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Made in Italy

Dal 1976 — Cucine su misura

Cucina su misura: domande e risposte su materiali e progetto

LEGNO · ACCIAIO · MARMO · GRES

In breve

Cucina da esterno con elettrodomestici da incasso, pianale in granito chiaro e struttura in legno trattato, a U
La grande U di teak e granito nel bosco — fotografia di un lavoro Michelessi.

Il blocco — visione Michelessi

Dal blocco,
a colpi di scalpello

01 Un blocco grezzo di Calacatta Viola fermo sotto il faro, nella cucina buia dai profili d’ottone. Mazzuolo e scalpello sono già a terra: l’isola è ancora tutta dentro la pietra.

02 Colpo dopo colpo le facce si squadrano, le schegge saltano, la polvere bianca sale nella luce. Lo scalpello incide i cassetti, apre il vano del fuoco, scava il lavello: la sagoma dell’isola esce dal blocco piano piano, senza fretta.

03 Poi la pietra si leviga e si lucida: la vena viola prende luce, gli spigoli d’ottone chiudono i cassetti, il piano cottura nero scende nel suo incasso, il rubinetto d’oro trova il suo posto. Resta l’isola, e un velo di polvere a terra.

Scorrete — la scena vi segue

Cucina su misura: che cos'è, chi la costruisce e quanto costa

Una cucina su misura è una cucina progettata e costruita sulle misure vere della vostra stanza, con i materiali che scegliete: marmo, pietra, legno massello, acciaio, gres. Chi la costruisce: Michelessi SRL, marmisti ad Aprilia dal 1976, sulla Pontina fra Roma e Latina; la progettiamo e la costruiamo su misura, da interno e da esterno, e la posiamo con la nostra squadra in tutta Italia.

Questa pagina raccoglie 36 risposte, in dieci capitoli, alle domande che le persone cercano davvero su Google: costi, misure, materiali, impianti, permessi, cucine da esterno. Ogni risposta si legge da sola. Il quadro completo è nella pagina cucine su misura; le cucine per la casa sono nella pagina cucine da interno.

Cucina ricoperta di gres con isola, lavello integrato, piano a induzione, cappa e forno

Cucina ricoperta di gres con isola, lavello integrato, piano a induzione, cappa e forno

L'isola si presenta con la sua veste in gres dall'effetto pietra chiara, percorsa da inserti sottili che ne scandiscono i cassetti; sopra, il piano integra il lavello e il piano a induzione in un'unica superficie operativa, servita dai rubinetti bruniti. Alle spalle, la parete in gres effetto marmo sale dietro la cottura, mentre le colonne blu polvere — con i forni neri incassati — aggiungono il colore che ingentilisce tutta la scena. Le lampade scure a campana, gli sgabelli al bancone, le finestre alte da appartamento signorile: l'insieme ha un'eleganza urbana e serena. La struttura in legno ricoperta di gres è una formula concreta: il calore costruttivo del legno, la resistenza della ceramica in superficie. Con cappa e forno a completare la dotazione, è una cucina da interno pronta alla vita vera: Michelessi la realizza su misura con la cura dell'artigianato italiano per le giunzioni, gli incassi e gli accostamenti di tono. Il blu polvere, poi, è il tocco che resta negli occhi.

Isola effetto pietra scura con cappa sospesa in acciaio e finestra panoramica sulla valle

Il monolite scuro davanti alla vallata

L'isola si presenta come un monolite: fianchi e frontali in finitura effetto pietra scura, dalla trama materica che trattiene la luce, e un piano che integra cottura e lavello in un'unica superficie operativa. Sopra, il volume in acciaio della cappa scende dal soffitto con la precisione di un ascensore silenzioso; dietro, la vetrata a nastro apre la scena sulla vallata, e le colline entrano in cucina come un quadro che cambia con le stagioni. Le pareti scure, gli sgabelli al bancone, le lampade puntiformi: tutto contribuisce a un'atmosfera raccolta, quasi meditativa. È il lusso contemporaneo delle cucine da interno pensate su misura: pochi elementi, ognuno esatto. Michelessi costruisce questi progetti unendo superfici tecniche e materiali naturali — fino al marmo lavorato secondo l'artigianato italiano — e calibrando ogni volume sulla luce vera dello spazio. Il paesaggio, poi, fa la sua parte: ma solo se il progetto gli lascia la scena.

Isola centrale in quarzite con venature spettacolari, bancone in legno e sgabelli neri

Isola centrale in quarzite con venature spettacolari, bancone in legno e sgabelli neri

L'isola è un incendio di pietra: la quarzite dalle venature ambrate e nere fiammeggia lungo i fianchi con il suo disegno impetuoso, lucidato fino a specchiare la stanza; sopra, il bancone in legno massello appoggia la sua tavola calda e accoglie gli sgabelli neri girevoli. Il lavello si integra nel piano; alle spalle, la boiserie in noce nasconde ed espone — i forni neri, le vetrine con le bottiglie retroilluminate, il televisore incassato. Il pavimento chiaro lascia tutta la scena alla materia. È il progetto per chi vuole una pietra da collezione al centro della casa: la quarzite, con il suo disegno irripetibile, non si sceglie a catalogo — si incontra, lastra per lastra. La lavorazione su misura ne orchestra le venature tra piano e fianchi, con tagli e giunzioni che rispettano il movimento naturale. È l'arte di Michelessi: l'artigianato italiano che sa quando la pietra merita il palcoscenico, e glielo costruisce attorno.

