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Made in Italy

Dal 1976 — Cucine su misura

Cucina a vista sul soggiorno: isola, vetrata, muretto e cappa

LEGNO · ACCIAIO · MARMO · GRES

In breve

Isola effetto pietra scura con cappa sospesa in acciaio e finestra panoramica sulla valle
Il monolite scuro davanti alla vallata — fotografia di un lavoro Michelessi.

Il blocco — visione Michelessi

Dal blocco,
a colpi di scalpello

01 Un blocco grezzo di Calacatta Viola fermo sotto il faro, nella cucina buia dai profili d’ottone. Mazzuolo e scalpello sono già a terra: l’isola è ancora tutta dentro la pietra.

02 Colpo dopo colpo le facce si squadrano, le schegge saltano, la polvere bianca sale nella luce. Lo scalpello incide i cassetti, apre il vano del fuoco, scava il lavello: la sagoma dell’isola esce dal blocco piano piano, senza fretta.

03 Poi la pietra si leviga e si lucida: la vena viola prende luce, gli spigoli d’ottone chiudono i cassetti, il piano cottura nero scende nel suo incasso, il rubinetto d’oro trova il suo posto. Resta l’isola, e un velo di polvere a terra.

Scorrete — la scena vi segue

Cucina a vista su soggiorno: che cos'è e chi la costruisce

Una cucina a vista sul soggiorno è una cucina senza pareti che la separino dalla zona giorno: i due ambienti formano un unico spazio, e chi cucina vede e sente chi sta sul divano. Si chiama anche cucina aperta o open space. Dà luce e compagnia; in cambio chiede di risolvere prima odori, rumore e disordine visibile, tre cose che si decidono nel progetto e non dopo.

Chi la costruisce: Michelessi SRL, Aprilia, posa in tutta Italia. Siamo marmisti in Via Pontina km 45,350, fra Roma e Latina, e lavoriamo la pietra dal 1976. Le cucine intere, in marmo, pietra, legno massello, acciaio e gres, le progettiamo e le costruiamo su misura, da interno e da esterno, e le posiamo con la nostra squadra in tutta Italia. Si parte dal rilievo della stanza e dal progetto in 3D, come spiega la pagina su progetto e ristrutturazione della cucina; il quadro d'insieme è nella pagina sulle cucine su misura.

Cucina ricoperta di gres con isola, lavello integrato, piano a induzione, cappa e forno

Cucina ricoperta di gres con isola, lavello integrato, piano a induzione, cappa e forno

L'isola si presenta con la sua veste in gres dall'effetto pietra chiara, percorsa da inserti sottili che ne scandiscono i cassetti; sopra, il piano integra il lavello e il piano a induzione in un'unica superficie operativa, servita dai rubinetti bruniti. Alle spalle, la parete in gres effetto marmo sale dietro la cottura, mentre le colonne blu polvere — con i forni neri incassati — aggiungono il colore che ingentilisce tutta la scena. Le lampade scure a campana, gli sgabelli al bancone, le finestre alte da appartamento signorile: l'insieme ha un'eleganza urbana e serena. La struttura in legno ricoperta di gres è una formula concreta: il calore costruttivo del legno, la resistenza della ceramica in superficie. Con cappa e forno a completare la dotazione, è una cucina da interno pronta alla vita vera: Michelessi la realizza su misura con la cura dell'artigianato italiano per le giunzioni, gli incassi e gli accostamenti di tono. Il blu polvere, poi, è il tocco che resta negli occhi.

