durabile).

LegnoClasse EN 350Come si comporta all'aperto
Teak1 (solo il durame)Bruno dorato che ingrigisce in una patina argento: è un cambio di colore, non un danno. L'olio del legno può affiorare e macchiare i cuscini.
Iroko1-2Resiste a marciume e insetti e si usa al posto del teak. Da giallo a bruno dorato, si scurisce con il tempo.
Castagno2Durevole, ma ricco di tannino: sul legno umido il ferro lascia macchie e corrode i fissaggi, quindi viteria in acciaio inox.
Rovere2 secondo alcune fonti; da 2 a 4 per le querce secondo il CNRHa lo stesso problema dei tannini con il ferro. Meglio sotto una copertura.
Larice3-4Resinoso e poco durabile al naturale; la versione «termostrutturata» che si trova in commercio resta in classe 3-4.
Legno termotrattato (ThermoWood Thermo-D, pino o frassino)2 (dato del produttore)Più stabile: meno ritiri e rigonfiamenti. Ingrigisce in 3-6 mesi se non è protetto dai raggi UV e non resiste alle termiti; viti in acciaio inox.
Accoya (pino radiata acetilato)1 (dato del produttore)Dichiarato stabile dal produttore, che lo copre con una garanzia propria.
Abete, frassino, ciliegio naturaliabete 4 · frassino deperibile · ciliegio da moderata a non durabileNon adatti all'aperto senza una modifica: restano legni da interni. Il frassino termotrattato sale in classe 2.

Due precisazioni servono a leggere la tabella. La classe vale solo per il durame, la parte interna e più scura del tronco: l'alburno, la fascia chiara esterna, conta come non durevole, e per questo il preventivo deve dire che il legno è durame. E gli anni di durata che si leggono nelle guide, classe per classe, sono valori di confronto fra legni e non garanzie: alcuni tecnici li riferiscono al legno a contatto con il suolo, una condizione più severa di quella di un'anta sollevata da terra.

Il larice, legno di montagna, nelle schede che abbiamo letto resta in classe 3-4, anche nella versione termostrutturata: lo consigliamo per zone coperte, non per un'anta esposta alla pioggia. Per il carattere rustico il castagno è la scelta più sicura. Gli altri legni sono descritti nelle pagine castagno, frassino, ciliegio e abete, rovere e cucina country e rustica.

Classe d'uso e durabilità: come si misura la tenuta del legno all'aperto

Due norme europee descrivono il legno all'aperto: la EN 335 dice dove sta (classe d'uso), la EN 350 dice quanto resiste da solo (durabilità naturale). Una cucina scoperta sta in classe d'uso 3.2, cioè all'esterno ed esposta alla pioggia. Sotto una pergola o una tettoia che tiene lontana l'acqua la classe scende a 3.1, meno severa. Il contatto con il suolo è la classe 4, ancora più severa: una cucina non deve mai arrivarci, ed è uno dei motivi per cui l'anta in legno poggia su una struttura in pietra che la solleva da terra.

Ne viene una regola: più la cucina è riparata, più larga è la scelta. Sotto copertura si può usare anche il rovere e, nelle parti più riparate, il larice; una cucina scoperta chiede teak, iroko, castagno o un legno modificato. Le coperture su misura sono nella pagina pergole, e la cucina da esterno sotto la pergola mostra come si organizza lo spazio.

Legno trattato: termotrattato, acetilato, oli e protettivi

Il trattamento decide quanto il legno cambia nel tempo, non se cambia. Tre strade, tutte descritte dai produttori:

  • Termotrattato: il legno è scaldato in presenza di vapore, senza prodotti chimici. Diventa più stabile e il colore è uguale in tutto lo spessore. Fuori, senza protezione dai raggi UV, ingrigisce in 3-6 mesi.
  • Acetilato (il più noto è l'Accoya): un pino radiata modificato che il produttore dichiara in classe 1 e dimensionalmente stabile.
  • Olio, cera, vernice: l'olio entra nei pori e lascia il legno al tatto, ma va rinnovato; la vernice fa una pellicola che respinge meglio l'acqua, ma un graffio profondo si ritocca male. All'aperto il ciclo di rinnovo dipende dal prodotto, dall'esposizione e dall'essenza e si legge nella scheda del prodotto scelto.