Cucina da esterno con barbecue a legna acceso, lavello, basi nere e piano di lavoro rivestito in legno laccato

Il fuoco nero, il legno che lo veste

La fiamma arde nella sua cornice nera e illumina la parete rivestita in legno laccato, che risponde con riflessi d'ambra: è un dialogo tra il buio e il caldo, orchestrato con eleganza quasi da interno. Le basi nere corrono sotto il piano portando il lavello e gli spazi di lavoro, le mensole ordinano stoviglie e oggetti sulla parete di legno, e le travi scure della copertura chiudono la scena verso l'alto. Il barbecue a legna, protagonista, promette cotture profumate e serate lunghe.

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 023 nera con piano in acciaio, lavello, barbecue e modulo di servizio

Cucina da esterno Fogher Larès modulare FKC 023 nera con piano in acciaio, lavello, barbecue e modulo di servizio

La composizione FKC 023 affida il piano all'acciaio e la struttura al nero: sopra, la superficie tecnica corre uniforme portando il lavello con il rubinetto a molla e il barbecue a incasso con la sua copertura; sotto, i moduli chiusi dalle ante e il modulo di servizio laterale tengono l'ordine e moltiplicano l'appoggio. Il contrasto tra la lucentezza del piano e l'opacità delle basi dà alla linea il suo carattere professionale e pulito. È la configurazione di chi lavora molto e pulisce in fretta: l'acciaio perdona tutto e non invecchia mai.

Cucina da esterno con elettrodomestici da incasso, pianale in granito chiaro e struttura in legno trattato, a U

La grande U di teak e granito nel bosco

La U si distende generosa sulla pavimentazione in pietra blu e il bosco la avvolge da ogni lato: la struttura in legno trattato, dalle ante calde e ordinate, regge il pianale in granito chiaro che corre lungo i tre lati portando il barbecue con la sua cappa in acciaio, il lavello, gli elettrodomestici da incasso e il bancone dove le sedute alte aspettano compagnia. Le piantine sui piani aggiungono il loro verde domestico al verde grande degli alberi.

Da che cosa dipende il prezzo di una cucina su misura?

Da quattro voci, che il preventivo scrive una per una: i metri lineari e la forma, i materiali di ante e piano, gli elettrodomestici, gli impianti da rifare. Prima del rilievo nessuna cifra è seria, e un listino al metro non saprebbe pesare queste voci. Il preventivo di Michelessi SRL è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio.

Su misura o componibile: in che cosa cambia la cucina?

La cucina componibile è fatta di moduli fissi: 15, 30, 45, 60 e 90 cm sono le larghezze più comuni. La cucina su misura segue invece i muri veri della stanza, fuori squadro compresi, e si disegna intorno a finestre, colonne e attacchi. Michelessi SRL costruisce su misura l'intera cucina e propone anche modelli componibili da cui partire.

Con quali materiali si costruisce una cucina su misura, dentro e fuori casa?

Per l'interno: marmo, granito, quarzite, gres porcellanato e pietra sinterizzata per piani, isole e schienali; acciaio per piani e parti di lavoro; legno massello (legno pieno, non pannello) per ante e frontali. All'esterno si usano pietra refrattaria, acciaio e legno trattato, con piani in granito, quarzite, pietra sinterizzata o travertino compatto e trattato.

Il quarzo composito resta un piano da interno: un produttore ne sconsiglia l'uso all'aperto, perché i raggi UV possono danneggiarne la superficie. Durezze, porosità e temperature di ogni materiale sono nella tabella della pagina cucine su misura; le essenze del legno, dal rovere al noce, nel reparto cucine in legno.

Il rilievo delle misure: che cosa si misura e chi lo fa?

Sì, serve il rilievo: si misurano pareti, altezze, finestre, porte e colonne, e si segnano gli angoli non a 90° e la posizione degli attacchi di acqua, luce e gas. Il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio; il preventivo è gratuito ovunque. Se tenete i vostri elettrodomestici, basta indicarne le misure d'incasso.

Cucina in acciaio inox su misura: 304 o 316, graffi e pulizia

Una cucina in acciaio inox è una cucina su misura in cui piano, ante o blocchi di lavoro sono in lamiera di acciaio inossidabile: un materiale igienico, inerte a contatto con gli alimenti e facile da pulire. Si può avere da sola o abbinata al marmo, in casa o all'esterno. I dettagli sono nella pagina cucina in acciaio inox su misura.

Acciaio, inox, 304 e 316: come si leggono le sigle?

L'acciaio inox contiene cromo, che forma uno strato superficiale protettivo capace di ripararsi da solo; l'acciaio comune non lo ha. Il 304 contiene circa il 18% di cromo e il 10% di nichel. Il 316 aggiunge molibdeno e resiste meglio a cloro e salsedine: si sceglie vicino al mare o a bordo piscina.

Graffi e ruggine sull'inox: che cosa aspettarsi?

Si graffia: è il suo punto debole, e in una tabella di un produttore di top vale 1 su 5 per i graffi. Le finiture satinate e orbitate rendono i segni meno visibili. In uso normale non arrugginisce, se è AISI 304 o 316; lo danneggiano candeggina, prodotti al cloro e pagliette d'acciaio comune.

Con che cosa si pulisce l'inox, e che cosa lo rovina?