Isola effetto pietra scura con cappa sospesa in acciaio e finestra panoramica sulla valle

Il monolite scuro davanti alla vallata

L'isola si presenta come un monolite: fianchi e frontali in finitura effetto pietra scura, dalla trama materica che trattiene la luce, e un piano che integra cottura e lavello in un'unica superficie operativa. Sopra, il volume in acciaio della cappa scende dal soffitto con la precisione di un ascensore silenzioso; dietro, la vetrata a nastro apre la scena sulla vallata, e le colline entrano in cucina come un quadro che cambia con le stagioni. Le pareti scure, gli sgabelli al bancone, le lampade puntiformi: tutto contribuisce a un'atmosfera raccolta, quasi meditativa. È il lusso contemporaneo delle cucine da interno pensate su misura: pochi elementi, ognuno esatto. Michelessi costruisce questi progetti unendo superfici tecniche e materiali naturali — fino al marmo lavorato secondo l'artigianato italiano — e calibrando ogni volume sulla luce vera dello spazio. Il paesaggio, poi, fa la sua parte: ma solo se il progetto gli lascia la scena.

Isola centrale in quarzite con venature spettacolari, bancone in legno e sgabelli neri

Isola centrale in quarzite con venature spettacolari, bancone in legno e sgabelli neri

L'isola è un incendio di pietra: la quarzite dalle venature ambrate e nere fiammeggia lungo i fianchi con il suo disegno impetuoso, lucidato fino a specchiare la stanza; sopra, il bancone in legno massello appoggia la sua tavola calda e accoglie gli sgabelli neri girevoli. Il lavello si integra nel piano; alle spalle, la boiserie in noce nasconde ed espone — i forni neri, le vetrine con le bottiglie retroilluminate, il televisore incassato. Il pavimento chiaro lascia tutta la scena alla materia. È il progetto per chi vuole una pietra da collezione al centro della casa: la quarzite, con il suo disegno irripetibile, non si sceglie a catalogo — si incontra, lastra per lastra. La lavorazione su misura ne orchestra le venature tra piano e fianchi, con tagli e giunzioni che rispettano il movimento naturale. È l'arte di Michelessi: l'artigianato italiano che sa quando la pietra merita il palcoscenico, e glielo costruisce attorno.

Isola cucina effetto pietra scura con lavello nero e finestra panoramica sulle colline

Pietra scura davanti alle montagne

Oltre la vetrata, le colline sfumano nella foschia del mattino; dentro, l'isola in finitura effetto pietra scura risponde al paesaggio con la sua materia densa, percorsa da sottili variazioni tonali che ricordano la roccia bagnata. Il lavello nero, incassato a filo, e il miscelatore dalla sagoma squadrata compongono un angolo di lavoro rigoroso; sul piano cottura, una pentola d'acciaio aspetta il fuoco, mentre la cappa sospesa presidia la scena dall'alto. Le piante, dentro e fuori, cuciono l'interno al paesaggio. È il privilegio delle cucine pensate per il proprio luogo, non per un catalogo: ogni superficie dialoga con la luce vera della stanza. Le cucine da interno Michelessi nascono così, su misura, scegliendo con voi materiali e finiture — dalle superfici tecniche effetto pietra al marmo autentico lavorato secondo l'artigianato italiano — perché la vostra cucina appartenga davvero alla vostra finestra, e a nessun'altra. Perché una cucina riuscita non compete mai con il panorama: gli fa semplicemente compagnia, con stile.

Cucina in marmo di Carrara con pensili a vista neri a contrasto e isola con erbe fresche

Cucina rustica in Carrara

C'è un'anima campestre in questa cucina, ma vestita di pietra nobile: i piani e l'isola centrale sono in marmo di Carrara, con le venature grigie che corrono libere sotto la luce delle lampade industriali; sopra, i pensili neri con le vetrine espongono bicchieri e stoviglie come una credenza di famiglia rivisitata. La parete bianca a doghe, i cassetti in legno naturale, la cucina economica con i fuochi neri: ogni elemento gioca il contrasto tra il rustico e il raffinato. E al centro, sull'isola con il porta ortaggi, i mazzi di erbe fresche portano il verde dell'orto dentro il marmo. È il fascino della farm kitchen all'italiana: materiali veri, patina domestica, e la lavorazione del marmo su misura che tiene tutto insieme con eleganza. Michelessi realizza questi equilibri con la mano dell'artigianato italiano: perché anche una cucina dal cuore contadino può avere la dignità della pietra più celebre del mondo. E il profumo del basilico, sul marmo fresco, completa il quadro meglio di qualunque cornice.