Sul teak conviene decidere subito il colore che si vuole fra qualche anno: al naturale prende una patina grigio argento e non si rovina; per tenerlo dorato un produttore di arredi in teak indica una pulizia all'anno e un protettivo UV a ogni stagione. I panni imbevuti d'olio sono infiammabili: lontano dal barbecue e dal forno.

Cucina esterna in pietra e legno: come la costruiamo

La nostra cucina da esterno in pietra e legno ha tre parti con tre compiti: la struttura in pietra refrattaria che regge il peso, il fuoco e il gelo; il piano in pietra che resiste alle macchie; le ante in legno per esterni che portano il calore del materiale dove non ci sono fiamme.

  • Struttura: blocchi di pietra refrattaria incastrati a secco, senza leganti. Ogni blocco si sostituisce da solo. Quando il progetto lo chiede può essere in acciaio o in legno trattato; accanto al fuoco resta la pietra refrattaria.
  • Piano e lavello: lastre scelte e tagliate nel laboratorio di Aprilia; lavello in pietra o in acciaio.
  • Ante, cassetti, dispensa: legno per esterni, su misura, sui moduli del lavello, della dispensa e del frigorifero da esterno. Cerniere e finiture sono nella pagina ante, cerniere e finiture.
  • Barbecue e forno a legna: camera di cottura in pietra refrattaria, dentro la struttura. Sono i barbecue e i forni in pietra refrattaria.

Chi cerca la cucina fissa in pietra, costruita sul posto, trova la nostra risposta nella pagina cucina da esterno in pietra refrattaria, costruita in blocchi a secco. Le versioni con barbecue o con acciaio sono in cucina da esterno con barbecue in pietra e cucina da esterno in acciaio e pietra. Per il legno con il marmo e con l'acciaio in generale c'è la pagina legno e marmo, pietra e acciaio.

Quale piano con il legno: granito, quarzite, pietra sinterizzata, travertino o marmo

All'aperto il piano che sta meglio con il legno è in granito, quarzite o pietra sinterizzata; travertino e marmo si scelgono sapendo che cosa chiedono. Il quarzo composito, invece, all'esterno non va.

  • Granito e quarzite: compatti, poco assorbenti, i più tranquilli sotto sole, gelo e grassi di cottura. Pagine: granito e quarzite.
  • Pietra sinterizzata: Dekton e Laminam (il Laminam in spessore 12 mm, anche 20 mm), ultracompatte, non assorbono e resistono ai graffi.
  • Travertino: all'esterno solo compatto e trattato, con un idrorepellente da rinnovare. Vedete travertino.
  • Marmo: teme gli acidi come limone e aceto; all'aperto chiede finitura levigata o spazzolata, un trattamento idrorepellente e, se possibile, una copertura.
Se sceglietePiano che si abbina, e perché
Teak o iroko scuroGranito nero o pietra sinterizzata scura: i progettisti abbinano il nero al teak, con il marmo nero, e all'aperto lo si porta su granito o pietra sinterizzata.
Un legno chiaro o doratoPietra sinterizzata chiara o travertino compatto trattato: schiariscono la cucina, e all'aperto la pietra sinterizzata chiara è più facile del marmo bianco.
Castagno rusticoCucina esterna rustica: castagno con granito, quarzite o travertino, materia e colore caldi, tutti compatti.

Legno e fuoco: barbecue, forno a legna e distanze

Il legno non va accanto alla fiamma: la camera di cottura del barbecue e del forno è in pietra refrattaria dentro la struttura, e le ante in legno stanno sui moduli lontani dal fuoco. Le distanze di sicurezza dipendono dalle istruzioni del fabbricante dell'apparecchio e le fissiamo in progetto, apparecchio per apparecchio. Un produttore di cucine in legno consiglia di non esporre il legno a temperature alte.

Per questo il fuoco sta al centro, in pietra, e il legno ai lati: lavello, dispensa, legnaia, frigorifero da esterno. Il forno con la cupola in pietra refrattaria è nella pagina cucina da esterno con forno a legna.