Con un panno umido e un detergente neutro, passando nel verso della satinatura. Si evitano candeggina, prodotti con la sigla «Cl» in etichetta, che possono essere corrosivi, polveri abrasive e pagliette d'acciaio comune. Le impronte si notano soprattutto nelle prime settimane d'uso; esistono anche superfici antimpronta. L'inox è inerte e idoneo al contatto con gli alimenti.

Acciaio e marmo nella stessa cucina: dove va l'uno e dove l'altro?

Sì. Il marmo è una pietra calcarea che teme gli acidi, l'acciaio no: per questo suggeriamo l'acciaio nella zona del lavello e dei fuochi e il marmo dove si appoggia e si impasta. Michelessi SRL progetta e costruisce su misura entrambi, anche con ante in legno massello.

Cucina in granito su misura: pro, difetti, colori e cura

Una cucina in granito è una cucina su misura in cui il granito, roccia di quarzo e feldspati, riveste piano, isola e schienale: è duro, poco assorbente e regge il calore. Va impregnato contro le macchie e non ama le fonti di calore concentrate. I dettagli sono nella pagina cucina in granito su misura.

Che cosa ha di buono e che cosa ha di meno il granito in cucina?

Sì: i suoi minerali, feldspati e quarzo, valgono 6 e 7 nella scala di Mohs, assorbe dallo 0,05 allo 0,40% del proprio peso in acqua e regge circa 250 °C. I difetti: va impregnato contro le macchie e non vuole fonti di calore concentrate, perché forti sbalzi di temperatura nella pietra possono innescare crepe.

Granito o marmo: quale scegliere per il piano?

«Pregiato» è questione di gusto, e la lastra giusta si sceglie dal vivo. Tecnicamente il granito è più duro (6 e 7 nella scala di Mohs, contro il 3 della calcite del marmo) e teme gli acidi molto meno. Michelessi SRL lavora entrambi su misura, per piani, isole e schienali.

Come si cura il granito: impregnante, pulizia, acidi?

Si macchia poco, ma va trattato: un impregnante idro-oleorepellente, rinnovato con regolarità, riduce ancora le macchie. Si pulisce con acqua tiepida, sapone neutro e spugna morbida, senza abrasivi né detergenti acidi. Limone e aceto lo intaccano molto meno del marmo, ma le fonti non concordano: conviene asciugare subito.

Cucine di lusso su misura: che cosa le distingue, il made in Italy e il costo

Una cucina di lusso, in senso pieno, è una cucina su misura vera: progettata sulla stanza, in materiali nobili come marmo, acciaio e legno massello, con una lavorazione curata nei dettagli. Non esiste una definizione ufficiale e noi non pubblichiamo classifiche. I criteri sono nella pagina cucine di lusso su misura.

Quando una cucina si può chiamare di lusso?

Non esiste una definizione ufficiale. Nelle cucine che i produttori presentano come di lusso ricorrono tre cose: il progetto su misura, i materiali nobili (marmo, acciaio, legno massello come il noce) e le finiture scelte con cura. Per Michelessi SRL contano anche le lastre scelte una per una, il taglio a controllo numerico e la finitura a mano.

«Made in Italy» e «100% made in Italy»: che cosa dice la legge?

La legge (L. 350/2003) considera falsa indicazione il «made in Italy» su prodotti non originari dell'Italia secondo le regole europee sull'origine. Il «100% made in Italy» è ammesso solo se disegno, progettazione, lavorazione e confezionamento sono compiuti esclusivamente in Italia (DL 135/2009). Chiedete sempre a chi vende da dove viene ogni parte della cucina.

Il prezzo di una cucina di lusso: da che cosa dipende?

Dipende da materiali, metri lineari, finiture ed elettrodomestici: lo stabilisce il progetto, non una fascia, e non pubblichiamo cifre. Il preventivo di Michelessi SRL è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio. Nel laboratorio di Aprilia potete vedere le lastre dal vero prima di scegliere.

Cucina con isola centrale: misure minime, passaggi, altezza e attacchi

Una cucina con isola è una cucina in cui un blocco di mobili e piano di lavoro sta al centro della stanza, staccato dalle pareti, con passaggi liberi sui lati. L'isola funziona solo se la stanza ha lo spazio e gli attacchi giusti. Le misure sono nella pagina cucina con isola su misura.

Quanto deve essere larga la stanza per metterci un'isola?

Il conto delle guide di settore parte da 340 cm con una fila di basi, sommando 60 cm di basi, 90 di passaggio, 100 di isola e altri 90 di passaggio; con due file di basi si sale a circa 400 cm. Sono valori di partenza: la misura vera la dà il rilievo della vostra stanza.

Passaggi intorno all'isola: 90 cm bastano?

Per le guide italiane di settore sì, 90 cm sono il minimo per passare; le linee guida della NKBA (National Kitchen & Bath Association) chiedono di più: 107 cm di corridoio di lavoro se cucina una persona, 122 cm se cucinano in più persone, 91 cm per un semplice passaggio. Il rilievo della vostra stanza dice quale misura vi conviene.

Lunghezza, profondità e altezza dell'isola: quali sono i numeri di partenza?

Come solo piano di lavoro l'isola misura almeno 60 × 120 cm; con piano cottura o lavello circa 100 × 150 cm. L'altezza di riferimento è 90 cm, fino a 100. Se ci si siede, il banco alto 91 cm chiede 38 cm di spazio per le ginocchia, quello alto 107 cm ne chiede 30 (linee guida americane NKBA).