Cucina con isola rivestita in gres porcellanato grigio con profili dorati e parete in marmo

Cucina con isola rivestita in gres porcellanato grigio con profili dorati e parete in marmo

Le finestre ad arco e la parete dall'effetto marmo venato danno alla stanza un respiro da palazzo; al centro, l'isola rivestita in gres porcellanato grigio pietra si veste dei suoi profili dorati — linee sottili che corrono lungo i volumi come fili di luce — e porta il lavello integrato con la rubinetteria d'oro. Gli sgabelli con i dettagli dorati completano il registro, insieme alle colonne scure con i forni incassati. Completa di elettrodomestici, è una cucina che gioca dichiaratamente la carta del lusso: materiali tecnici trattati come gioielli, riflessi dosati, scenografia curata. Il gres porcellanato regge la parte pratica con la sua superficie instancabile; l'oro fa il suo mestiere, che è brillare. Il su misura tiene tutto in equilibrio: proporzioni, allineamenti, incassi. È la faccia glamour delle cucine da interno Michelessi: artigianato italiano che sa essere sobrio quando serve — e magnifico quando il progetto lo chiede. L'oro, qui, non è ostentazione: è una riga di luce tirata con il righello.

Cucina in legno laccato scuro con isola in travertino venato con tavolo bar e induzione

Cucina in legno laccato scuro con isola in travertino venato con tavolo bar e induzione

È l'ora in cui la città si accende, e la cucina risponde con la sua isola in travertino venato: la pietra chiara, percorsa da venature grigie, scende a cascata lungo i fianchi e porta il piano a induzione integrato, prolungandosi nel tavolo bar dove gli sgabelli scuri aspettano. Attorno, le superfici in legno laccato scuro assorbono la luce dei faretti; la parete attrezzata con la striscia led accende il piano di lavoro, e gli sportelli custodiscono ogni cosa. Completa di lavello e forno, è una cucina dal fascino metropolitano: contrasti netti, materiali nobili, atmosfera da attico. Il travertino venato è il cuore luminoso del buio: lavorarlo a cascata richiede giunzioni esatte e venature orchestrate — il mestiere della lavorazione su misura che Michelessi esercita con l'artigianato italiano di sempre. Il risultato è un'isola che sembra illuminata da dentro: la pietra che fa luce, quando tutto attorno sceglie l'ombra. Il buio elegante fa il fondale: la pietra chiara si prende, giustamente, la scena.

Isola in travertino venato con sgabelli in cuoio, cucina grigia con lavello, induzione e forno

Isola in travertino venato con sgabelli in cuoio, cucina grigia con lavello, induzione e forno

L'isola scende a cascata con la sua pietra chiara venata: il piano in travertino prosegue lungo i fianchi senza interrompere il disegno, e i tre sgabelli in cuoio color cognac gli si accostano con la loro eleganza da club. Alle spalle, la cucina grigio scuro lavora con il lavello sotto la mensola in legno sospesa, il piano a induzione, il forno e gli sportelli ben organizzati; la parete chiara venata amplifica la luce, e i fiori sul piano completano la grazia dell'insieme. Il pavimento in legno bruno àncora la composizione. È il contemporaneo caldo giocato sui materiali giusti: la pietra che nobilita, il cuoio che invecchia bene, il grigio che fa da fondale. La lavorazione a cascata del travertino — giunzioni a quarantacinque gradi, venature allineate — è il dettaglio che distingue il lavoro serio: quello di Michelessi, artigianato italiano nella lavorazione della pietra per cucine da interno su misura. Il cognac degli sgabelli fa il resto: invita a restare.