I limiti da conoscere prima di scegliere

I limiti del legno all'aperto sono sei: cambia colore, si muove, si scalda al sole, soffre il ferro, chiede un trattamento da rinnovare e, se è modificato, ha punti deboli propri. Vanno conosciuti prima di firmare:

  • Il colore cambia: il teak ingrigisce, l'iroko si scurisce, il termotrattato ingrigisce se non protetto.
  • Il legno si muove con l'umidità: servono giochi e fissaggi adatti.
  • Il sole scalda: a pieno sole la superficie può scaldarsi molto.
  • Il ferro macchia il castagno e il rovere umidi: viteria in acciaio inox.
  • Il trattamento si rinnova secondo il prodotto e l'esposizione.
  • Il legno modificato ha i suoi punti deboli: il termotrattato non resiste alle termiti e va protetto dagli UV.

Cosa chiedere nel preventivo di una cucina da esterno in legno

Un preventivo di una cucina da esterno in legno deve mettere per iscritto sei cose, che distinguono un legno da esterno vero da una promessa generica:

  1. la specie botanica e non solo il nome commerciale;
  2. che il legno sia durame, e la classe EN 350 della specie;
  3. la classe d'uso prevista, cucina scoperta (3.2) o riparata (3.1);
  4. il trattamento di superficie e ogni quanto rinnovarlo;
  5. le viti e le cerniere, in acciaio inox;
  6. la distanza dal fuoco, secondo le istruzioni dell'apparecchio.

Per distinguere il legno vero dal legno effetto legno, e per le altre domande, vedete le pagine legno vero o effetto legno e domande e risposte sulle cucine in legno.

Quanto costa una cucina da esterno in legno

Non pubblichiamo prezzi, perché dipendono da fattori che cambiano in ogni progetto. I principali sono il legno scelto, la lavorazione delle ante, la struttura, la pietra del piano, il barbecue e il forno, gli elettrodomestici da esterno, le misure e la posa. Il legno costa più del laminato e del melaminico, e all'aperto chiede un trattamento da rinnovare nel tempo. I fattori sono spiegati nella pagina quanto costa una cucina in legno.

Dal sopralluogo alla posa

Si parte dal sopralluogo, gratuito a Roma, a Latina e in tutto il Lazio, e dal progetto 3D, gratuito ovunque; poi si costruisce e si posa in tutta Italia. Fuori dal Lazio si parte dalle vostre misure e foto, con un rilievo guidato a distanza; le lastre si vedono anche in videochiamata. Le lastre sono scelte una per una e tagliate a controllo numerico, la cucina è costruita su misura e posata dalla nostra squadra. Il reparto è presentato nella pagina cucine in legno su misura.

Il preventivo è gratuito ovunque: richiedetelo qui.

Domande frequenti

Domande frequenti

Si può fare una cucina da esterno in legno?

Sì, scegliendo legni che reggono all'aperto: teak, iroko, castagno o legni modificati come il termotrattato e l'acetilato. Montati su una struttura in pietra refrattaria, acciaio o legno trattato che li solleva da terra e, se possibile, sotto una copertura, sono meno esposti all'umidità. Abete, ciliegio e frassino naturali restano legni da interni. Michelessi, ad Aprilia, la costruisce su misura e la posa in tutta Italia.

Quale legno scegliere per una cucina da esterno?

Per una cucina scoperta, a pieno sole e sotto la pioggia, i legni più sicuri sono il teak (classe di durabilità 1) e l'iroko (classe 1-2), seguiti dal castagno (classe 2). Sotto una copertura si può usare anche il rovere. I legni modificati, termotrattato e Accoya, sono un'alternativa stabile: la scelta si fa nel progetto, in base all'esposizione.

Il teak ingrigisce all'aperto?

Sì: senza trattamento il teak prende una patina grigio argento. È un cambio estetico, non un danno, e il legno resta sano. Per tenerlo dorato un produttore di arredi in teak indica una pulizia all'anno e un protettivo UV a ogni stagione. Conviene decidere subito se lasciarlo grigio o mantenerlo dorato, e ricordare che l'olio del teak può macchiare i cuscini.