Fuochi e lavello al centro della stanza: che impianti servono?

Sì, se sull'isola arrivano luce, acqua, scarico e, per il gas, una tubazione adatta: il gas al centro della stanza va verificato con l'impresa abilitata, e l'induzione evita il problema. Servono una cappa canalizzata verso l'esterno (almeno 150 cfm, circa 255 m³/h) e piani d'appoggio di 30 e 38 cm ai lati dei fuochi (linee guida americane NKBA).

Cucina in gres porcellanato su misura: Laminam, Dekton, spessori e limiti

Una cucina in gres porcellanato è una cucina su misura in cui piano, isola e schienale sono in lastre di ceramica compatta, cotta a 1.200-1.300 °C fino a una vetrificazione incipiente dell'impasto, con una porosità vicina allo zero. Michelessi SRL lavora Laminam (gres) e Dekton (pietra sinterizzata). I dettagli sono nella pagina cucina in gres porcellanato su misura.

Quali sono i limiti del gres porcellanato sul piano di lavoro?

I limiti principali: è freddo al tatto, va lavorato e posato da specialisti e il produttore dà regole precise: fori e scassi ad almeno 50 mm dal bordo, angoli interni con raggio minimo di 5 mm, rinforzi in acciaio per gli sbalzi maggiori. Nel progetto su misura queste regole si rispettano fin dal disegno.

Laminam, Dekton e spessori: come ci si orienta?

No. Laminam è gres porcellanato; Dekton è una superficie ultracompatta sinterizzata, prodotta da Cosentino. Per il piano cucina Laminam propone 12 e 20 mm (spessori nominali 12,5 e 20,5), Dekton spessori da 4 a 30 mm. Michelessi SRL lavora entrambi su misura, per piani, isole e schienali.

Pentole calde e sole sul gres: che cosa dichiarano i produttori?

Sì: i produttori dichiarano che le lastre reggono il calore diretto di pentole e padelle e che i raggi UV non le alterano, quindi vanno bene anche all'esterno. Sono non porose e si puliscono con acqua e detergente neutro. Il quarzo composito, al contrario, non è raccomandato all'aperto, perché i raggi UV possono danneggiarne la superficie.

Cucina a vista sul soggiorno: odori, cappa, aria e divisori

Una cucina a vista è una cucina aperta sul soggiorno, senza porta né parete di separazione: dà luce e compagnia, ma chiede una buona cappa, elettrodomestici silenziosi e un po' d'ordine. Si può anche dividere con una vetrata, un muretto o un'isola. I dettagli sono nella pagina cucina a vista sul soggiorno.

Aprire la cucina sul soggiorno: quali pro, quali contro e quali divisori?

A vista dà luce e compagnia; contro ci sono odori, rumori e il disordine in mostra. Per separare senza chiudere si usano una vetrata, un muretto, un'isola, una penisola o porte scorrevoli. Un bancone con sgabelli è alto 91 o 107 cm, con 38 o 30 cm di spazio per le ginocchia (linee guida americane NKBA).

Come si tengono fuori dal soggiorno odori e rumore della cucina aperta?

Con una cappa canalizzata verso l'esterno (almeno 150 cfm, secondo le linee guida americane NKBA); la cappa filtrante ricircola l'aria e richiede il kit di ricircolo. Le schede di due cappe dichiarano 55 e 60 dB(A) re 1 pW, cioè livelli di potenza sonora: confrontate sempre valori espressi nella stessa unità. Servono anche filtri puliti con regolarità ed elettrodomestici a bassa emissione sonora.

Quali aperture per l'aria chiede un piano cottura a gas?

Sì: gli apparecchi a gas che prendono l'aria dal locale richiedono aperture di ventilazione permanenti di 6 cm² per kW installato, minimo 100 cm², come indicano i Vigili del Fuoco. Aerazione e ventilazione fanno parte dell'impianto gas: calcolo e lavori spettano a un'impresa abilitata (DM 37/2008), che stabilisce il caso del vostro piano cottura.

Progettazione della cucina e ristrutturazione: rilievo, impianti, permessi e 3D

Progettare una cucina su misura significa partire dal rilievo della stanza e dagli impianti, e solo dopo disegnare mobili, piani ed elettrodomestici. Il preventivo di Michelessi SRL è gratuito ovunque. Fasi, impianti e pratiche sono nella pagina progetto della cucina su misura e ristrutturazione. Sulle detrazioni fiscali non diamo indicazioni: vanno verificate con il commercialista o con la guida dell'Agenzia delle Entrate.

In che ordine si progetta una cucina?

Prima il rilievo, poi gli impianti, infine il disegno. Le linee guida americane NKBA indicano passaggi di 107 cm con un cuoco e 122 con più cuochi, un triangolo di lavoro (fuochi, lavello, frigorifero) entro 7,9 m in totale e piani d'appoggio ai lati dei fuochi. Con il progetto 3D di Michelessi SRL vedete la cucina prima di costruirla.

Quali sono le fasi del cantiere quando si rifà la cucina?

In ordine: preparazione del cantiere, demolizione, smaltimento delle macerie, tracce, posa dei nuovi impianti (idrico, elettrico, gas), chiusura delle tracce, massetto, pavimento, rivestimenti e tinteggiature; poi arriva la cucina. I tempi non si garantiscono con una cifra: dipendono da organizzazione, complessità e stato del cantiere.