Cucina in legno massello lucido con tavolo ovale, isola con lavello e dettagli in ottone

Cucina in legno massello lucido con tavolo ovale, isola con lavello e dettagli in ottone

La scena ha la profondità di un interno di rappresentanza: i volumi scuri in legno massello lucido, le mensole basse con gli oggetti scelti, la parete attrezzata che incassa i forni — e al centro il tavolo ovale in legno biondo, sostenuto dalla sua base scultorea, che si affianca all'isola con il lavello. Le lampade a bracci scendono dal soffitto con i loro snodi industriali; gli sgabelli imbottiti completano l'invito. Completa di elettrodomestici, è la cucina delle case che vivono di sera: materiali profondi, luci calibrate, convivialità disegnata nel progetto. Il massello lucido chiede finiture impeccabili — ogni riflesso è un esame — e la falegnameria le garantisce. È il registro alto delle cucine da interno Michelessi: su misura, artigianato italiano, e un tavolo ovale che raduna le persone come sanno fare solo le forme senza spigoli: naturalmente. Attorno a quel legno biondo, anche le serate più semplici prendono il passo lento delle occasioni speciali.

Cucina con isola interamente in marmo di Carrara, cappa nera a contrasto e sgabelli scuri

Cucina in bianco e nero

La luce entra generosa e accende il bianco del marmo di Carrara: l'isola, realizzata completamente in questa pietra nobile, mostra le sue venature grigie che scorrono come correnti sotto una superficie di ghiaccio. Sopra, le travi chiare del soffitto scandiscono lo spazio, mentre la cappa nera piazza il suo contrasto deciso al centro della scena, in abbinata con i fuochi, come promette il progetto. L'alzatina in marmo prosegue il racconto sulla parete, e i due sgabelli scuri al bancone aggiungono la nota quotidiana: qui ci si siede per la colazione, tra la pietra e il legno. È la lavorazione del marmo su misura che distingue Michelessi: ogni lastra viene scelta, tagliata e rifinita perché le venature si inseguano con naturalezza da un piano all'altro. Una cucina in bianco e nero, sì, ma con tutte le sfumature che soltanto il marmo di Carrara e l'artigianato italiano sanno regalare. Bianco e nero, qui, non è una rinuncia al colore: è una dichiarazione di stile.

Cucina a vista o separata: pro e contro

La cucina a vista dà più luce e più compagnia di una cucina chiusa; la cucina separata tiene lontani odori, rumori e disordine. Le guide di settore elencano gli stessi timori per quella aperta: odori di cottura nei tessuti, grasso e vapore sui mobili, rumore degli elettrodomestici, disordine sempre sotto gli occhi. Sono problemi di progetto, e ognuno ha una risposta.

AspettoCucina a vistaCucina separata
Luce e compagniaLa luce attraversa la stanza e chi cucina resta con gli altriSi cucina in una stanza a sé
OdoriArrivano in soggiorno se la cappa non bastaRestano nella stanza, a porta chiusa
RumoreLavastoviglie, cappa e frigorifero si sentono dal divanoLa porta lo attutisce
DisordinePiatti e piano di lavoro sono sotto gli occhiRestano nascosti dalla porta

Esiste una via di mezzo: aprire la cucina e prevedere di poterla chiudere, con una vetrata o una porta scorrevole. È la «cucina a vista ma chiusa» che si cerca anche su Google, e si decide in progetto. Anche la casa suggerisce il divisore: una cucina a vista con arco usa l'apertura che c'è già, una cucina a vista con finestra mette il lavello sotto la luce, una cucina a vista con tavolo fa del tavolo il confine fra le due zone, e una cucina a vista all'ingresso chiede colonne chiuse, perché è la prima cosa che si vede entrando.