Il legno termotrattato va bene per una cucina da esterno?

Sì, con qualche accorgimento. Il termotrattato, ottenuto con calore e vapore senza prodotti chimici, è più stabile del legno naturale e il produttore lo dichiara in classe 2. Senza protezione dai raggi UV ingrigisce in 3-6 mesi, non resiste alle termiti e vuole viti in acciaio inox. È una buona scelta sotto copertura o con un protettivo.

Il larice è adatto a una cucina da esterno?

Solo in zone coperte. Il larice è resinoso e al naturale sta in classe di durabilità 3-4, cioè poco durabile; anche la versione «termostrutturata» che si trova in commercio resta nella stessa classe. Per un'anta esposta alla pioggia sono più sicuri teak, iroko o castagno.

Che cos'è il legno Accoya e regge all'esterno?

L'Accoya è un pino radiata acetilato, cioè modificato per renderlo più durevole e stabile. Il produttore lo dichiara in classe di durabilità 1 e lo copre con una garanzia propria, da leggere sulla scheda tecnica. Il produttore lo dichiara dimensionalmente stabile, cioè con pochi movimenti: è una scelta da valutare per le ante di una cucina da esterno.

Il legno può stare vicino al barbecue e al forno a legna?

Non accanto alla fiamma. Nelle nostre cucine la camera di cottura è in pietra refrattaria, dentro la struttura, e il legno sta sui moduli del lavello, della dispensa e del frigorifero. Le distanze di sicurezza seguono le istruzioni del fabbricante dell'apparecchio e le fissiamo in progetto, apparecchio per apparecchio.

Quale piano si abbina a una cucina da esterno in legno?

Granito, quarzite e pietra sinterizzata (Dekton, Laminam) sono i più adatti all'aperto. Il travertino va scelto compatto e trattato; il marmo teme gli acidi e chiede finitura levigata o spazzolata, un idrorepellente e, se possibile, una copertura. Il quarzo composito all'esterno non va. Nero con teak, chiaro con i legni chiari.

Quanta manutenzione chiede una cucina da esterno in legno?

Dipende dal legno e dall'esposizione. Il teak lasciato al naturale ingrigisce senza danni; per tenerlo dorato servono pulizia e protettivo UV. L'iroko si scurisce con il tempo. Oli e vernici si rinnovano secondo la scheda del prodotto. Il legno termotrattato va protetto dai raggi UV. La struttura in pietra refrattaria non ha questo ciclo; per il piano dipende dalla pietra, e il travertino e il marmo vogliono un idrorepellente da rinnovare.

Una cucina da esterno in legno resiste a pioggia e gelo?

Sì, se il legno è scelto per l'esterno e posato bene. Una cucina scoperta sta in classe d'uso 3.2 (esposta alla pioggia) e vuole teak, iroko, castagno o un legno modificato; sotto una pergola che ripara dalla pioggia scende alla classe 3.1, meno severa. Il legno non tocca mai il suolo: la struttura in pietra refrattaria, acciaio o legno trattato lo solleva, e la pietra a secco non ha le parti che il gelo rovina di più.

Quanto costa una cucina da esterno in legno?

Non pubblichiamo prezzi, perché dipendono dal legno scelto, dalla lavorazione delle ante, dalla struttura, dal piano, dal barbecue e dal forno, dalle misure e dalla posa. Il legno costa più del laminato e del melaminico. Il preventivo è gratuito ovunque, il progetto 3D anche, e a Roma, a Latina e nel Lazio è gratuito pure il sopralluogo.

Michelessi costruisce cucine da esterno in legno anche fuori dal Lazio?

Sì. Le progettiamo e le costruiamo su misura, le posiamo con la nostra squadra in tutta Italia e seguiamo progetti anche all'estero. Il preventivo e il progetto 3D sono gratuiti ovunque; il sopralluogo gratuito vale a Roma, a Latina e nel Lazio, mentre altrove si parte dalle vostre misure e foto, con un rilievo guidato a distanza; le lastre si vedono anche in videochiamata.

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