Chi decide la pratica edilizia e chi certifica gli impianti della cucina?

Dipende dall'intervento: la manutenzione ordinaria è edilizia libera (DPR 380/2001, art. 6), «fatte salve» le norme comunali; secondo una guida di settore un rifacimento con impianti richiede di solito una CILA, ma la pratica giusta la indica il tecnico con il Comune. Gli impianti vanno affidati a imprese abilitate, che consegnano la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).

Si può cambiare parete alla cucina spostando scarico e gas?

Sì, ma con attenzione. Lo scarico lontano dalla colonna richiede tubazioni semi-orizzontali sotto il pavimento, che col tempo si intasano di grassi e saponi: meglio restare vicino alla colonna. Per il gas un installatore indica al massimo 2 metri di tubo flessibile, oltre servono tubazioni rigide protette. Sono indicazioni da verificare con l'impresa abilitata sulla norma UNI 7129.

Cucina da esterno con barbecue, lavello e frigo: permessi, gas, gelo e materiali

Una cucina da esterno completa è una cucina su misura da giardino o terrazzo con barbecue, piano di lavoro, lavello, fornelli e frigorifero, costruita con materiali che reggono sole, pioggia e gelo. Michelessi SRL la costruisce con struttura in pietra refrattaria a secco, acciaio o legno trattato; barbecue e forni sono in pietra refrattaria, con camera di cottura in mattoni refrattari. Dettagli: cucina da esterno completa e cucine da esterno.

Barbecue e cucina in giardino: è edilizia libera?

Il Glossario dell'edilizia libera (DM 2 marzo 2018) elenca tra le opere libere quelle di arredo da giardino, barbecue compreso, e il DPR 380/2001 parla di elementi di arredo delle aree pertinenziali. Vale sempre «fatte salve» le regole del Comune e i vincoli paesaggistici: prima di costruire si verifica con il Comune o con il vostro tecnico.

Gas, carbone o legna: come si sceglie il fuoco di una cucina da esterno, e dove sta la bombola?

Il gas si accende in pochi secondi e controlla bene la temperatura; carbone e legna danno il sapore affumicato con tempi più lunghi; l'elettrico serve ai terrazzi con vincoli ma rende meno. La legna deve contenere meno del 20% d'acqua. La bombola del GPL sta all'aperto, in verticale, lontana da fonti di calore, combustibili e impianti elettrici, mai sotto il livello del suolo.

Acqua, frigorifero e corrente in giardino: che cosa va previsto?

Il lavello richiede allacci idrici e uno scarico, e l'acqua che gela aumenta di volume: serve un rubinetto di intercettazione e svuotamento, con la valvola in un'area protetta dal gelo. Il frigorifero deve nascere per l'esterno (per esempio da −10 a +43 °C, con protezione IPX4); uno da casa non è garantito sotto i +10 °C. Gli impianti li fa un'impresa abilitata.

Quali materiali durano in una cucina da esterno, per struttura e piani?

La struttura è in pietra refrattaria a secco, acciaio o legno trattato; i piani in granito, quarzite, pietra sinterizzata o travertino compatto e trattato. Il marmo si usa con le avvertenze su sbalzi di temperatura e acidi. L'inox 316 serve vicino a mare e piscina; Laminam e Dekton non temono i raggi UV; il quarzo composito non va all'esterno.

Cucina da esterno chiusa e coperta: ante, tettoia, pergola e vetrate

Una cucina da esterno chiusa è un mobile da esterno che si chiude con ante, tapparelle o coperchi per proteggere piani, elettrodomestici e barbecue; una cucina coperta sta sotto una pergola, una tettoia o un portico. Le due soluzioni si combinano. I dettagli sono nella pagina cucina da esterno chiusa e coperta.

Con che cosa si chiude una cucina da esterno chiusa?

Con ante a battente o scorrevoli, serrande avvolgibili o coperchi, a volte motorizzati: a riposo la cucina diventa un volume chiuso che protegge piani, fornelli e dotazioni da pioggia, polvere e sole. Michelessi SRL le progetta e le costruisce su misura, scegliendo con voi chiusure e materiali adatti al vostro giardino o terrazzo.

Pergola o tettoia sopra la cucina: che cosa è libero e che cosa decide il Comune?

Pergolati di limitate dimensioni non stabilmente infissi al suolo e tende a pergola, anche bioclimatiche, con elementi mobili rientrano nell'edilizia libera (Glossario 2018, DPR 380, art. 6), sempre «fatte salve» le regole comunali. Una tettoia fissa o una veranda chiusa non sono fra queste voci: lo stabilisce il tecnico con il Comune. Le pergole si progettano su misura.

Si può mettere la cucina da esterno fra vetrate o in veranda?

Le vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti sono libere solo su balconi aggettanti, logge e porticati, purché non creino spazi stabilmente chiusi e garantiscano la microaerazione (DPR 380, art. 6). In una veranda chiusa con il gas possono servire aperture per l'aria (la regola dei Vigili del Fuoco è 6 cm² per kW): lo verifica l'impresa abilitata.

Sotto una copertura, quanta aria serve sopra il barbecue, e si cucina anche d'inverno?

Un produttore indica almeno 2,50 m di altezza libera sopra la griglia e sconsiglia il tetto chiuso senza circolazione d'aria, che accumula calore e fumo: meglio lamelle o lati aperti. Valgono anche le distanze dai combustibili del manuale del barbecue. D'inverno la pergola da sola protegge poco; frigorifero e tubi dell'acqua vanno pensati per il freddo.