Come dividere la cucina dal soggiorno: i divisori a confronto

Una cucina a vista si separa dal soggiorno con cinque soluzioni, da usare da sole o insieme: vetrata, muretto, isola, bancone o penisola, porta scorrevole. Ognuna ferma una cosa diversa e ne lascia passare un'altra.

DivisoreChe cosa fermaChe cosa lascia passareDa decidere in progetto
VetrataGli odori, se è chiusaLuce e vistaDove si apre; la ventilazione, se si cucina a gas
MurettoLo sguardo sul piano di lavoroLuce, voci e odoriL'altezza
IsolaLo sguardo su lavello e piattiLuce, voci e odoriPosizione di lavello, fuochi e attacchi
Bancone o penisolaUna parte della vistaLuce, voci e odoriAltezza e spazio per le ginocchia
Porta scorrevoleQuasi tutto, se è chiusaTutto, se è apertaLo spazio in cui scorre

Cucina a vista con vetrata

La vetrata è la soluzione per chi vuole la luce e la vista della cucina aperta ma non gli odori in soggiorno. Una guida di settore la propone proprio per non portare gli odori nel resto della casa e per avere più luce. Funziona quando si chiude: una vetrata sempre aperta è un'apertura come le altre, e la cappa resta indispensabile.

Con il gas, se la vetrata rende la cucina un ambiente chiudibile, fate verificare all'impresa abilitata dove devono stare le aperture di ventilazione (ne parliamo più sotto).

Cucina a vista con muretto

Il muretto è un divisore basso che nasconde il piano di lavoro e lascia passare luce e voci. Una guida di settore lo propone in cartongesso; noi lo disegniamo in pietra, con la sommità in marmo o in legno massello, così diventa anche un piano d'appoggio verso il soggiorno e non un semplice tramezzo. L'altezza dipende da ciò che deve fare: più bassa se si vuole parlare con chi cucina, più alta se deve coprire il lavello e i piatti. La fissiamo con voi sul progetto in 3D, prima di costruire.

Cucina a vista con isola

L'isola separa senza chiudere: il lavoro resta da una parte, il soggiorno dall'altra, e il piano serve sia a cucinare sia ad appoggiare. Misure e passaggi sono nella pagina sulla cucina con isola su misura; qui contano le scelte che riguardano la vista.

  • Lavello sull'isola: i piatti da lavare si vedono dal soggiorno, a meno che il piano non sia rialzato sul lato che guarda la stanza; lo scarico va previsto sotto il pavimento prima di costruire.
  • Piano cottura sull'isola: si cucina rivolti verso gli ospiti, ma servono piani d'appoggio di 30 e 38 cm ai lati e 23 cm di piano dietro i fuochi (misure NKBA), più una cappa e gli attacchi. La cappa a isola pende dal soffitto e, se è canalizzata, il suo condotto deve raggiungere l'esterno: va previsto prima.
  • Piano cottura a parete: la cappa si canalizza più facilmente e le pentole restano meno in vista, ma si cucina dando le spalle al soggiorno.

Portare il gas al centro della stanza può essere complicato: secondo un installatore le tubazioni corrono lungo le pareti, e va verificato con l'impresa abilitata. L'induzione evita la questione.

Cucina a vista con bancone: altezza e spazio per sedersi

Per un bancone con sgabelli le linee guida NKBA indicano due altezze: 91 cm, con 38 cm di spazio per le ginocchia, oppure 107 cm, con 30 cm. Ogni persona seduta occupa 61 cm di larghezza. Dietro chi siede servono 81 cm se nessuno passa, 91 cm per passare di lato e 112 cm per camminare. Per il piano di lavoro il riferimento comune è 90 cm.

La penisola è un'isola attaccata a un lato: è la risposta quando manca lo spazio per girarle intorno. Se l'isola fa anche da tavolo, una guida di settore indica 150-200 cm di passaggio.