Dal sopralluogo alla posa

Le 36 risposte di questa pagina rimandano a un solo percorso, raccontato in sei passi nella pagina come nasce una cucina su misura: dal rilievo al taglio nel laboratorio di Aprilia, sulla Pontina fra Roma e Latina, fino alla posa con la nostra squadra in tutta Italia. Il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio; il preventivo è gratuito ovunque; all'estero abbiamo un progetto reale a Dubai.

Per fasi, impianti e costi c'è la pagina progetto e ristrutturazione.

Il preventivo è gratuito: richiedetelo qui.

Domande frequenti

Domande frequenti

Da che cosa dipende il prezzo di una cucina su misura?

Da quattro voci, che il preventivo scrive una per una: i metri lineari e la forma, i materiali di ante e piano, gli elettrodomestici, gli impianti da rifare. Prima del rilievo nessuna cifra è seria, e un listino al metro non saprebbe pesare queste voci. Il preventivo di Michelessi SRL è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio.

Su misura o componibile: in che cosa cambia la cucina?

La cucina componibile è fatta di moduli fissi: 15, 30, 45, 60 e 90 cm sono le larghezze più comuni. La cucina su misura segue invece i muri veri della stanza, fuori squadro compresi, e si disegna intorno a finestre, colonne e attacchi. Michelessi SRL costruisce su misura l'intera cucina e propone anche modelli componibili da cui partire.

Con quali materiali si costruisce una cucina su misura, dentro e fuori casa?

Per l'interno: marmo, granito, quarzite, gres porcellanato e pietra sinterizzata per piani, isole e schienali; acciaio per piani e parti di lavoro; legno massello (legno pieno, non pannello) per ante e frontali. All'esterno si usano pietra refrattaria, acciaio e legno trattato, con piani in granito, quarzite, pietra sinterizzata o travertino compatto e trattato.

Il rilievo delle misure: che cosa si misura e chi lo fa?

Sì, serve il rilievo: si misurano pareti, altezze, finestre, porte e colonne, e si segnano gli angoli non a 90° e la posizione degli attacchi di acqua, luce e gas. Il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio; il preventivo è gratuito ovunque. Se tenete i vostri elettrodomestici, basta indicarne le misure d'incasso.

Acciaio, inox, 304 e 316: come si leggono le sigle?

L'acciaio inox contiene cromo, che forma uno strato superficiale protettivo capace di ripararsi da solo; l'acciaio comune non lo ha. Il 304 contiene circa il 18% di cromo e il 10% di nichel. Il 316 aggiunge molibdeno e resiste meglio a cloro e salsedine: si sceglie vicino al mare o a bordo piscina.

Graffi e ruggine sull'inox: che cosa aspettarsi?

Si graffia: è il suo punto debole, e in una tabella di un produttore di top vale 1 su 5 per i graffi. Le finiture satinate e orbitate rendono i segni meno visibili. In uso normale non arrugginisce, se è AISI 304 o 316; lo danneggiano candeggina, prodotti al cloro e pagliette d'acciaio comune.

Con che cosa si pulisce l'inox, e che cosa lo rovina?

Con un panno umido e un detergente neutro, passando nel verso della satinatura. Si evitano candeggina, prodotti con la sigla «Cl» in etichetta, che possono essere corrosivi, polveri abrasive e pagliette d'acciaio comune. Le impronte si notano soprattutto nelle prime settimane d'uso; esistono anche superfici antimpronta. L'inox è inerte e idoneo al contatto con gli alimenti.

Acciaio e marmo nella stessa cucina: dove va l'uno e dove l'altro?

Sì. Il marmo è una pietra calcarea che teme gli acidi, l'acciaio no: per questo suggeriamo l'acciaio nella zona del lavello e dei fuochi e il marmo dove si appoggia e si impasta. Michelessi SRL progetta e costruisce su misura entrambi, anche con ante in legno massello.

Che cosa ha di buono e che cosa ha di meno il granito in cucina?

Sì: i suoi minerali, feldspati e quarzo, valgono 6 e 7 nella scala di Mohs, assorbe dallo 0,05 allo 0,40% del proprio peso in acqua e regge circa 250 °C. I difetti: va impregnato contro le macchie e non vuole fonti di calore concentrate, perché forti sbalzi di temperatura nella pietra possono innescare crepe.

Granito o marmo: quale scegliere per il piano?

«Pregiato» è questione di gusto, e la lastra giusta si sceglie dal vivo. Tecnicamente il granito è più duro (6 e 7 nella scala di Mohs, contro il 3 della calcite del marmo) e teme gli acidi molto meno. Michelessi SRL lavora entrambi su misura, per piani, isole e schienali.

Come si cura il granito: impregnante, pulizia, acidi?

Si macchia poco, ma va trattato: un impregnante idro-oleorepellente, rinnovato con regolarità, riduce ancora le macchie. Si pulisce con acqua tiepida, sapone neutro e spugna morbida, senza abrasivi né detergenti acidi. Limone e aceto lo intaccano molto meno del marmo, ma le fonti non concordano: conviene asciugare subito.

Quando una cucina si può chiamare di lusso?

Non esiste una definizione ufficiale. Nelle cucine che i produttori presentano come di lusso ricorrono tre cose: il progetto su misura, i materiali nobili (marmo, acciaio, legno massello come il noce) e le finiture scelte con cura. Per Michelessi SRL contano anche le lastre scelte una per una, il taglio a controllo numerico e la finitura a mano.

«Made in Italy» e «100% made in Italy»: che cosa dice la legge?

La legge (L. 350/2003) considera falsa indicazione il «made in Italy» su prodotti non originari dell'Italia secondo le regole europee sull'origine. Il «100% made in Italy» è ammesso solo se disegno, progettazione, lavorazione e confezionamento sono compiuti esclusivamente in Italia (DL 135/2009). Chiedete sempre a chi vende da dove viene ogni parte della cucina.

Il prezzo di una cucina di lusso: da che cosa dipende?

Dipende da materiali, metri lineari, finiture ed elettrodomestici: lo stabilisce il progetto, non una fascia, e non pubblichiamo cifre. Il preventivo di Michelessi SRL è gratuito ovunque; il sopralluogo è gratuito a Roma, Latina e nel Lazio. Nel laboratorio di Aprilia potete vedere le lastre dal vero prima di scegliere.

Quanto deve essere larga la stanza per metterci un'isola?

Il conto delle guide di settore parte da 340 cm con una fila di basi, sommando 60 cm di basi, 90 di passaggio, 100 di isola e altri 90 di passaggio; con due file di basi si sale a circa 400 cm. Sono valori di partenza: la misura vera la dà il rilievo della vostra stanza.

Passaggi intorno all'isola: 90 cm bastano?

Per le guide italiane di settore sì, 90 cm sono il minimo per passare; le linee guida della NKBA (National Kitchen & Bath Association) chiedono di più: 107 cm di corridoio di lavoro se cucina una persona, 122 cm se cucinano in più persone, 91 cm per un semplice passaggio. Il rilievo della vostra stanza dice quale misura vi conviene.

Lunghezza, profondità e altezza dell'isola: quali sono i numeri di partenza?

Come solo piano di lavoro l'isola misura almeno 60 × 120 cm; con piano cottura o lavello circa 100 × 150 cm. L'altezza di riferimento è 90 cm, fino a 100. Se ci si siede, il banco alto 91 cm chiede 38 cm di spazio per le ginocchia, quello alto 107 cm ne chiede 30 (linee guida americane NKBA).

Fuochi e lavello al centro della stanza: che impianti servono?

Sì, se sull'isola arrivano luce, acqua, scarico e, per il gas, una tubazione adatta: il gas al centro della stanza va verificato con l'impresa abilitata, e l'induzione evita il problema. Servono una cappa canalizzata verso l'esterno (almeno 150 cfm, circa 255 m³/h) e piani d'appoggio di 30 e 38 cm ai lati dei fuochi (linee guida americane NKBA).

Quali sono i limiti del gres porcellanato sul piano di lavoro?

I limiti principali: è freddo al tatto, va lavorato e posato da specialisti e il produttore dà regole precise: fori e scassi ad almeno 50 mm dal bordo, angoli interni con raggio minimo di 5 mm, rinforzi in acciaio per gli sbalzi maggiori. Nel progetto su misura queste regole si rispettano fin dal disegno.

Laminam, Dekton e spessori: come ci si orienta?

No. Laminam è gres porcellanato; Dekton è una superficie ultracompatta sinterizzata, prodotta da Cosentino. Per il piano cucina Laminam propone 12 e 20 mm (spessori nominali 12,5 e 20,5), Dekton spessori da 4 a 30 mm. Michelessi SRL lavora entrambi su misura, per piani, isole e schienali.

Pentole calde e sole sul gres: che cosa dichiarano i produttori?

Sì: i produttori dichiarano che le lastre reggono il calore diretto di pentole e padelle e che i raggi UV non le alterano, quindi vanno bene anche all'esterno. Sono non porose e si puliscono con acqua e detergente neutro. Il quarzo composito, al contrario, non è raccomandato all'aperto, perché i raggi UV possono danneggiarne la superficie.

Aprire la cucina sul soggiorno: quali pro, quali contro e quali divisori?

A vista dà luce e compagnia; contro ci sono odori, rumori e il disordine in mostra. Per separare senza chiudere si usano una vetrata, un muretto, un'isola, una penisola o porte scorrevoli. Un bancone con sgabelli è alto 91 o 107 cm, con 38 o 30 cm di spazio per le ginocchia (linee guida americane NKBA).

Come si tengono fuori dal soggiorno odori e rumore della cucina aperta?

Con una cappa canalizzata verso l'esterno (almeno 150 cfm, secondo le linee guida americane NKBA); la cappa filtrante ricircola l'aria e richiede il kit di ricircolo. Le schede di due cappe dichiarano 55 e 60 dB(A) re 1 pW, cioè livelli di potenza sonora: confrontate sempre valori espressi nella stessa unità. Servono anche filtri puliti con regolarità ed elettrodomestici a bassa emissione sonora.

Quali aperture per l'aria chiede un piano cottura a gas?

Sì: gli apparecchi a gas che prendono l'aria dal locale richiedono aperture di ventilazione permanenti di 6 cm² per kW installato, minimo 100 cm², come indicano i Vigili del Fuoco. Aerazione e ventilazione fanno parte dell'impianto gas: calcolo e lavori spettano a un'impresa abilitata (DM 37/2008), che stabilisce il caso del vostro piano cottura.

In che ordine si progetta una cucina?