Odori e cappa nella cucina a vista

Gli odori di una cucina a vista si fermano con una cappa canalizzata verso l'esterno: l'aria carica di vapore e di grasso esce di casa invece di restare in soggiorno. Le linee guida NKBA indicano un sistema canalizzato da almeno 150 cfm, circa 255 m³/h. Una guida di un produttore di cotto ragiona in ricambi d'aria (10-12 all'ora per l'ambiente), che in una stanza unica e grande danno portate più alte. Le indicazioni non coincidono, ed è giusto dirlo: la portata si stabilisce nel progetto, con l'impresa che installa la cappa.

AspettoCappa canalizzata (aspirante)Cappa filtrante (a ricircolo)
Dove va l'ariaAll'esterno, per un condottoTorna nella stanza dopo i filtri
Per gli odoriÈ la soluzione indicata dalle linee guida NKBARichiede il kit di ricircolo del produttore
Da prevedereIl percorso del condotto, prima di costruireSpazio e manutenzione dei filtri: una guida consiglia di farla ogni tre mesi

La cappa a vista di una cucina moderna si vede dal divano: conviene disegnarla, in acciaio o incassata in una struttura in pietra. Il rumore si legge sulla scheda tecnica: quelle di due cappe Bosch dichiarano 55 e 60 dB(A) re 1 pW. Confrontate solo valori espressi nella stessa unità. Lavastoviglie, forno e frigorifero si scelgono a bassa emissione sonora, perché in una cucina a vista si sentono dal soggiorno.

Cucina a vista e gas: le aperture per l'aria

Se si cucina a gas, per gli apparecchi di tipo A e B i Vigili del Fuoco indicano un locale ventilato in modo permanente, con aperture di 6 cm² per ogni kW installato e un minimo di 100 cm². La regola è nell'opuscolo «Sicuro gas» (2017); per il tipo A, che preleva e scarica l'aria nello stesso locale, le aperture sono due, una in basso e una in alto, di almeno 100 cm² ciascuna.

L'opuscolo non dice per nome se un piano cottura sia di tipo A: quale tipo sia il vostro apparecchio e come si calcolano le aperture lo stabilisce l'impresa abilitata, sulla norma UNI 7129. Ventilazione e aerazione fanno parte dell'impianto gas e spettano a un'impresa abilitata (DM 37/2008). Un piano a induzione non brucia gas.

Come nascondere la cucina a vista: colonne chiuse, isola alta, pochi materiali

Una cucina a vista non si nasconde con un trucco solo: si ordina con tre scelte di progetto.

  • Un divisore che copre il lavoro: isola alta, bancone o muretto davanti al lavello, così i piatti non stanno di fronte al divano.
  • Colonne chiuse: forno, frigorifero e dispensa dietro ante lisce in legno massello, che progettiamo e costruiamo su misura, perché la parete si legga come un mobile del soggiorno e non come una fila di elettrodomestici. Portata fino in fondo, è la «cucina a scomparsa»: ante a tutta altezza che chiudono l'intera parete di lavoro e, a cucina chiusa, lasciano vedere solo legno e pietra.
  • Pochi materiali, ben accostati: la cucina a vista moderna regge sulla sobrietà, con ante lisce senza cornice, un piano continuo, un solo legno e una sola pietra, chiara come il Calacatta o scura come il Nero Marquina.

Finiture, cerniere e sistemi di apertura sono nella pagina ante, cerniere e finiture.

Materiali che reggono alla vista: marmo, granito, gres, acciaio, legno massello

In una cucina a vista le superfici devono reggere due esami: l'uso, con grasso, vapore, acqua e calore, e lo sguardo di chi sta in soggiorno.

MaterialeDove sta beneChe cosa tenere d'occhio
MarmoIsola e bancone sul lato del soggiornoPietra calcarea: teme gli acidi, come limone e aceto. Si asciuga subito; le pentole bollenti vanno su un sottopentola.
GranitoPiano di lavoro molto usatoPoco assorbente, va impregnato; non ama il calore concentrato.
Gres porcellanato (Laminam) e pietra sinterizzata (Dekton)Piani da pulire con pocoNon porosi; i produttori dichiarano che reggono il calore diretto delle pentole.
Acciaio inoxZona di lavello e fuochiIgienico e facile da pulire; si riga. Niente candeggina né pagliette d'acciaio comune.
Legno masselloAnte e colonne verso il soggiornoPrende e cede umidità: lavello e lavastoviglie sono le zone da proteggere. La vernice respinge l'acqua e si pulisce con un panno umido; l'olio va ravvivato nel tempo. Il rovere tende a scurirsi con la luce.

Un'idea di progetto mette ogni materiale dove lavora meglio: l'acciaio nella zona del lavello e dei fuochi, perché non teme gli acidi come il marmo; il marmo sul lato che guarda il soggiorno; il legno massello su ante e colonne. Durezze, porosità e temperature di ogni materiale sono nella tabella della pagina cucine su misura; pietra e legno insieme hanno una pagina propria, cucina in marmo e legno, e la cucina a vista di alta gamma è in cucine di lusso su misura.

Quanti metri quadri servono per una cucina a vista?

Non esiste una superficie minima valida per tutti, nemmeno per i soggiorni da 25 o 30 mq che Google propone tra le ricerche correlate: contano la forma della stanza e i passaggi, non i metri quadri. I passaggi, invece, si misurano: le linee guida NKBA chiedono un corridoio di lavoro di 107 cm con un cuoco e di 122 cm con due, e un triangolo fra piano cottura, lavello e frigorifero con i tre lati sommati entro 7,9 m. Il rilievo della stanza, con gli eventuali fuori squadro, dice che cosa entra davvero.

Dal rilievo alla posa: come lavoriamo

Una cucina a vista Michelessi nasce dal rilievo della stanza, passa dal progetto in 3D e arriva alla posa con la nostra squadra. Sul progetto si decidono l'altezza del divisore, il percorso del condotto della cappa, il posto degli attacchi e, con l'impresa abilitata, le aperture per l'aria. I sei passi comuni a ogni cucina, dalla lastra scelta dal vivo alla posa, sono nella pagina come nasce una cucina su misura.

Il preventivo è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e in tutto il Lazio. Posiamo in tutta Italia; all'estero abbiamo un progetto reale a Dubai. Se per aprire la cucina serve toccare un muro, la pratica edilizia la indica il vostro tecnico: il percorso è nella pagina progetto e ristrutturazione. Per le altre domande c'è la pagina domande e risposte sulle cucine su misura.

Il preventivo è gratuito: richiedetelo qui.

Domande frequenti

Domande frequenti

Meglio una cucina a vista o separata?

Dipende da come si vive la casa. La cucina a vista dà luce e compagnia e va bene a chi cucina mentre gli altri stanno in soggiorno; quella separata tiene lontani odori, rumore e disordine. Quasi tutti i problemi della cucina aperta si risolvono nel progetto, con cappa canalizzata, elettrodomestici silenziosi e un divisore. Chi vuole entrambe le cose può prevedere una vetrata per chiuderla.

Come si evitano gli odori di una cucina a vista in soggiorno?

Con una cappa canalizzata verso l'esterno, che porta fuori casa l'aria carica di vapore e di grasso: le linee guida NKBA indicano almeno 150 cfm, circa 255 m³/h. Aiutano anche una vetrata che si chiude, i filtri tenuti in ordine e superfici facili da pulire. La portata giusta per la vostra stanza si stabilisce nel progetto, con l'impresa che installa la cappa.

Cappa aspirante o filtrante in una cucina a vista?

La cappa aspirante, o canalizzata, porta l'aria all'esterno ed è la soluzione indicata dalle linee guida NKBA per gli odori. La filtrante rimette l'aria in circolo dopo i filtri e richiede il kit di ricircolo del produttore. Se il condotto verso l'esterno non è possibile, la filtrante è l'alternativa; il percorso del condotto va deciso prima di costruire, soprattutto sull'isola.