Prima il rilievo, poi gli impianti, infine il disegno. Le linee guida americane NKBA indicano passaggi di 107 cm con un cuoco e 122 con più cuochi, un triangolo di lavoro (fuochi, lavello, frigorifero) entro 7,9 m in totale e piani d'appoggio ai lati dei fuochi. Con il progetto 3D di Michelessi SRL vedete la cucina prima di costruirla.

Quali sono le fasi del cantiere quando si rifà la cucina?

In ordine: preparazione del cantiere, demolizione, smaltimento delle macerie, tracce, posa dei nuovi impianti (idrico, elettrico, gas), chiusura delle tracce, massetto, pavimento, rivestimenti e tinteggiature; poi arriva la cucina. I tempi non si garantiscono con una cifra: dipendono da organizzazione, complessità e stato del cantiere.

Chi decide la pratica edilizia e chi certifica gli impianti della cucina?

Dipende dall'intervento: la manutenzione ordinaria è edilizia libera (DPR 380/2001, art. 6), «fatte salve» le norme comunali; secondo una guida di settore un rifacimento con impianti richiede di solito una CILA, ma la pratica giusta la indica il tecnico con il Comune. Gli impianti vanno affidati a imprese abilitate, che consegnano la dichiarazione di conformità (DM 37/2008).

Si può cambiare parete alla cucina spostando scarico e gas?

Sì, ma con attenzione. Lo scarico lontano dalla colonna richiede tubazioni semi-orizzontali sotto il pavimento, che col tempo si intasano di grassi e saponi: meglio restare vicino alla colonna. Per il gas un installatore indica al massimo 2 metri di tubo flessibile, oltre servono tubazioni rigide protette. Sono indicazioni da verificare con l'impresa abilitata sulla norma UNI 7129.

Barbecue e cucina in giardino: è edilizia libera?

Il Glossario dell'edilizia libera (DM 2 marzo 2018) elenca tra le opere libere quelle di arredo da giardino, barbecue compreso, e il DPR 380/2001 parla di elementi di arredo delle aree pertinenziali. Vale sempre «fatte salve» le regole del Comune e i vincoli paesaggistici: prima di costruire si verifica con il Comune o con il vostro tecnico.

Gas, carbone o legna: come si sceglie il fuoco di una cucina da esterno, e dove sta la bombola?

Il gas si accende in pochi secondi e controlla bene la temperatura; carbone e legna danno il sapore affumicato con tempi più lunghi; l'elettrico serve ai terrazzi con vincoli ma rende meno. La legna deve contenere meno del 20% d'acqua. La bombola del GPL sta all'aperto, in verticale, lontana da fonti di calore, combustibili e impianti elettrici, mai sotto il livello del suolo.

Acqua, frigorifero e corrente in giardino: che cosa va previsto?

Il lavello richiede allacci idrici e uno scarico, e l'acqua che gela aumenta di volume: serve un rubinetto di intercettazione e svuotamento, con la valvola in un'area protetta dal gelo. Il frigorifero deve nascere per l'esterno (per esempio da −10 a +43 °C, con protezione IPX4); uno da casa non è garantito sotto i +10 °C. Gli impianti li fa un'impresa abilitata.

Quali materiali durano in una cucina da esterno, per struttura e piani?

La struttura è in pietra refrattaria a secco, acciaio o legno trattato; i piani in granito, quarzite, pietra sinterizzata o travertino compatto e trattato. Il marmo si usa con le avvertenze su sbalzi di temperatura e acidi. L'inox 316 serve vicino a mare e piscina; Laminam e Dekton non temono i raggi UV; il quarzo composito non va all'esterno.

Con che cosa si chiude una cucina da esterno chiusa?

Con ante a battente o scorrevoli, serrande avvolgibili o coperchi, a volte motorizzati: a riposo la cucina diventa un volume chiuso che protegge piani, fornelli e dotazioni da pioggia, polvere e sole. Michelessi SRL le progetta e le costruisce su misura, scegliendo con voi chiusure e materiali adatti al vostro giardino o terrazzo.

Pergola o tettoia sopra la cucina: che cosa è libero e che cosa decide il Comune?

Pergolati di limitate dimensioni non stabilmente infissi al suolo e tende a pergola, anche bioclimatiche, con elementi mobili rientrano nell'edilizia libera (Glossario 2018, DPR 380, art. 6), sempre «fatte salve» le regole comunali. Una tettoia fissa o una veranda chiusa non sono fra queste voci: lo stabilisce il tecnico con il Comune. Le pergole si progettano su misura.

Si può mettere la cucina da esterno fra vetrate o in veranda?

Le vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti sono libere solo su balconi aggettanti, logge e porticati, purché non creino spazi stabilmente chiusi e garantiscano la microaerazione (DPR 380, art. 6). In una veranda chiusa con il gas possono servire aperture per l'aria (la regola dei Vigili del Fuoco è 6 cm² per kW): lo verifica l'impresa abilitata.

Sotto una copertura, quanta aria serve sopra il barbecue, e si cucina anche d'inverno?

Un produttore indica almeno 2,50 m di altezza libera sopra la griglia e sconsiglia il tetto chiuso senza circolazione d'aria, che accumula calore e fumo: meglio lamelle o lati aperti. Valgono anche le distanze dai combustibili del manuale del barbecue. D'inverno la pergola da sola protegge poco; frigorifero e tubi dell'acqua vanno pensati per il freddo.

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