Quanto rumore fa una cappa?

Il valore sta sulla scheda tecnica del modello: quelle di due cappe Bosch dichiarano 55 e 60 dB(A) re 1 pW, cioè livelli di potenza sonora. Confrontate solo valori espressi nella stessa unità. Lavastoviglie, forno e frigorifero vanno scelti allo stesso modo, a bassa emissione sonora, perché in una cucina a vista si sentono dal soggiorno.

Con il gas serve una presa d'aria in cucina?

Sì: i Vigili del Fuoco indicano, per gli apparecchi a gas di tipo A e B, una ventilazione permanente con aperture di 6 cm² per ogni kW installato e un minimo di 100 cm². Quale tipo sia il vostro piano e come si calcola l'apertura lo stabilisce l'impresa abilitata, sulla norma UNI 7129. Un piano a induzione non brucia gas: la regola riguarda gli apparecchi a gas.

Come si divide la cucina dal soggiorno?

Con una vetrata, un muretto, un'isola, un bancone o una penisola, oppure con una porta scorrevole, da soli o insieme. La vetrata ferma gli odori e lascia passare la luce; muretto e isola coprono il piano di lavoro; il bancone aggiunge un posto a sedere; la porta scorrevole chiude la cucina quando serve. La scelta dipende da ciò che volete nascondere.

Che altezza deve avere il bancone di una cucina a vista?

Le linee guida NKBA indicano 91 cm, con 38 cm di spazio per le ginocchia, oppure 107 cm, con 30 cm; per ogni persona servono 61 cm di larghezza. Per il piano di lavoro il riferimento comune è 90 cm. L'altezza di un muretto non ha un valore unico: si decide in progetto, secondo ciò che deve coprire.

Come si nasconde una cucina a vista?

Con tre scelte di progetto: un divisore alto davanti al lavello (isola, bancone o muretto), colonne chiuse con ante lisce per forno, frigorifero e dispensa, pochi materiali ben accostati. Se volete poterla chiudere del tutto, una vetrata o una porta scorrevole la separano dal soggiorno quando serve. Gli elettrodomestici a incasso si scelgono prima della costruzione.

Piano cottura sull'isola o a parete in una cucina a vista?

Sull'isola si cucina rivolti al soggiorno, ma servono piani d'appoggio ai lati (30 e 38 cm secondo NKBA), 23 cm di piano dietro i fuochi, una cappa a isola e gli attacchi sotto il pavimento. A parete la cappa è più semplice da canalizzare e le pentole restano meno in vista. Con l'induzione non servono tubazioni del gas al centro della stanza.

Quanti metri quadri servono per una cucina a vista?

Non esiste una superficie minima valida per tutti: contano la forma della stanza e i passaggi. Le linee guida NKBA chiedono un corridoio di lavoro di 107 cm con un cuoco e di 122 cm con due, e un triangolo fra piano cottura, lavello e frigorifero con i tre lati sommati entro 7,9 m. Il rilievo della stanza dice che cosa entra davvero.

Quali materiali reggono meglio in una cucina a vista?

Nessun materiale vince su tutto. Il marmo dà il carattere ma teme gli acidi; il granito assorbe poca acqua ma va trattato; il gres porcellanato non è poroso e, come la pietra sinterizzata, regge il calore secondo i produttori; l'acciaio inox è igienico ma si riga; il legno massello va protetto da acqua e umidità. Ogni materiale va dove lavora meglio.

Realizzate cucine a vista anche fuori dal Lazio?

Sì. Progettiamo e costruiamo la cucina su misura e la posiamo con la nostra squadra in tutta Italia; all'estero abbiamo un progetto reale, a Dubai, e altrove lavoriamo su richiesta con il rilievo a distanza. Il preventivo è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e in tutto il Lazio.

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